Dave, dimmi la verità, da piccolo sognavi di fare l’arbitro di golf?

Non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo sport. Pensa volevo fare il veterinario, l’ortopedico e poi il giornalista. Nessuna di queste strade ha preso forma ma forse meglio così, il resto ha funzionato.

Mi spiego meglio, sei stato il Direttore di Torneo della Solheim Cup a Gleneagles, ti rendi conto? È come essere Collina ai Mondiali di Calcio? Io l’avrei sognato da piccolo…

Esperienza indimenticabile dal punto di vista professionale e umano ma ti racconto un paio di curiosità. Non mi sarei mai aspettato la mole di lavoro che sostiene questo torneo nelle due settimane che ho passato a Gleneagles. Ma poi sono i tre anni di preparazione ante evento che richiedono tanta energia e buone idee. È tutto gigante, arrivano informazioni e cose da fare ogni minuto.

Ci sono dei trucchi per preparare il campo per le proette? A cosa stai più attento?

C’è una comunicazione continua con la capitana della squadra che ospita. In questo caso con Catriona Matthew. Forse non lo sanno in molti ma sia in Ryder che in Solheim il capitano può preparare il campo con il Comitato. Ho imparato molto da lei su tutte le variabili del percorso, dalle altezze dei fairway, rough e velocità dei green. Direi, visto il risultato, che è stata eccezionale.

Scusa, notavo adesso, nel tuo nome c’è Maria, era ovvio che approdassi sul Tour femminile, non trovi?

Certo! (ride) È il nome di mia nonna. Anche mia sorella e mio figlio lo portano come secondo nome.

Aggiungo anche che una delle fotografie che abbiamo insieme (non pubblicabile) ci vede ad una cena dove qualcuno era vestito da donna, tutto torna.

Esatto, qualcuno (tu Alessandro) e non io, anche se il nome Maria poteva ingannare.

Parliamo della tua carriera e del tuo amore per questo sport…

Devo dire grazie a mia mamma, mi ha mandato al Golf Basiglio a raccogliere le palline in campo pratica per capire come girava la vita fuori dai cortili di casa.

Il direttore poi mi chiese di lavorare in segreteria e da li non sono più uscito. Ho fatto la Scuola della Federazione a Roma, come quella che hai fatto tu, e poi sono passato in Romagna, a Firenze all’Ugolino, al Golf Milano e infine in Svizzera, a Losone. E poi l’incontro con il Ladies European Tour.

Approdi alla Scuola Nazionale della Federazione con Corrado Graglia, tuo partner in cattedra per le regole. Devo dire che le vostre lezioni sono molto appassionanti, come si fa a tenere l’attenzione in classe?

Nel 2009 prendiamo la cattedra con entusiasmo. Siamo come fratelli, quasi marito e moglie a dir la verità. Basta avere passione e il resto viene molto più facile.

Ti ha aiutato la tua laurea in Lettere nel tuo lavoro?

Sicuramente sì, mi ha aperto la mente. La cultura aiuta sempre.

Ti confesso una cosa, nel 2004 ho visto una tua lezione, facevi alcune scenette simpatiche a un corso per spiegare le regole. Ho preso appunti, ho fatto anche un disegno. Dopo anni ne ho fatto alcuni video e poi mi è successo di tutto. Quindi grazie…

Figurati! Adesso sono più didattico ma mi sento ancora 18enne per certe cose. Era divertente spiegarle con esempi sul campo.

Perché bisogna sapere le regole del golf e aiutaci a capire perché non bisogna avere paura del libretto da leggere di tanto in tanto?

Se si sanno le regole si evitano le penalità. Si stanno semplificando ma c’è ancora molto da fare. Ricordiamoci poi che se non si gioca secondo le regole non si sta giocando a golf.

Ma torniamo alle Ladies, ci sembrano sempre più forti, agguerrite e attente alla loro immagine. Come vedi il golf femminile fra 5 e 10 anni?

Stiamo lavorando tantissimo nella direzione dell’immagine seguendo anche altri sport. Io spero che dopo la Solheim Cup non ci sia più nemmeno da fare il paragone con gli uomini. Senza paragoni sarebbe tutto più semplice.

Dave, cosa hanno in più le donne nel golf? Pensando anche a Suzann Pettersen.

La grinta, senza dubbio. Ne hanno da vendere. Suzann? Ho ancora i brividi.

Abbiamo quasi finito. Sai che qualche volta faccio le incursioni nelle stanze dei giocatori per scoprirne i segreti, dici che si possa fare sul LET?

Non ricordo, sei fidanzato? Tutti d’accordo a casa se entri nelle stanze delle giocatrici?

Grazie Davide per portare il tricolore così in alto nella tua professione. Ti strappo solo una promessa, cosa ne dici di un paio di video (o più) insieme? Per ricordare quel lontano 2004…

Sono timido davanti alla telecamera, lo sai, ma ti dico di sì. Magari prendo la grinta dal tee della 1 della Solheim dove mi trovavo in mezzo alla gente a cantare “Don’t Stop Me Now” dei Queen ad alta voce.

Ah, ferma tutto, alla prossima Solheim Cup sono in car con te, ci conto.

Ok, preparo alla mia destra l’asciugamano sul car, così potrai stare più comodo e asciutto. Vedrai, ti tratterò bene.


Davide Maria Lantos nasce il 10 aprile 1969 a Genova. Ha studiato Lettere all’Università per intraprendere la carriera di giornalista abbandonata successivamente per quella di Direttore di Golf e infine di Director of Tournament Operations del Ladies European Tour. È sposato con Rita con la quale cresce Gabriele mentre si destreggia da 10 anni tra i lunghi e faticosi viaggi di lavoro.