Webb Simpson è la dimostrazione che swing e statistiche non sempre corrispondono alla carriera di un giocatore.

Da alcune particolarità del suo swing e dalle statistiche dal tee non si direbbe che Simpson possa essere uno dei giocatori più consistenti del Pga Tour.

Evidentemente l’arte nel fare lo score e quindi la testa sono le sue armi migliori.

Lo swing di Simpson a inizio carriera presentava uno stacco molto interno con un eccessivo spostamento della parte alta del corpo verso destra.

Da questa posizione il campione americano faceva fatica a recuperare la centralità all’impatto. In questi anni ha migliorato molto questi due aspetti mentre i sui veri marchi di fabbrica sono rimasti invariati: polso sinistro molto scarico all’apice del backswing e un ‘lag’ (angolo acuto creato tra il braccio sinistro e lo shaft) accentuato a metà downswing.

Queste due caratteristiche costringono il fuoriclasse ad aspettare il bastone nel downswing, con il corpo quasi fermo fino all’impatto.

Tutto ciò per poter permettere alla faccia del bastone di avere il tempo di raddrizzarsi prima dell’impatto.

Particolare è anche l’azione del braccio destro post impatto: il piano di uscita è davvero molto basso e spesso le mani finiscono addirittura sotto la spalla sinistra.


L’analisi

1_Non mi piace la posizione del corpo. Simpson ha perso lo spine angle; la schiena è infatti molto dritta rispetto alla posizione iniziale. Il polso sinistro è scarico e di conseguenza anche la faccia del bastone.

2_Il corpo di Simpson deve aspettare il bastone, non può svitarsi verso l’obbiettivo perché deve permettere alla faccia di raddrizzarsi prima dell’impatto. Come potete notare si fa infatti fatica a vedere il suo gluteo sinistro.

A_Posizione fantastica: il braccio sinistro e il bastone sono in “cassaforte”, ben posizionati davanti al corpo. Lo shaft si muove su un piano perfetto per un wedge. Da notare anche in questa immagine quanto Simpson ritardi la rotazione dei fianchi; il braccio sinistro ha già passato il parallelismo con il corpo mentre la coscia sinistra è ancora ben visibile.

B_Rilascio del bastone con la testa che subisce parecchie rotazioni e la troviamo quindi chiusa rispetto al corpo. La faccia passa da esser scarica all’apice (Foto 1) a essere chiusa post impatto. Da notare il grip della mano sinistra: il pollice si intravede attraverso la mano destra ed è quindi molto allungato sullo shaft, in gergo pollice lungo.


Cosa imitare

Possiamo dire che Simpson sia davvero un maestro nel gestire il gioco in campo e nel portare a casa il risultato.

La sua serenità e la sua vita perfetta, lontana dei riflettori, gli garantiscono molta tranquillità durante i tornei.

Webb è riuscito inoltre a trasformare negli anni quello che poteva esser il suo punto debole, il putter, in un’arma assolutamente vincente, nonostante abbia dovuto cambiare metodo in corso d’opera.

Cosa non imitare

La posizione scarica del polso sinistro all’apice, con la perdita dello spine angle, non è da imitare.

Questa tipologia di back necessita tutta l’abilità di un giocatore di tale livello per far tornare il bastone sempre uguale sulla palla.

In particolare il grande lavoro del fuoriclasse dalle mani d’oro sta nel riuscire a creare così tanta consistenza con una posizione di lag accentuato e una faccia scarica pre impatto.

Tutto ciò obbliga Simpson a un extra rilascio delle mani e quindi a una possibilità di inconsistenza dell’angolo della faccia all’impatto.