Tom Kim ha offerto una vera e propria lezione di come giocare sui links al Renaissance Club, a est di Edimburgo, conquistando una convincente vittoria nel Genesis Scottish Open.

Il sudcoreano è stato impeccabile, risultando l’unico giocatore tra i 71 partecipanti a non perdere nemmeno un colpo nelle difficili condizioni di vento dell’ultimo e decisivo giro.

Con un totale di sei birdie ha chiuso con uno straordinario 64, terminando il torneo 17 colpi sotto il par, con due di vantaggio sull’australiano Min Woo Lee, autore di un 67, e quattro su un gruppo composto dall’inglese Matt Fitzpatrick, dall’americano Johnny Keefer, dal giapponese Keita Nakajima e dallo scozzese Robert MacIntyre.

Dei due dei tre azzurri impegnati nel torneo che hanno passato il taglio, il migliore è stato Francesco Molinari che ha chiuso con un totale di -8 in 17esima posizione. Peccato per i due bogey alla 15 e alla 16 che hanno fatto perdere a Chicco sei posizioni, ma per il campione dell’Open Championship 2018 resta un’ottima prova in vista del major di questa settimana.

Weekend da dimenticare in vece per Guido Migliozzi, che non è riuscito a replicare i bei primi due giri del torneo chiusi in 68 e 67. Il 70 (par) di sabato e soprattutto il pesante 75 di domenica lo hanno relegato in 52esima posizione (-1), stesso punteggio finale (-1) del vincitore dell’Open d’Italia setimana scorsa a Torino, Eugenio Chacarra.

Per Tom Kim, 24enne di Seul, si tratta del primo successo sul DP World Tour e della quarta vittoria complessiva sul PGA TOUR, in questo torneo co-sanzionato tra i due circuiti.

Partito nell’ultimo giro con un colpo di ritardo dalla vetta, Kim ha subito mostrato le sue intenzioni con un birdie alla 1. Altri birdie alla 4 e alla 7 gli hanno permesso di chiudere le prime nove in 32  e portarsi al comando.

Diversi inseguitori hanno provato a mettergli pressione, ma i birdie alla 10 e alla 12 hanno consolidato il suo cprimato. Un eccellente approccio alla 16, che ha lasciato la palla a meno di due metri dalla buca, gli ha regalato un altro birdie, mettendo praticamente fine alla gara.

Kim ha concesso un lieve spiraglio di speranza a Lee – in campo nel flight finale – quando il suo colpo d’approccio è finito oltre il green alla 18. Tuttavia, con un impeccabile recupero e il putt finale, ha spento definitivamente le speranze dell’australiano.

Il campione Masters Rory McIlroy ha concluso al settimo posto pari merito con l’americano Michael Thorbjornsen, con 268 colpi (-12). Sebbene il numero due del mondo abbia eguagliato il 64 finale di Kim, il suo terzo giro in 73 aveva ormai compromesso le possibilità di lottare per il titolo.

In precedenza, le speranze di un successo scozzese erano riposte in Robert MacIntyre, che in mattinata aveva completato il terzo giro interrotto sabato sera per mancanza di luce. Lo scozzese lo aveva fatto in grande stile, raggiungendo la vetta della classifica insieme a Lee e Fitzpatrick prima dell’ultimo giro.

Un birdie alla buca iniziale aveva acceso l’entusiasmo del pubblico scozzese, che sognava una replica del successo ottenuto dal giocatore di Ryder Cup nel 2024. Tuttavia, una serie di quattro bogey in sette buche a partire dalla 4 ha spento le sue speranze.

Il 29enne di Oban ha comunque avuto la consolazione di ricevere il Jock MacVicar AGW Memorial Award, assegnato al miglior scozzese del torneo in memoria dello storico giornalista scozzese scomparso nel 2021.

A sorridere sono stati anche gli americani Johnny Keefer e Michael Thorbjornsen, insieme al francese Victor Perez, che hanno conquistato un posto nell’Open Championship della prossima settimana al Royal Birkdale grazie all’ultimo appuntamento dell’attuale Open Qualifying Series.

Le dichiarazioni

Tom Kim

“È fantastico. Era da un po’ che non sollevavo un trofeo. Mi ero persino dimenticato quanto fosse pesante.

È proprio qui che tutto è iniziato per me. Questo torneo mi ha dato lo status per competere e quell’anno chiusi terzo. Quel risultato mi ha permesso di ottenere uno status temporaneo, che ho poi confermato la settimana successiva al The Open. Da lì ho giocato altre due volte quell’anno e sono arrivato fino alla Presidents Cup.

Qui ho vissuto anche parecchie delusioni. Sono arrivato terzo, ho giocato nel gruppo finale quando Rory ha vinto. Sono andato vicino al successo diverse volte. Riuscire finalmente a chiudere il lavoro oggi e vincere un torneo come questo è davvero speciale.

Naturalmente stavo cercando di vincere un torneo di golf. La pressione e la tensione ci sono sempre. Ma credo di essermi affidato molto all’esperienza accumulata negli ultimi anni. Ho avuto fiducia negli allenamenti e nel lavoro svolto per tornare a giocarmi queste occasioni. Oggi è stata una giornata davvero speciale.

Negli ultimi due anni ho imparato cosa significhi avere pazienza. Nel golf, come nella vita, la pazienza è fondamentale. Ho capito che, anche quando giochi bene, le cose possono andare come speri oppure no. Devi semplicemente accettarlo.

Credo che tutto questo venga con la maturità, con il tempo e con la crescita personale. Il golf links è la metafora perfetta: puoi colpire un drive perfetto e poi avere un rimbalzo sfavorevole che ti manda in bunker.

E qui i bunker non sono affatto semplici. Non sono come negli Stati Uniti, dove dal bunker puoi ancora salvare il par o persino fare birdie. Qui puoi trovarti vicino al bordo o nel punto peggiore del bunker. Molto dipende dalla fortuna e devi semplicemente accettarlo, che le cose vadano a tuo favore oppure no. Il golf links è esattamente questo.”

Min Woo Lee

“A dire il vero ero concentrato soltanto sul mio gioco. Tom ha giocato in modo straordinario. Anche io sentivo di stare giocando molto bene. Ho commesso pochissimi errori e ho imbucato i putt nei momenti giusti. Credo che abbia giocato qualcosa come 50 buche senza fare bogey: è davvero impressionante ed è così che si vincono i tornei.

Sono comunque molto soddisfatto della settimana. Certo, vincere sarebbe stato bello, ma è stata una delle prime volte in cui mi sono sentito davvero soddisfatto della mia tenuta mentale.

Ho sbagliato davvero pochi colpi, ed è stato molto incoraggiante. È normale sentire un po’ di tensione su alcuni colpi, ma sono riuscito a gestirla bene. Penso che questo sia il frutto della maturità e del lavoro tecnico svolto. Sono davvero entusiasta in vista della prossima settimana.”

Robert MacIntyre

“Nel complesso è stata una buona settimana. Devo guardare gli aspetti positivi di questo terzo posto. Ho avuto la possibilità di giocarmi la vittoria e sono arrivato alle seconde nove buche dell’ultimo giro ancora in corsa. So che l’inizio è stato difficile, ma questa volta non è andata.

Cerco comunque di portare con me tutto ciò che di positivo è emerso. È stata una buona settimana e il terzo posto è un ottimo risultato.

Tutti hanno lavorato tantissimo per organizzare questo torneo: il campo, l’ospitalità, l’accoglienza ai giocatori. Sarò anche di parte, ma credo che questa sia una delle migliori ospitalità che troviamo nel mondo del golf, se non la migliore.

I tifosi sono stati straordinari. Anche qui posso essere di parte, ma penso che siano i migliori del mondo. Lo hanno dimostrato anche a Boston. Tornare a casa, giocare lo Scottish Open e avere tutto il pubblico che ti sostiene nella lotta per la vittoria è qualcosa di incredibile. Anche solo percorrere quella buca par 3 è speciale. È un peccato non essere riuscito a regalare loro qualcosa in più.”

Rory McIlroy

“È bello chiudere la settimana con un buon punteggio, ma so che da qui a giovedì dovrò lavorare ancora un po’ per sentirmi completamente a mio agio con il mio gioco. Non credo però di essere lontano dalla forma migliore: ci sono sicuramente segnali positivi.”

Questa la classifica finale del Genesis Scottish Open