Quando si prova una nuova serie di legni, il rischio è sempre quello di fermarsi ai numeri. Velocità di palla, carry, distanza totale, spin. Tutti dati importanti, soprattutto quando si parla di driver, ma che raccontano soltanto una parte della storia.

Perché un bastone non si gioca davanti a un monitor, si gioca in campo, con il vento che cambia, con una palla appoggiata non perfettamente, dopo un drive sbagliato e magari quando, alla 14, la stanchezza comincia a farsi sentire. È in queste situazioni che un’attrezzatura deve dimostrare quello che vale.

Ed è proprio con questo spirito che abbiamo provato la nuova serie di legni Srixon ZXi RKT, concentrandosi non soltanto sulla prestazione assoluta, ma soprattutto sulle sensazioni che questi bastoni restituiscono durante il gioco.

La nuova generazione realizzata da Srixon introduce la RKT Face, affiancata dalle tecnologie i-FLEX, Variable Roll Design e Rebound Frame. Nomi che, letti su una scheda tecnica, possono sembrare soltanto una sequenza di acronimi.

La cosa interessante arriva quando si comincia a colpire la palla, perché alcune di queste soluzioni si percepiscono realmente nel comportamento del bastone e soprattutto si percepiscono in modo diverso a seconda del modello di driver che si ha tra le mani.

La prima cosa che emerge provando i tre driver ZXi RKT è che Srixon non ha cercato di costruire tre teste quasi identiche. RKT, RKT LS e RKT MAX hanno una personalità precisa e questa differenza non è soltanto sulla carta, si sente già all’address e diventa ancora più evidente quando si comincia a colpire la palla.

Driver ZXi RKT

Il modello standard RKT è quello che restituisce fin dai primi colpi la sensazione più equilibrata. All’address la testa trasmette sicurezza, ma senza avere un aspetto eccessivamente ingombrante. La forma aiuta a posizionare in modo naturale la faccia e permette di concentrarsi sullo swing. La prima cosa che emerge durante il test è la qualità dell’impatto. Quando il centro della faccia viene colpito correttamente, la palla esce con una sensazione molto piena e veloce.

Non è soltanto il classico “click” che ci si aspetta da un driver moderno, la sensazione è quella di una faccia che restituisce molta energia alla palla, ed è qui che entra in gioco la nuova RKT Face.

La combinazione con la tecnologia i-FLEX è stata sviluppata per rendere la faccia più efficiente nella sua deformazione all’impatto, con l’obiettivo di aumentare la velocità della palla.

Ma quello che interessa maggiormente in un test non è il colpo perfetto, è quello leggermente sbagliato, e sugli impatti decentrati il comportamento rimane molto interessante. La palla naturalmente perde qualcosa, ma la sensazione non è quella di un colpo totalmente mancato, perché la faccia continua a restituire energia. È proprio questa una delle caratteristiche che emergono maggiormente durante il test in campo: la differenza tra il colpo centrato e quello leggermente decentrato non sembra trasformarsi immediatamente in una differenza enorme di prestazione.

Il Rebound Frame contribuisce alla sensazione di una faccia che continua a lavorare sull’impatto, mentre il Variable Roll Design interviene sulla gestione della traiettoria nei diversi punti della faccia.

Tradotto dal linguaggio tecnico a quello del campo: quando non si prende perfettamente il centro, il driver continua a fare il proprio lavoro. Ed è probabilmente questa la caratteristica che rende il modello RKT standard così universale: non cerca di fare una cosa soltanto, ma di farne molte bene.

Driver ZXi RKT LS

Passando al RKT LS, il cambiamento è immediatamente percepibile. La testa mantiene la stessa filosofia generale della serie, ma il comportamento della palla cambia. La traiettoria tende a essere più penetrante e la sensazione è quella di un driver che vuole trasformare la velocità dello swing in una maggiore efficienza, evitando che una quantità eccessiva di energia si trasformi in spin.

Qui la tecnologia non va quindi letta separatamente dalla geometria della testa, è l’insieme a determinare il comportamento. Durante il test è proprio la traiettoria la prima cosa che si nota: la palla tende a uscire più tesa e, quando il giocatore ha sufficiente velocità, la sensazione è quella di poter attraversare il vento con maggiore facilità.

Ma è anche il modello con il quale fare più attenzione nella scelta, un driver low spin non è automaticamente migliore di altri. Se lo spin è già basso, abbassarlo ulteriormente può diventare controproducente. L’LS, quindi, deve essere abbinato a uno swing capace di sfruttarne le caratteristiche.

Quando succede, però, la sensazione è molto convincente. La palla sembra partire più “pesante”, la traiettoria è meno verticale e il volo appare particolarmente efficace, soprattutto quando il campo è esposto al vento.

Durante il test emerge soprattutto questa capacità di mantenere una traiettoria penetrante senza avere la sensazione di dover forzare lo swing, un dettaglio importante. Un driver low spin non dovrebbe obbligare a tirare più forte ma di utilizzare meglio la velocità che il giocatore già possiede, esattamente la sensazione che restituisce il RKT LS.

Driver ZXi RKT MAX

Il passaggio al RKT MAX è quello che rende più evidente la differenza di filosofia all’interno della gamma. Qui non si cerca principalmente la traiettoria più penetrante, si cerca stabilità e questa caratteristica si percepisce subito.

All’address la testa trasmette una grande sicurezza e, una volta iniziato a giocarlo, la sensazione diventa ancora più evidente quando si comincia volontariamente a spostare il punto di impatto. È uno degli aspetti che meritano maggiore attenzione, perché parlare di perdono è facile, dimostrarlo in campo è un’altra cosa.

Con il MAX, gli impatti non perfettamente centrati mantengono una sensazione di solidità molto convincente. Naturalmente la palla non può comportarsi come se fosse stata colpita al centro ma la perdita di velocità e soprattutto la sensazione di instabilità sono contenute.

La testa sembra rimanere molto più “presente” attraverso l’impatto. Qui il lavoro del Rebound Frame, della RKT Face e della geometria più orientata alla stabilità diventa particolarmente interessante.

Il risultato non è soltanto un driver che perdona ma che dà fiducia, e questa è una differenza importante. Quando davanti alla palla il giocatore sa che la testa offre un margine maggiore di errore, lo swing tende a diventare più naturale, non cerca più ossessivamente il centro. E paradossalmente, proprio questa maggiore tranquillità può aiutare a colpire meglio la palla.

È il modello che appare maggiormente indicato per il giocatore che vuole aumentare la propria percentuale di fairway presi e di palle giocabili, e dopo averlo provato, si capisce perfettamente perché.

Dopo aver alternato i tre modelli, la differenza diventa abbastanza netta. I

L‘RKT standard è quello che si può definire il più equilibrato. È il driver che riesce a mettere insieme velocità, sensazione all’impatto e una buona dose di tolleranza senza caratterizzarsi eccessivamente in una sola direzione.

L’RKT LS cambia soprattutto il modo in cui la palla vola. La traiettoria diventa più penetrante e il comportamento è più adatto a chi ha velocità e vuole controllare meglio lo spin.

L’RKT MAX, invece, punta decisamente sulla stabilità. È quello che, durante il gioco, trasmette maggiore tranquillità quando si cerca volutamente un impatto lontano dal centro della faccia.

Fairway wood ZXi RKT

La nuova serie ZXi RKT comprende anche i fairway wood 3+, 3, 5 e 7. Qui la filosofia cambia leggermente. Le differenze tra i singoli modelli sono soprattutto legate al loft e alla funzione all’interno della sacca, mentre quello che si percepisce durante la loro prova è una caratteristica comune: la facilità con cui la faccia riesce a restituire velocità anche quando non si riesce a colpire la palla perfettamente.

Quando il lie non è perfetto e il margine di errore diminuisce è interessante il comportamento della nuova RKT Face. La sensazione all’impatto rimane abbastanza consistente anche quando il contatto non è esattamente centrale. Il Variable Roll Design ha un ruolo importante nel rendere più prevedibile la risposta della faccia nei diversi punti di impatto, mentre il lavoro combinato con il Rebound Frame contribuisce a mantenere una buona restituzione di energia.

Il risultato sul campo è un fairway wood che non sembra chiedere necessariamente il colpo perfetto, ed è proprio quello che si cerca da questo tipo di bastone. La sensazione è quella di una faccia che continua a lavorare anche quando il contatto non è perfetto. E su un fairway wood è una qualità che conta molto più di qualche metro in più sul colpo perfetto.

Ibrido ZXi RKT

La nuova gamma ZXi RKT si completa con gli ibridi, disponibili nei modelli 2, 3, 4, 5 e 6. Anche qui è più interessante valutare la serie nel suo complesso, perché il vero valore di questi bastoni non è tanto nella differenza tra un loft e l’altro, quanto nella filosofia che li accomuna.

L’ibrido deve essere un bastone affidabile, deve funzionare dal fairway, dal rough e anche quando la posizione della palla non è ideale. E soprattutto deve permettere di affrontare un colpo lungo senza costringere il giocatore a eseguire uno swing perfetto.

Durante il test, la prima cosa che si apprezza è proprio la facilità con cui la palla prende quota. La combinazione tra la costruzione della testa e la RKT Face rende l’impatto molto progressivo e restituisce una buona sensazione di velocità.

Anche qui il Variable Roll Design contribuisce a rendere più prevedibile la risposta della faccia quando il contatto si sposta. Ma la tecnologia più interessante, alla fine, è quella che non si vede. Quella che permette di prendere un ibrido dal rough, fare il proprio swing e vedere la palla partire senza avere la sensazione di dover combattere contro il bastone.

I modelli a disposizione permettono di costruire la parte alta della sacca in modo progressivo, dal giocatore più veloce che cerca un’alternativa ai ferri lunghi fino a chi vuole sostituire completamente i ferri più difficili.

Ma, ancora una volta, il punto non è soltanto la distanza, è la ripetibilità. Un ibrido che permette di ottenere una traiettoria alta e controllabile con una percentuale di riuscita elevata, estremamente prezioso durante un giro.

Dopo aver giocato 18 buche con driver, fairway wood e ibridi ZXi RKT, la sensazione generale è quella di una serie costruita intorno a un concetto molto preciso: la velocità serve, ma deve essere utilizzabile.

Nei driver questa filosofia viene interpretata in tre modi diversi. L’RKT standard cerca l’equilibrio, LS una maggiore efficienza attraverso una traiettoria più penetrante e un comportamento orientato al controllo dello spin l’RKT MAX porta invece il concetto verso la stabilità e il perdono. E la cosa interessante è che queste differenze non rimangono sulla carta, si avvertono. Si sentono all’address, quando la palla viene colpita bene e, soprattutto, quando il colpo non è perfetto.

Nei fairway wood, invece, la sensazione comune è quella di una faccia che cerca di mantenere velocità e consistenza anche dal terreno.

Negli ibridi la parola chiave diventa invece facilità: traiettorie più semplici da ottenere, buona risposta della faccia e quella sensazione di sicurezza che un ibrido deve necessariamente trasmettere.

Per maggiori informazioni sulla nuova serie visitate il sito di Srixon