È Ryan Fox, 39enne neozelandese, a portarsi a casa meritatamente il 154° Open Championship a Royal Birkdale. Lo ha fatto in un pomeriggio complicatissimo, in cui piano piano tutti i migliori della classifica si sono arresi davanti alle insidie di uno dei links più complicati tra quelli della rota, reso ancora più impegnativo dalla siccità di queste ultime settimane.
Non è bastato a Cameron Young il 64 finale e il -9 totale per portare Fox al playoff. Il neozelandese, dopo aver mancato clamorosamente il birdie al par 5 della 17 a causa di una scelta discutibile dal tee in cui ha giocato in difesa anzichè all’attaco, ha messo insieme una 18 perfetta: drive in centro pista e secondo colpo in asta, per poi imbucare il birdie che gli ha regalato il primo major in carriera.
Figlio di un mito dello sport neozelandese, Grant, capitano degli All Blacks vincitori della prima World Cup di rugby nel 1987, Ryan diventa il terzo neozelandese nella storia del golf a vincere un major dopo Bob Charles (The Open nel 1963 a Lytham and St Annes) e Michael Campbell (U.S. Open 2005 a Pinehurst n.2).
Grande difesa del titolo del numero uno del mondo e campione uscente Scottie Scheffler che ha chiuso in 67 per un totale di -7 al quarto posto, ma su cui pesano come macigni i due bogey della 15 e della 18. L’americano ha sperato fino alla fine di raggiungere il leader in club house, Cameron Young a -9, proprio quando i giocatori di testa, Kim, Fox, Burns e Herbert perdevano buca dopo buca pesanti colpi accorciando la classifica, aprendo la possibilità di un clamoroso playoff finale.
Delusione anche per l’eroe di casa, Tommy Fleetwood, uscito dai giochi per la Claret Jug con i due bogey di fila alla 10 e 11. A poco sono serviti i due birdie finali se non per la standing ovation del suo pubblico e per il -7 finale che gli vale il quarto posto alla pari di Scheffler.
Per Cameron Young è la seconda delusione all’Open Championship dopo la vittoria sfiorata a St Andrews nel 2022, superato nel finale quella volta da Cameron Smith. Sam Burn chiude terzo a -8 l’ennesimo major in cui è stato in contention per il titolo cedendo poi nelle 18 buche finali.
Un applauso va ad Adam Scott, autore di un 66 finale che gli regala il 9° posto nel suo 101° major in carriera consecutivo, pochi giorni dopo aver compiuto 46 anni.
Buon torneo per Francesco Molinari, che ha chiuso in 46esima posizione dopo essere stato nelle prime posizioni nelle prime 36 buche. Qualche rimpianto per i due giri del weekend in cui non è andato oltre a due 72 che lo hanno allontanato dalle parti alte della classifica. Pur con qualche sbavatura sul putt, Molinari è tornato protagonista in due tornei di grande peso, Scottish Open (17°) e Open Championship, buon viatico per una seconda parte di stagione in cui può aspirare a tornare a frequentare le parti altissime delle classifiche.
Questa la classifica finale del 154° Open Championship