Negli ultimi anni, Shane Lowry si è costruito una solida reputazione, quella di avere un gioco corto tra i migliori al mondo.

Il vincitore dell’ultimo Open Championship a Royal Portrush nel 2019 ha il tocco di palla e l’immaginazione necessari per affrontare gli scenari più disparati, ma sarà in grado di aiutare un golfista a cui serve qualche consiglio da esperto?

In questo esclusivo articolo-lezione, Lowry osserva il gioco corto di un amateur di buon livello, Mike Chapman, per fornirgli alcuni importanti accorgimenti.

Fondamentali

Come ogni golfista con un handicap a una cifra, Mike ha bisogno di giocare bene dai 100 metri, perché è da questa distanza che i giocatori di buon livello si distinguono da quelli medi.

La prima cosa rilevante è lo stance di Mike, troppo ampio: sembra che stia per fare un colpo pieno con un ferro 6.

Se si vuole fare un colpo corto bisogna chiudere leggermente lo stance perché, se restasse ampio, porterebbe Mike a fare uno swing eccessivamente lungo.

I colpi corti vanno giocati con velocità nell’impatto; solo così tocco, volo e spin saranno perfetti.

Con uno swing troppo lungo, non resterà altra scelta che quella di decelerare nell’impatto, ma così facendo la palla si aprirà e resterà corta: troppo alta e fuori controllo.

D’altra parte, invece, il divot di Mike è ottimo: non troppo profondo e leggermente a sinistra rispetto all’obiettivo.

Esercizio

Mike dovrebbe esercitarsi a giocare con i piedi uniti, poiché la forzata instabilità gli impedirebbe di fare uno swing ampio e andare oltre con il bastone, costringendolo a restare più compatto e controllato.

I segreti dei mezzi colpi

La lunghezza del backswing spiega anche i problemi di Mike con gli approcci più corti.

Negli approcci, chip o pitch che siano, tutto sta nella velocità; la lunghezza del backswing serve per gestire la distanza ma bisogna anche ricordare che se il movimento delle braccia può essere più corto, il corpo deve sempre ruotare.

Per accorciare la distanza, l’ideale sta nella combinazione di un backswing più corto con una buona rotazione del corpo, dando solidità al colpo e controllo della distanza.

Come praticare

Con i pitch, non c’è davvero nessuna scorciatoia: è tutta questione di pratica. Io vado in campo pratica e metto giù alcuni segni a distanze diverse, quindi non mi alleno solo sulla distanza ideale.

Potrei anche giocare solamente 50 palle, ma è abbastanza; l’importante è mischiare le distanze per riprodurre quello che succederà in campo.

Proverei anche a fare dei draw e dei fade alla stessa bandiera.

Se volete essere veramente bravi negli approcci, provate anche a giocare in pendenza o a bandiere posizionate appena dietro al bunker, colpi che richiedono un preciso spin.

Una buona idea per i dilettanti è quella di colpire due palle da 60, 70, 80, 90 e 100 metri.

Non giocate troppi colpi, ma cercate di regolarvi per fare la dovuta distanza. È un modo semplice per allenarsi, ma funziona.

I segreti dal bunker

Mike è un buon giocatore dal bunker, ma non va abbastanza su e giù. Spesso prende troppa sabbia e la palla non arriva all’obiettivo.

La sua tecnica è piuttosto buona, ma vorrei alcuni cambiamenti.

Per prima cosa Mike è troppo vicino alla palla e la faccia del bastone è troppo square nell’address.

Nel golf il set-up è tutto ed è la cosa principale su cui lavoro: se l’allineamento e la posizione della palla sono corretti, si ha maggior fiducia nel colpo. In questo caso, rispetto a Mike, mi metterei 15 centimetri più lontano dalla palla. Sarà strano, ma deve fare una modifica per abbassare il centro di gravità ed essere un po’ più ‘dentro il colpo’.

L’angolazione  della faccia del bastone

Non si deve aver paura di aprire la faccia del bastone, timore che spesso riscontro nei dilettanti. Mike ha la capacità di giocare colpi dal bunker con la faccia del bastone rivolta al cielo, e non dovrebbe temere di farlo.

All’inizio può fare un po’ paura, ma se la tecnica è abbastanza buona, non ci sono problemi e può essere d’aiuto per il controllo della distanza.

Mike dovrebbe mirare a un 50% di recuperi dal bunker, possibilissimo per un 5 di hcp, ma richiede un po’ di pratica.

I fondamentali dello swing dal bunker

Mike ha dei buoni fondamentali dello swing dal bunker.

Non ha paura di ruotare attraverso tutto il colpo fino a un finish completo.

Ancora una volta, proprio come con il pitch pieno, bisogna accelerare nell’impatto; qualsiasi minima decelerazione sulla palla sarà nociva.

L’ideale è una leggera accelerazione nell’impatto, cosa che richiede impegno e non è difficile per Mike, ma per tutti quelli che hanno problemi, consiglio di praticare con la faccia del bastone aperta verso il cielo.

Potete poi muovervi decisi sulla palla e avere un’altezza maggiore, ma non necessariamente maggiore distanza.

Esercizio

Giocate alcuni colpi con la sola mano destra sull’impugnatura.

Cercate di mantenere la faccia del bastone aperta nell’impatto e sentite la suola del bastone che colpisce per prima la sabbia.

Questo vi dimostrerà quanto è importante il rimbalzo del bastone mentre salta sulla sabbia nell’impatto.

Sarà anche d’aiuto per il ritmo dello swing e, di conseguenza, per migliori colpi dal bunker.