Quando si parla di ‘self confidence’ non si può non prendere come esempio Patrick Reed.

Il 27enne texano al passaggio al professionismo nel 2011 dichiarò alla stampa che dopo la sua brillante carriera dilettantistica avrebbe sicuramente raccolto innumerevoli successi anche tra i grandi.

Una dichiarazione certamente forte ma alla quale ha fatto seguire, a differenza di altri, fatti e risultati.

I successi di Reed sono andati però di pari passo a un comportamento non sempre corretto; da giovane venne espulso dall’Università della Georgia sospettato di aver commesso parecchie irregolarità in campo e fuori.

La sua popolarità non è aumentata neppure dopo la travolgente quanto spettacolare vittoria contro Rory McIlroy nel singolo della Ryder Cup del 2016 ad Hazeltine.

Quel match avrebbe dovuto far entrare Reed nella storia del golf americano dalla porta principale per la determinazione e per il patriottismo espresso.

Invece, come avrete notato durante la sua marcia trionfale di Augusta, il pubblico non lo ha assolutamente appoggiato e la maggior parte degli americani avrebbe di gran lunga preferito la vittoria di uno straniero piuttosto che vederlo in Giacca Verde.

Insomma, come persona non piace proprio e lui dal canto suo non fa nulla per farsi piacere.

Ma davanti alle sue caratteristiche tecniche bisogna solo togliersi il cappello.


ANALISI

La principale caratteristica dello swing di Reed si può definire la faccia del bastone scarica a metà downswing, posizione che può aprire un dibattito molto interessante fra passato, presente e futuro della tecnica del golf.

Come ben sappiamo fino a pochi anni fa la faccia del bastone chiusa all’apice del back e durante il downswing è sempre stata demonizzata.

Guai a chi avesse questa pericolosa caratteristica: il pull hook è dietro l’angolo!

Al contrario la faccia scarica non ha mai suscitato alcuna critica o alcun interesse di studio. Dustin Johnson, John Rahm e Zach Johnson hanno fatto ricredere i puristi della tecnica e al giorno d’oggi è forse più raro vedere una faccia molto scarica, come quella di Patrick, piuttosto che una faccia forte.

La conseguenza di questa caratteristica tecnica del Masters Champion, è che nel suo swing è facile notare la staticità della parte bassa del corpo che molto spesso si blocca per dare la possibilità al bastone di raggiungere la palla.

La posizione peggiore del suo swing la si nota infatti nei fotogrammi post impatto nei quali la faccia subisce parecchie rotazioni pericolose e il bastone sembra quasi sfuggirgli dalle mani.

Con il driver il fuoriclasse texano accentua ancor di più questa caratteristica e il più delle volte, per dare ulteriore potenza, colpisce la palla con il piede destro incollato al terreno e il sinistro che perde completamente aderenza e scivola clamorosamente indietro rispetto alla posizione originale.

Il miglioramento apportato da Reed negli ultimi due anni è ben evidente nelle foto 1 e 2.

1_Pga Championship 2016: le gambe sono completamente steccate con il peso che è scivolato su entrambi i talloni; anche i fianchi di conseguenza si sono bloccati causando l’eccessivo (ma necessario) rilascio della faccia del bastone che si era presentata aperta pochi attimi prima dell’impatto e andava quindi raddrizzata.

2_Masters 2018: in questa foto possiamo notare la grande differenza della posizione di piedi e fianchi rispetto al 2016. Il tallone destro si è alzato e ha permesso ai fianchi di ruotare verso il bersaglio, consentendo alla faccia del bastone di rimanere square più a lungo dopo l’impatto.

3_Ottima mobilità nonostante il possente fisico (183 cm per 93 chili); Patrick raggiunge un’ampiezza notevole all’apice del back senza doversi aiutare troppo con la rotazione dei fianchi. Il piano del braccio sinistro è leggermente alto con la faccia un paio di gradi aperta. Nella ripartenza Reed abbasserà il piano scaricando in maniera evidente la faccia del bastone e mettendo lo shaft molto spesso sotto l’avambraccio destro.

4_Da questa immagine è molto chiara la staticità della parte bassa del corpo, con il piede sinistro che cambia totalmente posizione rispetto all’address. Evidente anche il conseguente rilascio accentuato del bastone.