Il PGA Championship 2026 entra nel vivo con un leaderboard affollatissimo e un terzo giro, il tradizionale moving day, che si annuncia decisivo. Ad Aronimink Golf Club, percorso severo e reso ancora più impegnativo da vento e bandiere insidiose, al comando dopo 36 buche ci sono due outsider americani: Maverick McNealy e Alex Smalley, entrambi a -4. Ma alle loro spalle la classifica è cortissima e il sabato promette di indirizzare in modo netto la corsa al Wanamaker Trophy.

PGA Championship: McNealy e Smalley sorprendono tutti

Maverick McNealy ha firmato uno dei migliori giri di giornata con un 67 (-3), salendo anche a -6 prima di due bogey nel finale. Alex Smalley, più regolare, ha chiuso in 69 colpi (-1), dimostrando grande solidità su un campo che sta mettendo in difficoltà anche i migliori al mondo.

Per McNealy si tratta di una situazione inedita in un major. «È probabilmente la prima volta che mi trovo davvero in lotta in un major», ha ammesso l’americano, consapevole dell’occasione. Smalley, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di restare paziente e continuare a colpire fairway e green.

A un solo colpo dalla vetta, a -3, troviamo un gruppo di inseguitori di altissimo livello composto da Hideki Matsuyama, Min Woo Lee, Chris Gotterup, Aldrich Potgieter, Stephan Jaeger e Max Greyserman.

Il numero uno del mondo Scottie Scheffler è a -2, appena due colpi dal comando. Nonostante un secondo giro complicato, resta uno dei grandi favoriti grazie alla sua straordinaria capacità di emergere nei weekend.

Molto bene anche Rory McIlroy, autore di un brillante 67 senza bogey che gli ha permesso di recuperare terreno dopo il 74 inaugurale. Il nordirlandese è pienamente in corsa e può diventare uno dei protagonisti del moving day.

Moving day: il sabato che può cambiare il torneo

Nel golf, il terzo giro è spesso il momento chiave. È qui che si definiscono le gerarchie e che la pressione inizia a pesare davvero. Ad Aronimink il moving day sarà ancora più importante, perché ben 58 giocatori sono racchiusi in appena sei colpi.

Tra i flight più attesi c’è quello con McNealy e Smalley, ma gli occhi saranno puntati anche sui gruppi con Scheffler, Matsuyama e McIlroy. Se il campo continuerà a premiare pazienza e precisione, l’esperienza dei campioni potrebbe fare la differenza.

Le principali storyline del sabato sono chiare: la tenuta mentale dei due leader, la rimonta dei grandi nomi, la capacità di Aronimink di continuare a difendersi e l’incognita meteo. Con così tanti giocatori ancora in corsa, ogni buca può cambiare il volto del torneo.

Il PGA Championship 2026 è quindi pronto a vivere il suo momento più importante. Il moving day non assegnerà ancora il titolo, ma potrebbe indicare con chiarezza chi ha davvero le carte in regola per alzare il Wanamaker Trophy domenica sera. (pgachampionship.com)