Il secondo giro dell’Open Championship a Royal Birkdale ha regalato una giornata ricca di colpi di scena e grandi rimonte. Su un campo duro e reso ancora più selettivo dalle condizioni asciutte e da imprevedibili rimbalzi, alcuni dei protagonisti più attesi hanno iniziato a emergere, mentre altri hanno dovuto lottare fino all’ultimo colpo per conquistare l’accesso al weekend.

Ma partiamo dalle buona notizie e da Francesco Molinari, che si mantiene in alta classifica con un totale di -4 che gli vale l’ottava posizione a pari merito. Per Chicco un bel segnale, un gioco preciso e solido da tee a green con ancora qualche occasione di birdie mancata. Come ha lui stesso detto a fine giro, le condizioni ci sono tutte per chiudere bene il major britannico, deve solo funzionare bene il putt, diventato suo tallone d’Achille.

Ma a prendersi la scena è stato Lucas Herbert, autore di un giro straordinario chiuso in 62 colpi. L’australiano ha costruito la sua impresa con una partenza spettacolare, firmando un incredibile 28 sulle prime nove buche e portandosi fino a -8. Ha poi avuto l’opportunità di entrare definitivamente nella storia co un ultimo putt alla buca 18 per chiudere in 61 e stabilire il nuovo record assoluto in un major. Il mancato putt non ha però cancellato una prestazione eccezionale: il suo 62 segna il record di score più basso in un evento del Grande Slam insieme a Branden Grace, che aveva stabilito lo stesso primato proprio a Royal Birkdale nel 2017. Ma, soprattutto, il -8 lo porta in vetta alla classifica in solitaria dell’Open Championship.

50 giocatori in 7 colpi

Una classifica corta e stretta con 50 giocatori in sette colpi e che, purtroppo per noi europei, parla ancora una volta americano. Sì, perché oltre al leader australiano, le prime posizioni sono tutte occupate da giocatori a stelle e strisce.
Seconda piazza con un totale di -7 per Bryson DeChambeau che oggi ha dimostrato di saper controllare i links, merito anche del vento quasi inesistente. Se domani si dovessero alzare forti raffiche vedremo come saprà gestire il suo gioco.

Terzi a pari merito Jackson Super, Cameron Young e Ryan Gerard con -6 e quarta per Sam Burns con -5.
Burns si è reso protagonista con una vera e propria rimonta consegnando uno score record di 62 colpi e risalendo di ben 102 posizioni. Una prestazione ancora più significativa considerando che Burns non era nemmeno certo di partecipare al torneo: la nascita anticipata del suo secondo figlio aveva messo in dubbio la sua presenza.

Tra i giocatori del Vecchio Continente spiccano Matt Wallace, Alex Fitzpatrick, Thomas Detry, Victor Perez, Robert MacIntyre, Jon Rahm, Tommy Flettwood e Francesco Molinari, tutti all’ottavo posto con -4. Stesso score per Scottie Scheffler che ancora una volta ha avuto serissime difficoltà con sul green.

McIlroy reagisce e conquista il weekend

Tra i grandi nomi sotto pressione c’era soprattutto Rory McIlroy, protagonista di un avvio complicato. Dopo un primo giro sopra il par (+2) , il nordirlandese ha reagito nel momento decisivo chiudendo la seconda giornata con un 67, risalendo fino a -1 totale.

McIlroy ha ritrovato solidità dal tee centrando 13 fairway e dopo le evidenti difficoltà in green giovedì pomeriggio, è riuscito a limitare gli errori e a mettere insieme un giro sufficiente per superare il taglio.

Fuori dal taglio

Tra i nomi che non rivedremo nel moving day c’è anche quello di Francesco Laporta che chiude il suo debutto in un major con un totale di+9. Tra i big che non hanno superato il taglio, fermo a +1, ci sono Justin Rose, che proprio a Birkdale nel 98 giocò il suo ultimo torneo da amateur chiudendo al 4° posto e vincendo la Silver Medal. Jordan Spieth, Wyndham Clark, Matt Fitzpatrick, Viktor Hovland e Cameron Smith.

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