In India Eugenio Chacarra ha conquistato domenica scorsa il terzo successo stagionale sul DP World Tour, risultato che gli ha permesso di superare Patrick Reed e di prendere la testa del Race to Dubai Ranking. Il 26enne di Madrid ha inoltre scalato altre 11 posizioni del World Ranking e ora occupa la 39esima piazza, secondo spagnolo alle spalle del solo Jon Rahm (15°).

Una delle ragioni dei suoi straordinari risultati delle ultime settimane, talento e tecnica a parte, è da ricercare nel putter che attualmente sta utilizzando. Dopo un lungo lavoro di fitting e alcuni interventi tecnici mirati, Chacarra ha trovato nello Spider Tour S Long di TaylorMade un alleato decisivo. I numeri confermano il cambio di passo: dal 78° posto nelle statistiche di putting al terzo nelle ultime quattro gare.

La vittoria all’India Championship porta con sé anche una storia interessante dal punto di vista tecnico: proprio quella del TaylorMade Spider Tour S Long, con cui lo spagnolo ha trovato maggiore precisione e continuità sul green. Un risultato maturato attraverso un percorso di fitting durato quattro-cinque mesi, che ha permesso di adattare lo strumento alle caratteristiche del suo gesto e alle sensazioni ricercate.

A raccontare il lavoro svolto è Alex Marine, Tour Representative di TaylorMade, che seguiva Chacarra già dai tempi del college. In passato i due avevano collaborato, senza però approfondire in maniera sistematica la scelta del putter più adatto. Il passaggio alla versione Spider Tour S Long è avvenuto inizialmente al Nexo Championship, per poi proseguire con una serie di interventi di messa a punto nelle settimane successive.

La svolta è arrivata al BMW PGA Championship di Wentworth, dove Marine e James Holley hanno individuato un problema nell’angolo di lie del putter. La testa era troppo verticale: Chacarra tendeva così a mirare a sinistra e a chiudere la punta per cercare di indirizzare la palla sulla linea desiderata, compromettendo però la regolarità della velocità. La soluzione è stata abbassare il lie da 79° a 76°, consentendogli di posizionare meglio la linea degli occhi rispetto alla palla e di allinearsi con maggiore naturalezza.

Il risultato è un putter costruito intorno alle esigenze specifiche del giocatore, nel quale la forma e la stabilità della testa Spider Tour S si combinano con un peso complessivo di 870 grammi. L’obiettivo era ottenere un elevato momento d’inerzia (MOI), capace di garantire maggiore stabilità durante il colpo, senza rinunciare alla risposta dell’inserto Pure Roll, studiato per favorire un rotolo regolare della palla.

Le specifiche dello Spider Tour S Long

La configurazione scelta per Chacarra è decisamente particolare, a partire dalla lunghezza di 47 pollici, personalizzata per lui. La testa pesa 535 grammi, mentre l’angolo di loft è di 2,5°. L’impugnatura è un Winn Split Grip. La linea di mira prevede un riferimento centrale e linee più corte all’esterno.

Il lavoro sul movimento e i numeri del cambiamento

Il fitting, tuttavia, non si è limitato alle caratteristiche del putter. Parallelamente, Chacarra ha lavorato sulla meccanica del movimento. Una delle abitudini da correggere era la tendenza a sollevare immediatamente la testa per seguire la palla, associata a un backswing troppo corto. Attraverso esercizi specifici, anche con l’aiuto di Marine, lo spagnolo ha imparato a mantenere più stabile la testa durante il colpo, migliorando la traiettoria del putter e allungando sia il movimento di ritorno sia il follow-through.

Il lavoro è proseguito anche dopo Wentworth, utilizzando GRASP, una piattaforma di analisi e allenamento, per consolidare le nuove sensazioni e rendere il gesto più ripetibile.

L’efficacia dell’intervento emerge soprattutto dalle statistiche del DP World Tour. Secondo i dati forniti da TaylorMade, sulla base delle metriche di Strokes Gained corrette, Chacarra occupava il 78° posto nella classifica del putting nella stagione 2026 fino all’Irish Open. Dopo il passaggio alla versione attuale dello Spider, introdotta a Wentworth, è salito al terzo posto nelle quattro gare successive, guadagnando in media più di 1,5 colpi per giro con il putter.

Particolarmente significativo il miglioramento sui putt tra i 6 e i 12 piedi (1,83–3,66 metri), una distanza dalla quale la percentuale di realizzazione era scesa all’11% nelle cinque gare precedenti al cambio. Dopo l’adozione del nuovo putter, Chacarra ha imbucato il 48% dei tentativi da questa distanza, con una percentuale superiore di 23 punti rispetto alla media del campo nel medesimo periodo.

Anche il gioco lungo sul green ha registrato progressi importanti. Il 70% dei putt tentati da oltre 30 piedi (oltre 9 metri) si è fermato entro tre piedi dalla buca (91 centimetri), riducendo del 5% la percentuale di tre putt da quella distanza.

La vittoria all’India Championship rappresenta quindi il risultato più evidente di un percorso nel quale attrezzatura, fitting e lavoro tecnico si sono integrati. Lo Spider Tour S Long non è stato semplicemente sostituito o scelto per le sue caratteristiche di stabilità: è stato modificato e regolato per rispondere alle esigenze di Chacarra, intervenendo su un dettaglio apparentemente minimo come il lie e accompagnando il cambiamento con un lavoro approfondito sul gesto.

Una conferma di quanto, nel golf professionistico, la prestazione sul green possa dipendere dall’equilibrio tra tecnologia e tecnica individuale.