Amgen Irish Open: Lowry profeta in Patria. De Leo quinto
Shane Lowry cala il pokerissimo e domina l’Amgen Irish Open, conquistando per la seconda volta in carriera l’Open di casa. Sul percorso del Trump International Golf Links & Hotel di Doonbeg, in Irlanda, il 39enne di Clara chiude con uno straordinario 257 (-23), frutto di quattro round da 67, 62, 65 e 63 colpi, e lascia a ben undici lunghezze gli americani Patrick Reed e il cileno Joaquin Niemann, secondi a quota 268 (-12).
Ma la domenica irlandese regala una grande soddisfazione anche al golf italiano grazie a Gregorio De Leo, autore di una spettacolare rimonta che gli permette di chiudere al quinto posto con 270 (-10). Il piemontese, partito dalla 19ª posizione, realizza il miglior giro di giornata insieme a Lowry e Rasmus Neergaard-Petersen: un superbo 63 (-7), impreziosito da sette birdie e soprattutto senza bogey, gli consente di recuperare ben 14 posizioni.
Per De Leo si tratta della quinta top ten stagionale, un risultato che conferma la crescita del 26enne di Biella e che assume un peso importante anche in ottica Race to Dubai. L’azzurro sale infatti dal 63° al 47° posto, una posizione che, se conservata o migliorata, gli garantirebbe l’accesso al DP World Tour Championship, in programma a Dubai dal 12 al 15 novembre.
Lowry, un trionfo senza storia
L’ultima giornata ha definitivamente consacrato il dominio di Lowry. L’irlandese non ha lasciato spazio agli avversari, mantenendo un ritmo impressionante anche nel round conclusivo: 63 colpi, sette sotto il par, con otto birdie e un solo bogey.
Un successo costruito soprattutto sul secondo giro, quando Lowry aveva firmato un incredibile 62 (-8), e poi consolidato con due prove consecutive sotto il par. Alla fine, il margine di undici colpi racconta meglio di qualsiasi altra statistica la superiorità mostrata dal campione irlandese durante tutta la settimana.
Per Lowry è il settimo titolo sul circuito, a cui si aggiunge il prestigioso successo nell’Open Championship del 2019. Nel suo palmarès figurano inoltre due vittorie sul PGA Tour, oltre al major. L’irlandese ha anche disputato tre Ryder Cup e nelle ultime due edizioni ha festeggiato il successo con il Team Europe, nel 2023 e nel 2025.
Il trionfo di Doonbeg ha inoltre un significato speciale: Lowry aveva già vinto l’Open di casa nel 2009, quando era ancora dilettante. Sedici anni dopo, torna sul gradino più alto da protagonista assoluto.
De Leo, una domenica da protagonista
Se Lowry ha dominato, De Leo ha illuminato il finale del torneo con una rimonta di grande spessore. Dopo un avvio in salita, con un 74 (+4) nel primo giro, l’azzurro ha cambiato marcia: 65, 68 e infine il magnifico 63 conclusivo.
Nell’ultimo giro De Leo non ha concesso nulla agli avversari. Sette birdie e nessun bogey per un -7 che gli ha permesso di scalare 14 posizioni e di entrare nella top five.
Il quinto posto, condiviso con il nordirlandese Tom McKibbin, rappresenta uno dei risultati più significativi della sua stagione e conferma la solidità raggiunta dal giocatore piemontese. La progressione nella Race to Dubai è altrettanto importante: dal 63° al 47° posto, De Leo si avvicina così all’obiettivo di chiudere la stagione tra i protagonisti dell’ultimo appuntamento del DP World Tour.
Gli altri italiani
Buone indicazioni arrivano anche dagli altri azzurri. Matteo Manassero chiude al 14° posto con 274 (-6), guadagnando cinque posizioni nell’ultimo giro grazie a un 67 (-3), con sei birdie e tre bogey.
Stesso parziale per Francesco Laporta, autore di un 67 (-3) con quattro birdie e un bogey, che gli consente di recuperare nove posizioni e terminare al 23° posto con 276 (-4).
Più indietro Renato Paratore, 46° con 280 (par), Stefano Mazzoli, 60° con 283 (+3), e Francesco Molinari, 68° con 287 (+7). Non ha invece superato il taglio Guido Migliozzi, 95° con 144 (+4).