Il DS Automobiles 83° Open d’Italia è iniziato nel segno di Edoardo Molinari. Sul percorso del Golf Torino-La Mandria, il torinese ha entusiasmato il pubblico di casa con uno splendido finale che gli ha permesso di chiudere la prima giornata da leader.
Per Molinari una partenza ideale in un torneo dal significato speciale. “È stato davvero bello giocare davanti a tanti amici e familiari – ha spiegato al termine del giro – Conosco questo percorso ma ho giocato le mie buche di rientro migliori di sempre oggi!”. Partito fortissimo con tre birdie consecutivi, Dodo è incappato in due bogey subito dopo, alla cinque con tre putt dalla media distanza. Poi il cambio di passo con sette birdie dalla buca nove e ben quattro nelle ultime cinque. Giro in 63 colpi, record del campo e leadership solitaria a -8.
Secondo “paperon” Niemann
Alle spalle di Molinari Joaquin Niemann che ha concluso a una sola lunghezza. Il 27enne di Santiago del Cile, vanta ben otto titoli sulla LIV Golf, tutti in eventi da montepremi di 20 milioni di dollari. Nel suo palmarès anche due titoli sul PGA Tour, uno sull’Asian Tour, uno sul DP World Tour e nove nel Chilean Tour.lunghezza.
Anche Migliozzi tra le buone notizie azzurre
Tra gli azzurri spicca la prestazione di Guido Migliozzi. Il vicentino ha chiuso in terza posizione con uno score di -6, confermando il buon momento di forma e candidandosi fin da subito a un ruolo da protagonista. “È stato un bellissimo giro in team con Francesco Molinari e Patrick Reed, accompagnato da tanto pubblico. Ho giocato molto bene e sono stato contento dell’esito. Ho sbagliato qualche tee shot, ma sono poi riuscito a recuperare con degli ottimi colpi al green con il putter. E’ un campo nel quale se si è aggressivi dal tee e si coglie il fairway, poi ti procuri numerose chance da birdie. Sto attraversando un momento altalenante, ma sono alla continua ricerca del dettaglio, del trovarmi bene in campo e questo porta fiducia”. Nel suo score otto birdie e due bogey e il punteggio di -6.
Al suo fianco al terzo posto il francese Tom Vaillant, il neozelandese Kazuma Kobori e gli spagnoli Rocco Repetto Taylor e Nacho Elvira, iberici che totalmente sono in sette nella top ten con Pablo Larrazabal, Eugenio Chacarra, Angel Ayora, Angel Hidalgo e Jorge Campillo in ottava posizione con 66 (-5) insieme al finlandese Oliver Lindell, allo svedese Joakim Lagergren e al francese Jeong weon Ko.
L’open degli italiani tra luci e ombre
Positivo anche l’avvio di Lorenzo Scalise e Filippo Celli, entrambi 22esimi a -3. I due italiani hanno costruito un primo giro solido che li colloca in piena zona taglio e a distanza ancora contenuta dalle posizioni di vertice. Più indietro Gregorio De Leo, 93° con il par del campo, ma ancora con ampie possibilità di recupero nella seconda giornata.
Non è invece arrivata la partenza sperata per alcuni dei nomi più attesi del golf azzurro. Francesco Molinari, grande attrazione della settimana torinese, ha chiuso in 113ª posizione a +1. Per il due volte campione dell’Open d’Itlaia, che alla vigilia aveva sottolineato quanto fosse speciale tornare a giocare sul percorso dove è cresciuto, sarà necessario un giro molto sotto par per giocare nel weekend.
Stessa situazione per Francesco Laporta, anch’egli a +1, mentre sono chiamati a una rimonta ancora più impegnativa Jacopo Vecchi Fossa, Renato Paratore e Matteo Manassero, tutti appaiati al 125° posto con uno score di +2. I tre dovranno cambiare passo nel secondo giro per evitare un’eliminazione anticipata.
Open d'Italia, Molinari al comando