Il FedEx St. Jude Championship apre giovedì i Playoffs della FedExCup e mette immediatamente di fronte quasi tutto il meglio del golf mondiale. In palio, trofeo a parte, c’è il primo passaggio obbligato verso l’atto finale a East Lake, il Tour Championship.

Una selezione progressiva che in tre appuntamenti porterà il field dai 70 di questa settimana a 50 e poi a 30, che si giocheranno ad Atlanta il titolo 2026 del massimo circuito statunitense. È il momento dell’anno in cui ogni posizione in classifica acquista un peso diverso e ogni errore può costare molto più di un semplice colpo.

Il ritorno di McIlroy

Il protagonista più atteso questa settimana a Memphis è certamente Rory McIlroy. Il nordirlandese torna al FedEx St. Jude dopo aver saltato l’edizione 2025 e lo fa in una posizione insolita. Per la prima volta dal 2021, infatti, comincerà i Playoffs fuori dalla Top 10 della FedExCup.

La classifica, però, non racconta tutto. Il 2026 di McIlroy ha già prodotto uno dei momenti più importanti della sua carriera: ad Augusta ha difeso il titolo del Masters, conquistando il suo sesto major.

Dopo la seconda Giacca Verde consecutiva, tuttavia, è mancata la vittoria che avrebbe potuto trasformare una grande stagione in una straordinaria. Il bilancio nei successivi major e nei tornei più importanti è stato alterno: 7° al PGA Championship, 32° allo U.S. Open, 7° al Genesis Scottish Open e 40° all’Open Championship.

Memphis arriva quindi in un momento cruciale. McIlroy ha ancora un obiettivo che nessun altro giocatore può inseguire: la quarta FedExCup, che allargherebbe ulteriormente il suo già impressionante record di successi.

Scheffler parte davanti a tutti

Se McIlroy è il grande richiamo, Scottie Scheffler è il punto di riferimento. Il numero uno mondiale ha chiuso la regular season al comando della FedExCup con 4.123 punti e può affrontare il primo appuntamento dei Playoffs dalla posizione ideale.

Il texano ha già dimostrato di trovarsi bene a Memphis. Nel 2025 ha chiuso il FedEx St. Jude al terzo posto, a un solo colpo dai due giocatori che si sono poi contesi il titolo, Justin Rose e J.J. Spaun.

La caccia, dunque, parte ancora una volta da lui. Ma i Playoffs hanno una caratteristica fondamentale: il vantaggio accumulato conta, ma non mette al riparo da una settimana negativa. E a Memphis il primo obiettivo per tutti sarà sopravvivere alla prima selezione.

Rose difende il titolo a Memphis

Dodici mesi l’inglese si impose dopo un playoff contro J.J. Spaun, al termine di 72 buche chiuse 16 sotto il par. Un successo arrivato in un momento importante della carriera di Rose e che gli ha permesso di aggiungere un altro titolo al proprio palmarès sul PGA Tour. Ora la sfida è ancora più difficile: ripetersi.

Difendere un titolo in un torneo che apre i Playoffs significa infatti gestire contemporaneamente la pressione del campione in carica e quella di una classifica che comincia a eliminare i giocatori.

Un field stellare

Oltre a Scheffler, McIlroy e Rose, Memphis vedrà al via Tommy Fleetwood, campione della FedExCup 2025, insieme a Viktor Hovland, Ludvig Åberg, Xander Schauffele, Wyndham Clark, Matt Fitzpatrick, Robert MacIntyre e Shane Lowry.

Sono 19 dei primi 20 giocatori del ranking mondiale a essere presenti. Un dato che fotografa perfettamente la trasformazione del torneo: quello che un tempo era un appuntamento importante del calendario è oggi il primo capitolo della fase decisiva della stagione.

Il campo

Il teatro della sfida è il TPC Southwind, un par 70 di 6.664 metri. È un campo che richiede un equilibrio particolare. La distanza dal tee aiuta, ma non può essere l’unico argomento. Fairway relativamente stretti, acqua in gioco e green impegnativi premiano soprattutto chi riesce a mantenere il controllo del proprio gioco. Southwind è un percorso dove la strategia ha un valore decisivo.

La 11, par 3 di 148 metri, presenta il green circondato dall’acqua. La 14, lunga 218 metri, è uno dei par 3 più impegnativi del campo e obbliga i giocatori a volare sopra l’acqua. La 18, infine, accompagna il giocatore verso la club house con l’acqua lungo il lato sinistro e può diventare decisiva nei finali più combattuti. È un campo nel quale il birdie è sempre una tentazione, ma il bogey è dietro l’angolo e può diventare molto costoso.

Il vincitore di Memphis riceverà 750 punti FedExCup e una posizione privilegiata nella corsa verso il successivo appuntamento, il BMW Championship a Chicago.

Per chi si trova vicino alla soglia dei 50, invece, la settimana assume un valore completamente diverso: non si tratta di vincere, ma di evitare di essere eliminati.

Il trofeo che manca a Rory

Per McIlroy c’è infine una motivazione particolare. Il FedEx St. Jude Championship è infatti l’unico torneo dei Playoffs che il nordirlandese non ha ancora vinto.

Il suo rendimento al TPC Southwind è comunque positivo: vanta tre Top 5 in otto partecipazioni. L’ultima volta, nel 2024, chiuse però soltanto 68°.