Si entra nel clou della stagione con l’Arnold Palmer Invitational, evento imperdibile alla corte di uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi. Arnold Palmer fece qui, al Al Bay Hill Club & Lodge, nei sobborghi di Orlando (Florida), il suo buon retiro disegnando un percorso che sarebbe diventato uno dei suoi marchi di fabbrica.

Dal 3 al 6 marzo ad Orlando, scenderanno in campo 120 concorrenti a contendersi un montepremi di 12.000.000 di dollari.
Al via ci saranno quattro dei primo 10 giocatori dell’ordine di merito mondiale: Jon Rahm, numero 1, Viktor Hovland (4°), Rory McIlroy (5° che questo torneo l’ha vinto nel 2018) e Scottie Scheffler (6°).
Tra i protagonisti anche Hideki Matsuyama e gli europei Justin Rose, Sergio Garcia, Tommy Fleetwood e Lee Westwood, che l’anno scorso ha sfiorato la vittoria.

Tra i grandi assenti ricordiamo Bryson DeChambeau, il defending champion dell’evento ancora fuori dalle competizioni a causa di un infortunio alla mano e all’anca che lo aveva costretto a ritirarsi dal Saudi International. I tifosi italiani dovranno pazientare ancora una settimana perché Francesco Molinari tornerà sulle scene in occasione del The Players Championship, di settimana prossima.

Arnie in grande

Il torneo porta il nome dello straordinario fuoriclasse della Pennsylvania (1929-2016). Un giocatore con un’infinita carriera durata oltre mezzo secolo. Palmer vinse 62 titoli del PGA Tour, dal 1955 al 1973 ed è quinto nella lista dei successi di tutti i tempi, dietro solo a Tiger Woods, Sam Snead, Jack Nicklaus e Ben Hogan. Dal 1959 al 1964 ha dominato il golf mondiale, aggiudicandosi sette major, di cui quattro Masters. Ha vinto anche il PGA Tour Lifetime Achievement Award nel 1998, mentre nel 1974 fu uno dei 13 che entrarono nella inedita World Golf Hall of Fame.

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