Il numero uno del mondo chiude la stagione con un’altra impresa. Partito con tre colpi di ritardo, Scottie Scheffler firma un ultimo giro da 66 (-4), supera Viktor Hovland di tre colpi e si prende il Tour Championship. È il suo terzo successo stagionale e il secondo titolo FedEx Cup in tre anni.
Scottie Scheffler non ha dominato la stagione del PGA Tour come aveva fatto negli ultimi anni. Ma, ancora una volta, è riuscito a lasciare il segno nel momento più importante.
A East Lake, ad Atlanta, il numero uno del mondo ha completato una rimonta straordinaria e ha conquistato per la seconda volta negli ultimi tre anni la FedEx Cup, chiudendo al primo posto il Tour Championship affiancandosi così a Tiger Woods. E qui ormai i paragoni con il Fenomeno californiano si sprecano. Scheffler partiva con tre colpi di ritardo rispetto a Viktor Hovland, ma con un ultimo giro da 66 colpi, ha ribaltato la situazione e ha chiuso il torneo a -16, 264 colpi complessivi, con tre lunghezze di vantaggio sul norvegese.
Un finale perfetto per una stagione cominciata con una vittoria, caratterizzata da diversi recuperi dopo partenze difficili e da una lunga serie di piazzamenti nelle prime posizioni, e conclusa con due vittorie nelle ultime due settimane.
“Venire da dietro ed essere riuscito a vincere il torneo è una sensazione davvero speciale”, ha raccontato Scheffler, che ha festeggiato così la 22ª vittoria della carriera sul PGA Tour.
Una rimonta da numero uno
Scheffler ha realizzato uno dei migliori giri della giornata, a pari merito per il punteggio più basso, ed è stato l’unico giocatore tra quelli impegnati nelle ultime tre partenze a chiudere sotto il par.
La quarta giornata a East Lake si è rivelata molto più difficile rispetto ai primi tre giorni. Il campo ha registrato una media di 70,067 colpi, trasformando il finale della FedEx Cup in una vera prova di resistenza.
Ed è proprio in questo contesto che Scheffler ha fatto la differenza
Il suo percorso nei playoff della FedEx Cup racconta bene la sua stagione: vittoria, dodicesimo posto e vittoria. L’unico passo falso era arrivato la settimana precedente al BMW Championship, dove aveva chiuso al 12° posto nonostante gli effetti ancora dolorosi della malattia mano-piede-bocca. Un classico “regalo” quando si hanno figli molto piccoli.
Una sequenza che potrebbe essere decisiva anche per il premio di PGA Tour Player of the Year. Scheffler appare infatti il grande favorito per conquistare per la quinta volta consecutiva il Jack Nicklaus Award.
La forza mentale prima ancora del talento
Il successo di East Lake conferma una caratteristica che ormai accompagna ogni stagione di Scheffler: la capacità di non arrendersi mai. Il suo status di numero uno non deriva soltanto da un talento enorme o dalle statistiche. Scheffler è diventato il giocatore più forte del mondo soprattutto grazie a una continuità impressionante e alla capacità di lottare su ogni colpo, su ogni buca, fino alla fine.
È una mentalità che, come ha raccontato più volte, ha imparato anche osservando da vicino Tiger Woods nei primi anni della sua carriera. E proprio la tenacia è probabilmente l’aspetto che più avvicina Scheffler al 15 volte campione major.
“Sono molto orgoglioso di aver lottato, di aver ottenuto buoni risultati e di essermi dato delle opportunità di vincere anche dopo alcune partenze difficili”, ha spiegato il trentenne texano. “Nel complesso ho continuato a combattere, giorno dopo giorno. È un privilegio essere qui nel Tour e ogni giorno cerco di dare il massimo”.
Una filosofia che spiega perfettamente la sua stagione: in 20 tornei disputati, Scheffler ha chiuso fuori dalla top 25 soltanto una volta, quando non superò il taglio allo Scottish Open.
La stagione 2026, tuttavia, non è stata semplice per Scheffler. Anzi, per certi versi è stata una delle più frustranti della sua carriera. Le aspettative nei suoi confronti sono ormai altissime e in diverse occasioni la frustrazione è esplosa in campo, tra sfoghi e qualche gesto di rabbia nei confronti dei bastoni. Sabato, durante il terzo giro a East Lake, lo si è visto addirittura urlare contro una pallina che aveva preso una direzione opposta rispetto alla sua lettura del putt.
Eppure quel giorno aveva chiuso con un ottimo 66 senza bogey.
“A volte è difficile quando ti svegli vicino all’ultimo posto e sai di dover trovare l’energia e la grinta che porto ogni settimana. Quest’anno, nel complesso, è stata una grande battaglia”.
Proprio per questo il successo finale assume un significato ancora maggiore.
Hovland secondo, Gerard completa il podio
Viktor Hovland, campione della FedEx Cup nel 2023 e vincitore contro Scheffler nel playoff del Travelers Championship dello scorso giugno, non è riuscito a difendere il vantaggio nell’ultimo giro. Il norvegese ha faticato soprattutto a trovare le fairway e ha chiuso con un 72, terminando secondo a -13, 267 colpi. “È semplicemente forte e ha giocato bene ogni giorno», ha detto Hovland parlando di Scheffler. “Avrei potuto facilmente fare 66 anch’io oggi, ma non ci sono riuscito. Il merito di Scottie è che si presenta e riesce a farlo quando conta. Ed è così che si vincono i tornei di golf”.
Terzo posto per Ryan Gerard, che aveva iniziato l’ultimo giro a un solo colpo da Hovland. Anche lui ha firmato un 72, chiudendo così sul gradino più basso del podio alla sua prima partecipazione al Tour Championship. Ben sette i giocatori che hanno chiuso quarti a pari merito a -11, tra questi Rory McIlroy, Alex Fitzpatrick, autore di una stagione incredibile se si pensa che ha conquistato la carta durante l’anno grazie alla vittoria ius coppia cin il fratello Matt allo Zuricìh Classic. Jacob Bridgeman, Min Woo Lee, Jacob Bridgeman, Russell Henley, Chris Gotterup e Ludvig Aberg.
Il campione uscente Tommy Fleetwood ha invece chiuso con un ottimo 67, terminando all’11° posto a -10. Stesso score per Cameron Young e Adam Scott, il cui gioco da tee a green è stato impeccabile ma, come spesso è successo nell’arco della sua carriera, è inciampato con diversi passi falsi sul green.
La seconda FedEx Cup e un altro record
Per Scheffler si tratta della seconda FedEx Cup conquistata in tre anni. Due stagioni fa aveva vinto il titolo quando la competizione prevedeva partenze con un numero di colpi determinato dalla classifica. Questa volta, invece, il successo è arrivato nel formato senza handicap introdotto nella scorsa stagione. In entrambi i casi, il risultato sembra quasi inevitabile: il giocatore che ha guidato la classifica della FedEx Cup al termine della regular season ha finito per essere anche il campione. Scheffler ha inoltre chiuso la stagione con tre vittorie, cinque secondi posti e otto piazzamenti complessivi tra i primi due, oltre a 13 top five.
Dopo il BMW Championship era già al comando della FedEx Cup e aveva quindi garantito un bonus di 23 milioni di dollari. La vittoria di East Lake gli ha permesso di aggiungere altri 10 milioni di dollari.
Con questo successo, Scheffler raggiunge Tiger Woods a quota due FedEx Cup vinte, alle spalle soltanto di Rory McIlroy, che ne ha conquistate tre.
E proprio Woods ha voluto congratularsi con il numero uno del mondo: “Tre vittorie, cinque secondi posti e la stagione chiusa al numero uno. Numeri di cui essere orgogliosi. Una continuità incredibile per tutta la stagione. Congratulazioni per una stagione storica, Scottie”.
Anche il sorpasso a Tiger nella classifica dei guadagni
La vittoria di Atlanta ha prodotto anche un altro dato destinato a far discutere. Scheffler ha infatti superato Woods nella classifica dei guadagni in carriera sul PGA Tour, arrivando a 130,39 milioni di dollari, contro i poco più di 120 milioni accumulati da Tiger. Un sorpasso favorito anche dall’enorme crescita dei montepremi del PGA Tour negli ultimi anni, arrivata anche in risposta alla nascita della LIV Golf League.
Il finale di stagione cambia inevitabilmente il giudizio complessivo sul 2026. Ma Scheffler, come sempre, preferisce non accontentarsi. “Mi pongo aspettative molto elevate. A volte può essere una cosa positiva e altre volte negativa. Il golf è uno sport difficile. È davvero difficile vincere qui. Quando sei vicino alla vittoria, può essere ancora più frustrante. Arrivare secondo è dura. La sensazione che provo adesso è completamente diversa da quella che proverei salendo in macchina per tornare a casa dopo un secondo posto. Fa molto più male perdere che vincere”.
Eppure, ancora una volta, Scheffler ha dimostrato di essere costruito per reagire. Ha trasformato una stagione fatta di occasioni sfumate e momenti di frustrazione in un altro anno da protagonista assoluto. Non ha dominato dall’inizio alla fine come in passato, ma quando il momento lo ha richiesto ha trovato ancora una volta il modo di vincere.
Non voglio arrivare alla fine della mia carriera e pensare che avrei potuto fare qualcosa in più per giocare meglio. Quando smetterò, voglio poter dire a me stesso di aver fatto tutto quello che potevo. Penso che stagioni come questa mi ricordino quanto sia importante
Leaderboard
Tour Championship: Scottie Scheffler, dominatore assoluto