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Rickie Fowler – Natural born player

Di Andrea Ronchi

Il suo sguardo ricorda quello dell’attore Johnny Depp e lo ha fatto diventare l’idolo dei teenager. Il suo talento naturale lo ha portato a giocare la Ryder Cup a soli 21 anni senza aver mai vinto un torneo. Nato autodidatta, è diventato però vincente grazie ai cambiamenti
di swing introdotti con l’aiuto di Butch Harmon – di Alberto Binaghi

Lo swing di Rickie Fowler è davvero particolare e offre molti spunti per il classico dibattito: si deve intervenire o meno su uno swing, sulla carta non corretto, che ha il merito di funzionare alla perfezione? Rickie ha risolto il problema facendo l’autodidatta fino al 2013 e ha avuto ragione. Il ‘vecchio swing’ del campione californiano aveva alcune posizioni discutibili: sulla palla le mani erano molto basse e lo shaft di conseguenza molto flat. Nel take away la testa del bastone rimaneva all’esterno delle mani più a lungo di qualsiasi altro giocatore e il bastone percorreva la prima parte su di una linea esterna rispetto al piano ideale. In breve tempo le mani a metà back swing andavano a finire all’interno del corpo. Da questa posizione Fowler rovesciava gli avambracci portando il bastone in una posizione decisamente flat all’apice del back swing, il rapporto tra faccia bastone, polso sinistro e braccio sinistro risultava comunque perfetto (foto 1).
Nel down swing Rickie abbassava ulteriormente il pino e il bastone si andava a posizionare dietro al corpo e dava l’impressione di non avere più spazio per raggiungere la palla; questa posizione di metà down swing assomigliava molto a quella di Sergio Garcia. Con il corpo completamente girato verso il bersaglio e il bastone in ritardo, Fowler sganciava con violenza le braccia verso la palla (foto 2) e pagava questa azione con una accentuata disconnessione tra corpo e braccia nel follow trough. Il bastone usciva infatti molto largo, dall’impatto in poi le mani si allontanavano in maniera pericolosa da un corpo che risultava fermo. Molto movimento pre impatto e molta staticità post impatto.
Il cambiamento apportato nel 2014 grazie a Butch Harmon sta proprio nel tentativo di ridurre il gap di linee tra back swing e down swing, ovvero cercare di aprire in anticipo la testa del bastone utilizzando la rotazione degli avambracci e creare inoltre un piano più alto all’apice, di conseguenza il bastone risulta anche più davanti al corpo nel down swing. Questo miglioramento dovrebbe consentirgli di avere le mani meno attive all’impatto, migliorando quindi il controllo di palla sopratutto nelle traiettorie da sinistra a destra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 08 aprile 2015
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