Dall’11 al 13 settembre il Bernardus Golf, nei pressi di Den Bosch, ospita per la prima volta nella storia la Solheim Cup. Europa e Stati Uniti si contendono la 20ª edizione della sfida biennale, con il Team Europe deciso a riprendersi il trofeo dopo la sconfitta del 2024 in Virginia.
La sede scelta per questa 20ª edizione è il Bernardus Golf di Cromvoirt, nei pressi di Den Bosch, nel sud dei Paesi Bassi. Un campo che combina caratteristiche tecniche e paesaggistiche di grande fascino e che negli ultimi anni si è affermato come una delle realtà golfistiche più importanti del Paese.
Il percorso Championship, progettato dal celebre architetto statunitense Kyle Phillips, è un heathland course dal layout compatto e particolarmente strategico. Ostacoli d’acqua insidiosi, green impegnativi, una clubhouse dal design spettacolare e strutture di allenamento di livello mondiale completano un impianto già abituato ai grandi eventi: il Bernardus Golf ha infatti ospitato per tre volte il Dutch Open del DP World Tour.
Anna Nordqvist guida il Team Europe
Dopo il successo degli Stati Uniti nell’edizione 2024 disputata in Virginia, l’Europa proverà a riportare la coppa sul Vecchio Continente.
A guidare il Team Europe sarà la svedese Anna Nordqvist, nove volte protagonista della Solheim Cup da giocatrice, chiamata ora a sfruttare tutta la propria esperienza per riconquistare il trofeo sul terreno di casa europeo.
Al suo fianco, nel ruolo di vicecapitane, ci saranno l’inglese Mel Reid, la svedese Caroline Hedwall e l’olandese Anne van Dam. Quest’ultima, cinque volte vincitrice sul Ladies European Tour, avrà anche il compito di guidare la squadra europea nella PING Junior Solheim Cup, in programma da oggi a mercoledì.
La formazione europea è composta da giocatrici di grande esperienza e da quattro esordienti. Hanno conquistato la qualificazione attraverso i punti della LET Solheim Cup l’inglese Charley Hull e la tedesca Esther Henseleit. Dal Rolex Women’s World Golf Rankings sono invece arrivate l’inglese Lottie Woad, le svedesi Maja Stark e Linn Grant, la francese Céline Boutier, la spagnola Carlota Ciganda e la danese Nanna Koerstz Madsen.
Le quattro scelte della capitana Nordqvist sono state l’irlandese Leona Maguire e le debuttanti Julia López Ramirez (Spagna), Nastasia Nadaud (Francia) e Mimi Rhodes (Inghilterra).
Angela Stanford alla guida degli Stati Uniti
Dall’altra parte, il Team USA sarà guidato da Angela Stanford, vincitrice di un Major e già tre volte vicecapitana della squadra americana.
Stanford potrà contare sulle vicecapitane Kristy McPherson, Paula Creamer e Brittany Lang, quest’ultima con cinque partecipazioni alla Solheim Cup da giocatrice.
La squadra statunitense presenta diversi nomi di primo piano. Nelly Korda, Angel Yin, Jennifer Kupcho, Yealimi Noh, Auston Kim, Lauren Coughlin e Allisen Corpuz hanno ottenuto la qualificazione attraverso la classifica dei punti della U.S. Solheim Cup.
Attraverso il Rolex Women’s World Golf Rankings hanno invece conquistato un posto Andrea Lee e Alison Lee, mentre le wild card della capitana sono andate a Lindy Duncan, Megan Khang e Rose Zhang.
Tre giorni, 24 match e un trofeo in palio
Il format della Solheim Cup rimane quello tradizionale. Nel corso delle prime due giornate saranno disputati complessivamente 16 incontri, otto al giorno, suddivisi tra foursomes e fourballs.
La domenica sarà invece dedicata ai 12 match individuali, che assegneranno gli ultimi punti e determineranno la vincitrice della 20ª edizione.
In totale saranno quindi 24 i match disputati al Bernardus Golf.
Ogni incontro vale un punto; in caso di parità al termine delle 24 sfide, il trofeo viene condiviso.
L’Europa vuole accorciare le distanze
La sfida nei Paesi Bassi avrà un significato particolare anche guardando alla storia della competizione. Dal 1990, anno della prima edizione, gli Stati Uniti conducono infatti il bilancio complessivo con 11 vittorie contro le 7 europee, oltre a un pareggio.