Il conto alla rovescia per la Ryder Cup 2027 è ufficialmente iniziato ieri, 14 settembre.
Esattamente a 365 giorni dalla prima giornata, il capitano europeo Luke Donald ha calato la sua prima fiches strategica, riunendo un gruppo di 16 potenziali giocatori all’Adare Manor, nella contea di Limerick, in Irlanda.
Non è stata una semplice visita di cortesia o un evento di rappresentanza: è stato il primo, vero “training camp” tattico e psicologico con l’obiettivo di difendere la coppa vinta meritatamente a Bethpage nel 2025.
I giocatori sono arrivati nel blindatissimo resort irlandese la sera di domenica, subito dopo la conclusione dell’Irish Open. Dopo una cena di squadra utile a cementare il gruppo e a delineare le linee guida dello stage, la mattina del 14 settembre è stato il momento di scendere in campo.
Donald, affiancato dai suoi fidi vice-capitani Edoardo Molinari, Francesco Molinari e Pádraig Harrington, ha guidato i 16 giocatori in un giro di ricognizione completo di 18 buche. Obiettivo iniziare a decodificare i segreti del percorso disegnato da Tom Fazio, analizzare i possibili setup del campo in ottica match-play e, soprattutto, far respirare l’atmosfera dell’Adare Manor a chi, tra dodici mesi, si troverà a gestire una pressione enorme.
Il foglio delle convocazioni firmato da Donald per questo storico blitz ha svelato la prima mappa strategica per il 2027, chiamando a raccolta le colonne portanti delle passate edizioni e le nuove leve più interessanti d’Europa. Sul tee della 1 sono così scesi i veterani di mille battaglie Rory McIlroy, Jon Rahm, Tommy Fleetwood, Shane Lowry, Tyrrell Hatton e Justin Rose, affiancati da certezze assolute del calibro di Matt Fitzpatrick, Robert MacIntyre, Viktor Hovland e Rasmus Højgaard. Accanto a loro, per testare la chimica del gruppo e il peso della maglia continentale, il capitano ha voluto l’ex stella della LIV passata al DP World Tour Eugenio Chacarra, il talento transalpino Tom Vaillant, il norvegese Kristoffer Reitan, lo spagnolo Angel Ayora, l’inglese Alex Fitzpatrick e il danese Nicolai Højgaard.
“Questo viaggio non serviva solo a vedere il campo, ma a creare un’identità” ha detto Donald. L’obiettivo del capitano è replicare il “modello Roma” (e il successivo scouting per Bethpage) basato sull’integrazione totale: i veterani che fanno da mentori, i debuttanti che portano energia fresca, azzerando le distanze generazionali ben prima che aprano i cancelli della Ryder Cup.
Il mini-ritiro si è concluso nel pomeriggio del 14 settembre, con la squadra che si è immediatamente imbarcata per Londra. La preparazione non si ferma: l’intero blocco europeo è atteso questa settimana a Wentworth per il BMW PGA Championship, uno degli appuntamenti cardine delle Rolex Series, dove molti dei presenti si ritroveranno di nuovo faccia a faccia, stavolta da avversari, ma con un unico grande obiettivo comune sullo sfondo.
Il messaggio lanciato da Luke Donald a Jim Furyk e al Team USA è forte e chiaro: l’Europa si sta già muovendo.
Prove di Ryder all'Adare Manor