Cambi al vertice nel moving day del 154° Open Championship. Herbert, leader all’attacco della terza giornata ha ceduto il testimone a Sam Burns che non ha nessuna intenzione di farsi perdere l’occasione di sollevare la sua prima Clare Jug. L’americano ha mostrato un gioco impeccabile e, soprattutto, un putt caldo nei momenti decisivi. Il suo 65 di giornata lo porta in testa alla classifica con due colpi di vantaggio su Ryan Fox e Si Woo Kim.

Ma oggi è stata la giornata di Ryan Fox. Sul percorso del Royal Birkdale, il neozelandese ha aggiunto il suo nome al crescente elenco di giocatori che condividono il record dI score più basso nella storia dei major, diventando il terzo giocatore della settimana a firmare uno storico 62 all’Open Championship.
Fox, partito nelle prime ore della mattinata, ha approfittato di un vento praticamente assente realizzando cinque birdie nelle prime nove buche e altri quattro nelle seconde con un bogey, chiudendo con 62 colpi. Nella storia dei major sono stati registrati otto giri in 62 colpi, e ben quattro di questi sono arrivati in questi tre giorni al Royal Birkdale. Il primo a stabilire questo record fu Branden Grace, che nel 2017 firmò un memorabile 62 proprio a Birkdale.

Seguono a -7 Ryan Gerard e Lucas Herbert. A -6 Ludvig Aberg, Jackson Suber e Bryson DeChambeau che ieri al termine della giornata è stato penalizzato con due colpi di penalità per aver migliorato il lei della palla alla 5.

La classifica è cortissima e nulla è ancora scritto

E noi romantici che crediamo nei lieto fine, speriamo ancora in Tommy Fleetwood, che domani avrà ancora la possibilità di scrivere una favola, anche se partirà più indietro di quanto avrebbe sperato. L’inglese ha infiammato il pubblico, soprattutto con il birdie alla corta 7, ma ne ha realizzato solo un altro nel resto del giro, chiudendo in modo deludente con bogey alla 15 e alla 18, intervallati dal par alla 17, la buca più facile del percorso. Domani saranno cinque i colpi di ritardo sul leader ma sappiamo che sui links nulla è detto fino all’ultimo putt della 72esima buca.

Continua una settimana frustrante per Scottie Scheffler, che in 54 buche ha imbucato appena tre putt oltre i 3 metri. Il numero 1 del mondo non è riuscito a cambiare marcia nel finale, culminando in un acceso confronto con il caddie Ted Scott dopo aver mancato un putt da poco più di un metro alla 16 e un altro da circa 2,7 metri per il birdie alla 17.
Scheffler ha commesso soltanto tre bogey in tutta la settimana e continua a essere impeccabile dal tee al green, ma il putter resta il suo punto debole. È a -4 e a sei colpi dalla vetta. È addirittura 135º nella statistica Strokes Gained: Putting e avrà bisogno di una trasformazione totale sul green per difendere il titolo domenica.

Note negativa anche sul fronte azzurro. Francesco Molinari non è riuscito a dare continuità incappando in un brutto +2 di giornata che gli ha fatto perdere 21 posizioni piazzandosi al 29° posto.

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