C’è una nuova energia che attraversa i golf club italiani. Si vede nei campi pratica più affollati, nei circoli che aprono le porte a un pubblico inedito e nei tanti neofiti che, dopo il primo swing, decidono di tornare ancora. E questa energia arriva dai numeri di GOLFPOP, il progetto nato per avvicinare nuovi giocatori al golf con un linguaggio più semplice, accessibile e contemporaneo. Un percorso che continua a macinare numeri da record e, soprattutto, entusiasmo.

L’aggiornamento al 13 maggio racconta una realtà che sta andando ben oltre le aspettative iniziali.

I circoli aderenti hanno raggiunto quota 257, pari al 75% del totale previsto, con un dato particolarmente significativo: ha aderito l’81% dei circoli affiliati e il 63% di quelli aggregati. Segnale chiaro che il mondo del golf italiano ha deciso di giocare questa partita fino in fondo.

Ma il dato più interessante arriva direttamente dal campo. I cosiddetti “Golfpopper”, ovvero le persone che hanno scelto di vivere la loro prima esperienza attraverso il progetto, sono già 5.150 (negli ultimi trenta giorni la media è stata di circa 50 nuovi ingressi al giorno).
Ancora più rilevante il fatto che ben 3.895 siano completamente nuovi al golf, persone che fino a ieri vedevano questo sport da lontano e che oggi impugnano il driver per la prima volta.

Non solo. GOLFPOP sta riuscendo anche in un’altra missione considerata da molti quasi impossibile: riportare sul tee di partenza chi aveva smesso di giocare. Sono infatti 1.255 i giocatori rientrati dopo almeno tre anni di abbandono, numeri che raccontano una capacità concreta di riaccendere la passione e riportare movimento nei circoli.
A questi si aggiungono già 290 tra Gift Card vendute e iscrizioni in fase di finalizzazione.

Il paragone con i dati dello scorso anno fotografa ancora meglio la crescita del progetto.

Alla stessa data del 2025 i neofiti erano 3.073: oggi l’incremento è del 67%. E il dato forse più importante, in ottica futura, è che 181 Golfpopper sono già diventati soci di circolo e che sono entrati, a pieno titolo, nella community del golf italiano.

Molto positive anche le risposte al sondaggio effettuati alla community GOLFPOP. I primi risultati ottenuti confermano che l’esperienza sta funzionando non solo nei numeri, ma anche nella qualità percepita.

Hai già fatto la tua esperienza GOLFPOP?
97% ha risposto sì.

Se fatta, come è andata?
È stata un’esperienza super positiva 52%
Molto bene 41%
Bene 7%

Come valuteresti l’accoglienza del club (valori in stelle da 1 a 5)
76% 5 stelle
14 % 4 stelle
10 % 3 stelle

Come valuteresti l’esperienza col maestro?
83% 5 stelle
14% 4 stelle
3% 3 stelle

Dopo la prima esperienza cosa hai fatto?
76% – Ho prenotato altre lezioni
17% – Ho chiesto info per continuare
7% – Per ora mi fermo qui.

Del golf cosa ti ha stupito di più?
48% – Quanto sia più divertente del previsto
38% – Lo stare in mezzo al verde
11% – Il primo colpo da 50 metri
3% – L’atmosfera in clubhouse.

Parallelamente, GOLFPOP sta iniziando a uscire dai confini tradizionali dei circoli per debuttare direttamente sul territorio.

Il primo esperimento si è svolto il 29 aprile alla LIUC Università Cattaneo, trasformata per un giorno in un vero village golfistico urbano. Tra simulatore di golf, postazioni Puttmaster, premi, DJ set e maestri PGAI, l’evento ha attirato un vasto numero di studenti incuriositi da uno sport spesso percepito distante dal mondo universitario.

Il risultato? Oltre le aspettative. L’orario è stato prolungato di un’ora su richiesta degli stessi studenti e l’atmosfera creata attorno allo stand ha mostrato un golf completamente diverso da quello stereotipato. Più leggero, sociale e accessibile.

Il prossimo appuntamento sarà il 13 giugno in Piazza San Carlo, nel cuore di Torino, prima del grande palcoscenico dell’Open d’Italia al Circolo Golf Torino, dove GOLFPOP sarà protagonista per tutti i quattro giorni di gara.

Il golf italiano, insomma, sembra aver trovato un nuovo ritmo. Più veloce, più inclusivo, più contemporaneo. E, soprattutto, capace di parlare una lingua nuova senza perdere l’eleganza del proprio gioco.