Il 7 settembre ha rappresentato una data importante per la Fondazione Franco Chimenti. Al Golf Nazionale è stata ufficialmente presentata la Golf Academy Franco Chimenti, un progetto innovativo nato poco più di un anno fa con un obiettivo preciso: investire concretamente sulle nuove generazioni del golf italiano, offrendo ai giovani talenti le condizioni per sviluppare il proprio potenziale dentro e fuori dal campo.

Sono sei i protagonisti della prima edizione dell’Academy: Andrea Arrichiello, Giacomo Bersotti, Mattia Maddalena, Martina Magini, Sofia Petrosino e Francesco Saraceno, tutti di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Sei ragazzi e ragazze chiamati ad affrontare un’esperienza completamente nuova, costruita intorno alle loro esigenze sportive, scolastiche e personali.

L’inaugurazione, alla presenza di Ugo Chimenti, della famiglia, di Francesca Mandara coordinatrice del progetto e del Consiglio della Fondazione, assume cosìun significato particolare anche nel ricordo di Franco Chimenti, per oltre vent’anni alla guida del golf italiano e da sempre profondamente impegnato nella valorizzazione dei giovani.

Una squadra costruita intorno ai ragazzi

Il tratto distintivo dell’Academy è la sua impostazione multidisciplinare. Non un semplice programma di allenamento, ma una vera struttura nella quale competenze diverse vengono messe al servizio della crescita dei ragazzi.

A guidare il progetto è il Comitato Tecnico, composto da Alberto Binaghi, Diana Luna e Piero Sabellico. Il Comitato ha il compito di redigere il programma dell’Academy, selezionare i maestri, valutare i Talent e monitorarne i progressi nel corso della stagione.

È una funzione centrale, perché consente di mantenere una visione complessiva del percorso e di adattare il lavoro alle caratteristiche e alle esigenze dei singoli ragazzi.

A tradurre le linee guida del Comitato Tecnico nel lavoro quotidiano sul campo è uno staff di specialisti composto da Alessandro Bandini, Michele Cea e Guido Caneo.

Bandini è il coach del gioco lungo e assume anche il ruolo di main coach, diventando il principale riferimento settimanale per i sei ragazzi. A completare il lavoro tecnico ci sono Michele Cea per il gioco corto e Guido Caneo per il putting.

Sessioni di allenamento settimanali, con gioco corto e putt alternati. Un’impostazione pensata per accompagnare i ragazzi in un percorso progressivo, lasciando loro il tempo necessario per assimilare il lavoro tecnico e trasformarlo in autonomia sul campo.

Non solo golf: l’atleta al centro

Tutto questo lavoro, insieme alle attività quotidiane, prime tra tutte quelle scolastiche, il controllo, il coordinamento e la programmazione sono affidate a un team manager a loro dedicato, Giacomo Dovetta, al preparatore atletico Franco Jacovitti al medico e nutrizionista Marcello Anti e all’occorrenza, a un fisioterapista.

È un aspetto particolarmente significativo per ragazzi di questa età. Tra i 15 e i 17 anni, infatti, il percorso verso l’alto livello passa necessariamente attraverso una corretta gestione delle diverse componenti della vita dell’atleta.

Allenamento, scuola, preparazione fisica, recupero, alimentazione, concentrazione e gestione delle emozioni entrano così a far parte di un’unica programmazione.

Il lavoro di Mauro Gatti, in qualità di mental coach, si inserisce proprio in questa prospettiva: aiutare i ragazzi a sviluppare consapevolezza e strumenti per affrontare pressione, aspettative, errori e momenti di difficoltà, componenti che nel golf agonistico possono incidere tanto quanto la qualità tecnica.

L’obiettivo dell’Academy è quindi ambizioso ma concreto: creare le condizioni affinché il talento possa trasformarsi nel tempo in prestazione, continuità e maturità agonistica.

Il Golf Nazionale, laboratorio quotidiano

In questo percorso il Golf Nazionale rappresenta una risorsa fondamentale.

La struttura mette a disposizione dei ragazzi ampie aree di pratica, un percorso a 18 buche altamente competitivo e una palestra completa di macchinari e attrezzature moderne, offrendo un ambiente ideale per un lavoro quotidiano di alto livello.

La possibilità di allenarsi con continuità sul campo e nelle aree di pratica permette ai ragazzi di confrontarsi con tutte le situazioni che caratterizzano il golf agonistico: dalla costruzione del gioco alla gestione del percorso, dal lavoro tecnico specifico alla capacità di prendere decisioni sotto pressione.

Anche la vicinanza alla nuova residenza dei ragazzi, situata direttamente nel complesso il San Martino della Quercia, adiacente al golf, contribuisce a rendere possibile un’esperienza autentica da Academy, nella quale il golf diventa parte integrante della quotidianità.

Alessandro Ossola, un ambassador speciale

A completare il progetto c’è una figura che va oltre il tradizionale ruolo di testimonial. Alessandro Ossola, atleta paralimpico e grande appassionato di golf, è stato scelto come ambassador della Golf Academy Franco Chimenti.

Ossola può così diventare un vero ponte tra il golf e lo sport paralimpico, portando all’interno dell’Academy la propria esperienza, la propria forza e quella capacità di affrontare le difficoltà che rappresenta uno dei messaggi più importanti del progetto.

E proprio guardando al futuro, il suo ruolo potrebbe assumere una prospettiva ancora più ambiziosa: contribuire, attraverso la crescita della disciplina e della sua dimensione inclusiva, a portare un giorno il golf nel programma delle discipline paralimpiche.

Nel nome di Franco Chimenti

La Golf Academy Franco Chimenti nasce dunque con una responsabilità precisa: raccogliere l’eredità di un uomo che ha dedicato gran parte della propria vita alla crescita del golf italiano e trasformarla in un investimento concreto sul futuro.

Sei ragazzi tra i 15 e i 17 anni, un Comitato Tecnico, tre coach specializzati, un gruppo di professionisti dedicati alla preparazione fisica e mentale, alla nutrizione e alla cura dell’atleta, un tutor, un fisioterapista e un ambassador capace di incarnare i valori più profondi dello sport.

È questa la squadra che accompagna la prima generazione della Golf Academy Franco Chimenti.

Un progetto che non promette scorciatoie né risultati immediati, ma offre ai giovani ragazzi qualcosa di altrettanto importante: tempo, competenze, metodo e un ambiente nel quale poter crescere.

La Fondazione Franco Chimenti riparte così dai giovani. E lo fa con una squadra costruita per farli diventare, prima ancora che giocatori migliori, atleti più completi e persone più consapevoli.