Dalla sartoria al green: il racconto della Xacus Golf Cup
Tre tappe, un’unica idea: quando l’eleganza incontra la performance.
È questo il filo conduttore della prima edizione della Xacus Golf Cup, il progetto con cui Xacus ha scelto di celebrare i suoi 70 anni portando la propria visione sartoriale sul green e incontrando una community nuova, internazionale e sempre più vicina al mondo del golf.
Un percorso iniziato nella primavera del 2026 e conclusosi a settembre con la grande finale al Golf Club Monticello, passando attraverso tre luoghi capaci di raccontare, ciascuno a modo proprio, il rapporto tra tradizione, sport e stile.
Il viaggio è iniziato il 3 maggio nella cornice del Circolo Golf Villa d’Este, uno dei club più iconici del panorama europeo, in un anno particolarmente significativo anche per la sua storia, segnato dalle celebrazioni del centenario.
Tra fairway e green, Xacus ha inaugurato un progetto che non nasce come semplice sponsorizzazione, ma come esperienza da vivere sul campo. Il golf diventa così un naturale punto d’incontro tra l’heritage sartoriale del brand e una concezione contemporanea dell’abbigliamento, dove estetica e funzionalità convivono.
La scelta non è casuale. Il golf è da sempre legato a un’idea di eleganza discreta, fatta di precisione, disciplina e attenzione al dettaglio. Allo stesso tempo, è uno sport in cui libertà di movimento, comfort e prestazione sono elementi fondamentali.
È proprio in questo spazio che Xacus ha inserito la propria interpretazione dell’active elegance.
Active Shirt, l’eleganza nello swing
Protagonista per tutta la stagione, la Active Shirt, camicia tecnica che interpreta il concetto di performance attraverso il linguaggio formale tipico di Xacus.
Realizzata con un filato tecnico in poliammide ed elastan e sviluppata con una tecnologia di origine giapponese, Active Shirt combina stretch 3D, leggerezza, traspirabilità e rapidità di asciugatura.
Sul campo, queste caratteristiche incontrano le esigenze concrete del giocatore. Lo stretch accompagna lo swing, mentre leggerezza e traspirabilità favoriscono il comfort anche nelle lunghe ore trascorse sul percorso. La rapidità di asciugatura e la resistenza alle pieghe contribuiscono invece a mantenere un aspetto impeccabile per tutta la giornata.
Una camicia pensata quindi per seguire il giocatore dal tee alla club house, ma anche oltre il campo: una performance shirt in veste formale, capace di inserirsi nella quotidianità senza rinunciare all’identità sartoriale.
Il golf incontra nuovi linguaggi
A rendere ogni appuntamento ancora più rappresentativo sono state le persone che hanno accompagnato la Golf Cup lungo il suo percorso.
Già dalla prima tappa di Villa d’Este, il progetto ha riunito protagonisti di generazioni diverse del golf italiano, tra cui Alberto Binaghi, ex giocatore dell’European Tour e commissario tecnico della nazionale italiana maschile, suo il figlio Giovanni, colonna portante della nazionale insieme a Guia Acutis e suo padre Carlo Alberto. Così come altri giocatori e giocatrici, protagonisti dei maggiori circuito europei da Federico Maccario ad Anna Zanusso.
Presenze che hanno raccontato il golf attraverso competenza, esperienza e nuove generazioni, contribuendo a dare alla manifestazione un’identità che va oltre la dimensione puramente agonistica.
Accanto al mondo del golf, la presenza di Mariano Di Vaio, volto internazionale del fashion e del lifestyle, ha sottolineato il dialogo sempre più stretto tra green, moda e cultura contemporanea.
Il golf diventa così anche un luogo di contaminazione: uno sport con una tradizione profondamente legata allo stile, ma capace oggi di aprirsi a nuovi pubblici, nuovi linguaggi e nuove interpretazioni.
Tre tappe, tre modi di raccontare Xacus
Dopo Villa d’Este, il percorso della Xacus Golf Cup è proseguito al Golf Club Ca’ Amata, una tappa particolarmente significativa per il legame con il territorio dell’azienda.
Qui il progetto ha continuato a costruire la propria community, mantenendo al centro lo stesso equilibrio tra competizione, convivialità e cultura del prodotto.
La terza e ultima tappa ha portato il circuito al Golf Club Monticello, già protagonista del progetto Xacus e oggi location fidelizzata della community.
È stato qui che la stagione ha trovato il proprio momento conclusivo: una grande finale capace di riunire partecipanti, ospiti e protagonisti delle diverse tappe, trasformando la giornata in una sintesi del percorso compiuto nei mesi precedenti.
Una stagione in numeri
Il bilancio della prima edizione racconta una partecipazione che ha superato le aspettative: oltre 400 partecipanti, 52 premiati e più di 100.000 colpi effettuati indossando Active Shirt.
Numeri che restituiscono la dimensione di un progetto nato nell’anno del 70° anniversario di Xacus e sviluppato attraverso un’esperienza concreta, vissuta direttamente sul campo.
Ma la Xacus Golf Cup non è stata soltanto una successione di appuntamenti sportivi. È stata soprattutto un modo per mettere alla prova e raccontare una filosofia di prodotto: quella di un menswear capace di unire la precisione della tradizione sartoriale alle esigenze di una quotidianità sempre più dinamica.
Oltre il green della 18
Il percorso della Xacus Golf Cup si chiude quindi con un’idea che va oltre il golf.
Il campo è stato il punto di partenza per raccontare una trasformazione più ampia dell’abbigliamento maschile: un’eleganza che non ha più bisogno di essere statica, che accompagna il movimento e che integra la tecnologia senza perdere il proprio carattere.
Dalla sartoria al green, e dal green alla vita di ogni giorno, Xacus interpreta così un nuovo concetto di eleganza attiva, nel quale performance e stile non rappresentano due mondi distinti, ma due aspetti della stessa esperienza.
Un viaggio iniziato tra i fairway di Villa d’Este e concluso a Monticello, con una certezza: l’eleganza, quando è davvero contemporanea, è fatta anche per giocare a golf.
Le immagini dell’ultimo appuntamento al Golf Club Monticello