Il DP World Tour torna tra le montagne svizzere per uno degli appuntamenti più affascinanti e caratteristici della stagione. Da giovedì 3 a domenica 6 settembre il grande golf internazionale fa tappa al Crans-sur-Sierre Golf Club, nel cuore di Crans-Montana, per l’Omega European Masters 2026.
Un torneo dal fascino particolare, capace di unire storia, tradizione e uno scenario naturale unico. L’evento affonda le proprie radici nello Swiss Open, disputato per la prima volta nel 1923, mentre a Crans-sur-Sierre si gioca dal 1948. Dal 1972 l’appuntamento fa parte stabilmente del calendario del Tour europeo, con l’unica eccezione del 2020, quando la manifestazione non si disputò a causa della pandemia.
Lawrence torna per difendere il titolo
A guidare il gruppo dei protagonisti sarà il sudafricano Thriston Lawrence, vincitore delle ultime due edizioni e pronto quindi a inseguire uno storico tris consecutivo.
Dodici mesi fa Lawrence arrivò in Svizzera in un momento tutt’altro che semplice, al 98° posto nella Race to Dubai. La settimana di Crans-Montana rappresentò però la svolta della sua stagione. Nell’ultimo giro il sudafricano sembrava aver compromesso tutto con un avvio da incubo, caratterizzato da tre bogey consecutivi che gli fecero perdere il vantaggio iniziale.
La reazione fu però straordinaria: eagle alla sesta buca, birdie alla settima e altri quattro birdie nelle successive dodici buche gli permisero di chiudere con due colpi di vantaggio e conquistare il secondo successo della carriera all’Omega European Masters.
Reed guida il field, Garcia torna dopo sette anni
Tra i nomi più importanti c’è Patrick Reed, attuale leader della Race to Dubai, che punta a rafforzare il proprio primato approfittando dell’assenza di Rory McIlroy, atteso al rientro la prossima settimana all’Amgen Irish Open.
Il field comprende inoltre due campioni Masters come Danny Willett e Sergio Garcia. Proprio Garcia torna a Crans-Montana dopo una lunga assenza: lo spagnolo, vincitore dell’Omega European Masters nel 2005, non partecipava al torneo dal 2019. Il suo bilancio in Svizzera comprende anche tre ulteriori piazzamenti nella top ten. Occhi puntati anche sui fratelli Rasmus e Nicolai Højgaard, entrambi vincitori di Ryder Cup, oltre che su Jayden Schaper, Casey Jarvis ed Eugenio Chacarra, tutti già capaci di conquistare più di un titolo nel 2026.
Da seguire con particolare attenzione anche Ryan Gerard. L’americano arriva in Svizzera direttamente dalla conclusione della stagione PGA Tour: dopo 4.730 miglia di viaggio da Atlanta a Crans-Montana, il 27enne si presenta come il giocatore con il ranking mondiale più alto dell’intero field. Gerard è reduce dal terzo posto al Tour Championship e da due secondi posti sul PGA Tour, risultati che lo hanno portato fino alla 22ª posizione mondiale.
Otto italiani al via
A rappresentare l’Italia saranno Filippo Celli, Edoardo Molinari, Renato Paratore, Matteo Manassero, Guido Migliozzi, Francesco Laporta, Gregorio De Leo e Stefano Mazzoli. Un gruppo che porta a Crans-Montana esperienza, talento e caratteristiche differenti, con l’obiettivo di conquistare punti preziosi in una fase della stagione ormai decisiva.
Il primo azzurro a scendere in campo sarà Filippo Celli, inserito nel gruppo di partenza delle 7:30 dalla buca 1 insieme a Frankie Capan III e Todd Clements. Alle 8:00 toccherà a Edoardo Molinari, che sarà affiancato da Oihan Guillamoundeguy e Ricardo Gouveia.
Alle 8:20 sarà il turno di Renato Paratore, in campo con K.H. Lee e Rikuya Hoshino. Dieci minuti più tardi, alle 8:30, partirà Matteo Manassero, che affronterà il primo giro insieme a Richard Sterne e Dylan Frittelli.
Completano la pattuglia italiana Francesco Laporta e Gregorio De Leo, Guido Migliozzi e Stefano Mazzoli, che dopo l’esperienza americano e la conquista della carta per il PGA Tour grande alla vittoria a Punta Cana, torna a competere in Europa. Gli azzurri arrivano all’appuntamento svizzero dopo una stagione particolarmente intensa sul circuito. La presenza italiana sul Tour è stata numerosa per gran parte dell’anno: Manassero, Laporta, Molinari, Paratore, Celli e De Leo hanno rappresentato con continuità il golf italiano nelle principali tappe europee.
Manassero e Paratore, occhi puntati sul momento di forma
Tra gli italiani, Matteo Manassero rappresenta naturalmente uno degli osservati speciali. Il percorso di Crans-sur-Sierre può premiare giocatori capaci di combinare precisione, gestione del ritmo e capacità di sfruttare le occasioni sui par 5.
Anche Renato Paratore arriva a questo appuntamento con ambizioni importanti. Il romano ha ottenuto diversi risultati interessanti nel corso della stagione e sarà chiamato a sfruttare la propria esperienza per affrontare un tracciato che non concede distrazioni.
Il fascino del golf “tra le nuvole”
Uno degli elementi che rendono unico l’Omega European Masters è naturalmente il campo.
Il Crans-sur-Sierre Golf Club, incastonato tra le Alpi svizzere, offre uno dei panorami più spettacolari dell’intero calendario del DP World Tour. Ma dietro la bellezza del paesaggio si nasconde un percorso capace di mettere alla prova anche i giocatori più esperti.
La conformazione del tracciato rende particolarmente importante la strategia. Alcune buche possono offrire opportunità di attacco, mentre altre richiedono grande attenzione nella scelta del colpo e nella gestione dei rischi.
La sesta buca, un par 4 raggiungibile dai giocatori più potenti, è uno dei punti più spettacolari del percorso. Proprio lì Lawrence costruì una parte fondamentale della propria rimonta nella vittoria dello scorso anno. Non è un caso che Ryan Gerard, alla vigilia del suo debutto, abbia raccontato di aver ricevuto dal proprio team un vero e proprio “corso accelerato” sul percorso: anche per un giocatore abituato ai grandi appuntamenti del PGA Tour, Crans-sur-Sierre richiede infatti un periodo di adattamento.
La corsa verso i Play-Off entra nel vivo
L’Omega European Masters assume inoltre un peso particolare perché arriva nel pieno della seconda fase della stagione, il cosiddetto “Back 9”. Dopo l’appuntamento svizzero il calendario proseguirà con l’Amgen Irish Open e quindi con il BMW PGA Championship, prima di attraversare Francia, Spagna, India e Corea.
La posta in palio è altissima: al termine della seconda fase, i migliori 70 giocatori della Race to Dubai accederanno ai Play-Off, mentre i primi 100 manterranno la carta piena per la stagione successiva.
Ogni colpo, quindi, può avere un peso determinante.
Tee time
Omega European Masters con otto azzurri