Presidents Cup: l’International Team cerca il miracolo a Medinah
Quattro giorni, 24 giocatori, due squadre e una delle cornici più prestigiose del golf americano. La 16ª edizione della Presidents Cup va in scena questa settimana al Medinah Country Club, alle porte di Chicago, sul rinnovato Course No. 3.
Da una parte gli Stati Uniti del capitano Brandt Snedeker, dall’altra l’International Team guidato dall’australiano Geoff Ogilvy. Il confronto arriva in un momento particolare della storia della Presidents: gli americani hanno vinto le ultime dieci edizioni e cercano di prolungare una striscia iniziata nel lontano 1998, anno dell’unico successo internazionale al Royal Melbourne, in Australia. Gli Internazionali arrivano a Medinah con l’obiettivo di ripetere la storica impresa del Team Europe, capace di vincere la Ryder Cup nel 2012 al termine di una rimonta folle nei singoli della domenica.
Il Team USA schiera Scottie Scheffler, Cameron Young, Wyndham Clark, Sam Burns, Russell Henley e Collin Morikawa come qualificati automatici. A loro si aggiungono le scelte del capitano: Chris Gotterup, Xander Schauffele, Justin Thomas, Jacob Bridgeman, Patrick Cantlay e Jackson Koivun.
La formazione internazionale comprende Si Woo Kim, Ryan Fox, Hideki Matsuyama, Min Woo Lee, Tom Kim e Adam Scott, ai quali Ogilvy ha affiancato Corey Conners, Nico Echavarria, Sungjae Im, Ryo Hisatsune, Nick Taylor e Christiaan Bezuidenhout. Per Adam Scott sarà la dodicesima partecipazione alla Presidents Cup, mentre Matsuyama raggiunge la settima.
Il confronto mette quindi insieme esperienza e debutti: tra gli americani, Koivun, Gotterup e Bridgeman sono alla prima Presidents Cup; sul fronte internazionale debuttano Fox, Echavarria, Hisatsune e Taylor.
Il Course No. 3 di Medinah è uno dei palcoscenici storici del golf statunitense: qui si sono disputati oltre all’indimenticabile Ryder Cup del 2012, due PGA Championship e tre U.S. Open. L’ultima apparizione del PGA Tour a Medinah risale al BMW Championship 2019, vinto da Justin Thomas con un record del percorso di 61 colpi.
Tra il 2022 e il 2023 il percorso è stato oggetto di una profonda trasformazione affidata allo studio australiano OCM Golf, formato da Ogilvy, Mike Cocking e Ashley Mead. Il risultato è un tracciato par 70 di 7.548 yard, ridisegnato anche in funzione del ritorno del grande golf internazionale.
La presenza di Ogilvy in doppia veste – architetto coinvolto nella trasformazione del percorso e oggi capitano internazionale – aggiunge così un elemento particolare alla settimana di Medinah.
Il programma, a differenza della Ryder Cup, prevede tre giornate di doppio, tra quattro palle e foursome, e una conclusiva di singoli la domenica. Come in Ryder conta non soltanto la qualità del singolo colpo, ma anche la capacità di costruire coppie efficaci, gestire la pressione del match-play e adattarsi rapidamente alle decisioni dei capitani.
Al centro dell’attenzione americana c’è il numero uno del mondo, Scottie Scheffler, alla sua terza Presidents Cup. Sul fronte internazionale il nome di riferimento è Hideki Matsuyama, veterano alla settima partecipazione, affiancato da Adam Scott, uno dei giocatori con maggiore esperienza nella storia della competizione.
Ma la Presidents Cup raramente si decide soltanto attraverso i nomi più prestigiosi. La costruzione delle coppie, soprattutto nelle prime sessioni, sarà uno degli aspetti tecnici da osservare con maggiore attenzione. Il valore del gruppo e la capacità dei capitani di leggere il percorso e lo stato di forma dei giocatori possono diventare determinanti.
Anche l’atmosfera promette di essere parte integrante dello spettacolo. Gli organizzatori hanno allestito una vera arena attorno alla prima buca, con una tribuna da circa 3.000 spettatori, e sette aree dedicate al pubblico distribuite sul percorso.
Medinah, dunque, non sarà soltanto il teatro della Presidents Cup 2026. Sarà uno dei protagonisti della settimana: un percorso profondamente rinnovato, una folla americana pronta a spingere i padroni di casa e una squadra internazionale chiamata a trasformare ogni sessione in una battaglia punto per punto.
Presidents Cup: l'International Team cerca il miracolo a Medinah