Svolta clamorosa nella storia del golf professionistico. Il LIV ha presentato martedì istanza di protezione dalla bancarotta secondo il Chapter 11 della legge fallimentare statunitense, aprendo ufficialmente una nuova fase per il controverso circuito nato con i fondi del Public Investment Fund dell’Arabia Saudita nel 2022.
La richiesta è stata depositata presso il tribunale del Distretto del New Jersey e arriva insieme all’annuncio di un possibile piano di ristrutturazione che, se approvato, potrebbe modificare radicalmente la struttura proprietaria della lega: i giocatori potrebbero infatti arrivare a detenere la maggioranza del LIV.
Rahm, DeChambeau e le altre stelle tra i creditori
A rendere ancora più clamorosa la vicenda sono i documenti depositati in tribunale, dai quali emerge che alcuni dei giocatori più rappresentativi del LIV vantano crediti per milioni di dollari.
Tra questi ci sono Jon Rahm, Bryson DeChambeau, Dustin Johnson e Cameron Smith, tutti protagonisti del passaggio dal PGA Tour alla lega rivale.
La procedura potrebbe inoltre consentire al LIV di estendere la protezione prevista dalla legge fallimentare statunitense anche ai propri asset internazionali, un aspetto particolarmente importante considerando la natura globale del circuito.
Un nuovo piano per tornare nel 2027
Parallelamente alla procedura fallimentare, il LIV ha annunciato un progetto per cercare di rilanciare la lega a partire dal 2027. A finanziare il tentativo di ripartenza dovrebbe essere BC Partners, società di private equity con sede a Londra, attraverso quella che il LIV ha definito una “operazione di ricapitalizzazione”.
Il piano, tuttavia, dovrà prima ottenere l’approvazione del tribunale. Restano inoltre diversi interrogativi sulle caratteristiche dell’impegno finanziario di BC Partners. Non è ancora del tutto chiaro, infatti, se il finanziamento assumerà la forma di un prestito, se sarà subordinato all’ingresso di ulteriori investitori oppure se sarà legato alla permanenza di un determinato numero di giocatori all’interno della lega.
Un elemento non secondario è il rapporto tra BC Partners e GSE Worldwide, l’agenzia che rappresenta una parte significativa dei giocatori del LIV.
Il nuovo LIV “player-owned”
Se l’operazione dovesse andare a buon fine, la novità più significativa sarebbe proprio il possibile passaggio del controllo ai giocatori. L’idea di una lega con una struttura proprietaria player-first, nella quale i protagonisti in campo diventano anche proprietari del circuito, rappresenterebbe un cambiamento radicale rispetto al modello con cui il LIV è stato lanciato nel 2022.
Il futuro della lega, però, rimane tutt’altro che definito. La procedura di Chapter 11 servirà a proteggere il LIV mentre vengono negoziati i prossimi passaggi e mentre si cerca di dare forma al progetto di ristrutturazione.
Scott O’Neil: “Inizia il prossimo capitolo”
Il CEO del LIV, Scott O’Neil, ha presentato la procedura fallimentare come un’opportunità per costruire una nuova fase della lega.
“Questo processo ci dà la struttura e il tempo necessari per portare avanti un’operazione storica e iniziare il prossimo capitolo del LIV: un progetto costruito intorno ai tifosi, a un innovativo modello di proprietà incentrato sui giocatori e a un ruolo all’interno dell’ecosistema globale del golf”.
O’Neil ha però riconosciuto che il percorso è ancora lungo e che nei prossimi mesi ci sarà molto da fare.
“Crediamo profondamente nel futuro del LIV, nell’opportunità che abbiamo davanti e nelle persone che ci aiuteranno a realizzarla”, ha aggiunto il CEO, ringraziando i giocatori, i team della lega, il consiglio di amministrazione, BC Partners e tutti i partner internazionali che continuano a sostenere il progetto.
Una partita decisiva per il futuro del golf
La bancarotta del LIV rappresenta un passaggio destinato ad avere conseguenze ben oltre i confini della lega saudita.
Nata con l’obiettivo di mettere in discussione il dominio del PGA Tour e di ridisegnare gli equilibri del golf professionistico mondiale, il LIV ha investito cifre enormi per attirare alcuni dei migliori giocatori del pianeta.
Ora il circuito si trova a dover affrontare una complessa fase di ristrutturazione finanziaria e societaria.
Il possibile ritorno nel 2027, con una struttura proprietaria maggiormente nelle mani dei giocatori, potrebbe dunque segnare una trasformazione radicale del progetto LIV.
La partita, questa volta, non si gioca sul campo. Si gioca nelle aule di tribunale, nei consigli di amministrazione e soprattutto sul futuro assetto del golf professionistico mondiale.