Rahm: “Accetterei sanzioni se il PGA Tour mi proponesse di rientrare”
Jon Rahm torna in campo. Questa settimana lo spagnolo è infatti al via del Abu Dhabi Championship, penultimo appuntamento della stagione del DP World Tour.
Si tratta della sua prima apparizione dopo l’uscita dal LIV, il circuito sostenuto dal fondo sovrano saudita al quale si era unito nel febbraio 2022. Un’occasione importante anche per fare chiarezza sul proprio futuro e sulle ragioni che lo hanno portato a non proseguire la propria avventura nel circuito saudita.
“Posso guardare a questi tre anni e considerarli un’esperienza assolutamente positiva – ha dichiarato lo spagnolo martedì ai media durante la conferenza stampa al Yas Links -. Per quanto apprezzassi il progetto e l’idea alla base di quello che potremmo definire il LIV 1.0, non ero particolarmente entusiasta dei cambiamenti previsti con il LIV 2.0. Semplicemente, non ero disposto a seguire più quella strada. In quel momento c’erano troppe incognite, e ce ne sono ancora parecchie. Mi sembrava che il progetto si stesse allontanando dal golf a squadre e da alcuni degli elementi che avevano reso il LIV quello che era. Stava diventando sempre più simile a un normale circuito professionistico. Per essere sincero, quindi, non è mai stata una possibilità che abbia preso seriamente in considerazione”.
Come diversi altri giocatori che hanno recentemente lasciato il LIV, Rahm guarda ora al DP World Tour come principale riferimento per la stagione 2027. Ma il ritorno sul PGA Tour resta una possibilità da non escludere.
“Non ho ancora avuto alcun confronto con il PGA Tour per capire se esista una strada che mi permetta di rientrare già dal prossimo anno. Al momento, quindi, non ho risposte. Finché non avrò maggiore chiarezza, il mio programma prevede di trascorrere l’intera stagione sul DP World Tour. È una prospettiva che mi entusiasma”.
Rahm era stato uno dei quattro giocatori ai quali, nel gennaio 2026, il PGA Tour aveva proposto un accordo straordinario nell’ambito del Returning Member Program, il programma pensato per consentire il rientro di alcuni ex membri provenienti dal LIV.
Brooks Koepka aveva accettato l’offerta, mentre Rahm, Cameron Smith e Bryson DeChambeau avevano deciso di non aderire.
Koepka è così tornato sul PGA Tour nel gennaio scorso, disputando 16 tornei nel corso della stagione e chiudendo al 94° posto la FedEx Cup. Il suo rientro, tuttavia, è stato accompagnato da condizioni particolarmente onerose: una donazione di 5 milioni di dollari a favore di iniziative benefiche, l’esclusione dai bonus della FedEx Cup per il 2026, la rinuncia per cinque anni ai programmi di assegnazione delle quote societarie del circuito e l’obbligo di conquistare sul campo la qualificazione ai tornei più importanti, i cosiddetti Signature Events.
A Rahm è stato quindi chiesto se oggi sarebbe disposto ad accettare le stesse penalità pur di tornare a giocare sul PGA Tour nel 2027. La risposta del 31enne spagnolo è stata piuttosto chiara.
“Molto probabilmente sì. Perché no? Certo, c’è un grande punto interrogativo: dubito seriamente che mi venga proposta la stessa opportunità concessa a Koepka. Ma se mi offrissero esattamente le sue stesse condizioni e penalità, probabilmente accetterei”.
Una disponibilità che, tuttavia, potrebbe non trovare riscontro nella posizione del PGA Tour. Il CEO Brian Rolapp aveva infatti chiarito già nel gennaio 2026 che il programma di rientro rappresentava un’opportunità eccezionale, limitata nel tempo e non destinata a diventare un precedente per eventuali situazioni future.
“Si tratta di una finestra temporale unica e ben definita, che non costituisce un precedente per il futuro. Una volta chiusa quella porta, non vi è alcuna garanzia che questa possibilità venga nuovamente offerta”.
Resta dunque da capire se quella porta sia davvero chiusa definitivamente. Al momento, la presenza di Jon Rahm sul PGA Tour nel 2027 rimane un’incognita, mentre è certo il suo ritorno sul DP World Tour.
La stagione 2026 dello spagnolo riparte così proprio questa settimana ad Abu Dhabi. Rahm occupa attualmente la 51ª posizione nella Race to Dubai e avrà bisogno di guadagnare almeno un posto per rientrare tra i primi 50 della classifica, requisito necessario per qualificarsi al DP World Tour Championship, il torneo conclusivo della stagione in programma la prossima settimana a Dubai.
Rahm: "Accetterei sanzioni se il PGA Tour mi proponesse di rientrare"