Wyndham Clark ha allungato nel terzo giro dello U.S. Open e ora, con sei colpi di vantaggio sugli inseguitori a 18 buche dal termine, potrebbe essere il primo giocatore della storia a vincere il torneo conducendolo dal primo all’ultimo giorno.
Clark, infatti, si presenta al via dell’ultimo giro con un vantaggio che sulla carta appare rassicurante, ma che a Shinnecock Hills non consente alcuna distrazione. Il campione americano ha chiuso la terza giornata in par, 70 colpi, e guida la classifica con un punteggio complessivo di -7 e sei colpi di margine sul gruppo degli inseguitori formato da Scottie Scheffler, Tom Kim, Sam Stevens e Sahith Theegala.
Se il margine è importante, il percorso continua però a rappresentare il vero protagonista della settimana. Vento, green velocissimi e posizioni delle bandiere estremamente selettive stanno mettendo in difficoltà anche i migliori giocatori del mondo. Non è un caso che, dopo 54 buche, soltanto cinque giocatori siano sotto il par.
Shinnecock Hills non perdona
Il terzo giro ha confermato quanto Shinnecock Hills sia in grado di ribaltare qualsiasi situazione. Clark stesso ha vissuto una giornata fatta di alti e bassi, alternando momenti di assoluto controllo a qualche errore inevitabile su un campo che non concede tregua.
Decisivi sono stati gli up-and-down per salvare i par alle buche 7, 9, 10, 11, 13 e 17. Sicuramente determinante, per giro e morale, l’eagle ottenuto alla buca 16, un colpo che gli ha permesso di allungare ulteriormente sugli avversari e di chiudere la giornata con un vantaggio ancora più ampio rispetto a quello con cui era partito.
“È stato importantissimo imbucare i putt – ha detto – Bisogna farlo per vincere uno U.S. Open. Non ci sono molte occasioni per il birdie e, quando si manca il green, è davvero difficile ritrovarsi con un putt facile. Diventa necessario imbucare quei putt da un metro e mezzo fino a tre metri e mezzo che mettono molta pressione”.
Sono “solo” sette i bogey nei quali è incappato nelle prime 54 buche, di cui quattro nella terza giornata. Eppure il leader sa bene che il torneo non è ancora concluso. Le condizioni meteo e la difficoltà del percorso possono generare rapidamente oscillazioni importanti in classifica, soprattutto in una giornata finale giocata sotto la pressione di un Major.
Le dichiarazioni di Clark e i protagonisti
Wyndham Clark: “Scottie è il miglior giocatore del mondo e probabilmente giocherà molto bene le ultime 18 buche. Lo fa sempre. Però è confortante avere sei colpi di vantaggio su di lui. In realtà continuerò ad affrontare il giro nello stesso modo. Se riuscirò a eseguire i colpi, seguire il mio piano e giocare i colpi che so di poter fare ho buone possibilità. Mi auguro un giro noioso!”.
Scottie Scheffler: “Preferirei essere io al comando. Stiamo lottando duramente da alcuni giorni e credo di aver fatto un buon lavoro restando in corsa nel torneo. Domani avrò bisogno di un giro davvero molto buono se voglio provare a raggiungere Wyndham”.
Sahith Theegala: “Sono contento di essere qui e della posizione che occupo. L’obiettivo è arrivare alle seconde nove buche della domenica in posizione utile, e solo allora si potrà iniziare a guardare il leaderboard. È molto difficile attaccare su un campo così impegnativo, ma il bello di questo percorso è che ti permette comunque di provarci. C’è molto rischio, ma anche qualche opportunità per tentare la rimonta nel finale”.
L’importanza della partenza
La storia dei Major suggerisce che un vantaggio di sei colpi dopo 54 buche rappresenti una posizione estremamente favorevole. Tuttavia, la storia dello U.S. Open è ricca di rimonte e crolli inattesi, e proprio Shinnecock Hills ha dimostrato ancora una volta di poter mettere a dura prova nervi e tecnica dei protagonisti.
Clark è a un passo dal secondo titolo U.S. Open della carriera e dal primo successo wire-to-wire in oltre un decennio. Ma la sensazione è che soltanto le ultime 18 difficilissime buche potranno decretare il vincitore. Come in un gran premio di Formula Uno la partenza sarà determinante per mettere o farmi mettere pressione. A Shinnecock Hills nessun vantaggio può essere considerato davvero al sicuro fino all’ultimo putt.
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U.S. Open, Clark per entrare nella storia