Alle porte di Varese, immerso in un parco secolare con scorci sul Lago di Varese e sul Monte Rosa, il Golf Club Varese è un luogo in cui sport, paesaggio e memoria convivono in un equilibrio raro. Qui il golf diventa un’esperienza che attraversa i secoli, in un contesto capace di coniugare fascino storico e vocazione internazionale. Il cuore del circolo è l’antico monastero benedettino di Sant’Antonino di Luvinate, le cui origini sono documentate già nel 1129.

Oggi sede della club house, conserva preziose testimonianze del passato: murature romaniche, un campanile in pietra, un chiostro raccolto e affreschi che raccontano la storia del complesso. Un patrimonio architettonico che rende il Golf Club Varese una realtà singolare nel panorama golfistico internazionale. Dopo secoli di trasformazioni, il monastero ritrovò nuova vita nel Novecento. Nel 1929, grazie all’iniziativa di Silvio Mazzucchelli, prese così forma il progetto di un campo da golf a Luvinate. Acquisita l’area nel 1931, il percorso venne progettato da Peter Gannon e Cecil Blanford e realizzato in armonia con il paesaggio. Il club fu inaugurato l’8 settembre 1934. Negli anni Cinquanta, il campo venne ampliato a 18 buche su progetto dell’architetto Harradine, raggiungendo l’attuale configurazione par 72.
Nel 1958 ospitò l’Open d’Italia, vinto da Peter Alliss, affermandosi tra le destinazioni di riferimento del golf italiano. Negli anni successivi, il circolo ha continuato a ospitare competizioni di rilievo, tra cui il Challenge Provincia di Varese nel 2012 e una tappa della LET Access Series nel 2023. Tra gli appuntamenti più rappresentativi figura anche il Vecchio Monastero, prestigiosa competizione del calendario dilettantistico nazionale. Oggi, il Golf Club Varese continua a distinguersi per la capacità di unire tradizione golfistica, patrimonio storico e bellezza paesaggistica. Un luogo speciale, in cui il golf non è soltanto uno sport, ma un modo di vivere il paesaggio e riscoprire, a ogni buca, il valore del tempo.

Sapori di casa
Il ristorante del circolo trova casa all’interno della club house, un luogo ricco di storia, dove il fascino dell’architettura antica incontra ambienti accoglienti e contemporanei. Alle spalle della sala dedicata alle premiazioni si apre l’ampio bar, ideale per una sosta veloce tra una buca e l’altra. Da qui si accede alla grande sala vetrata, luminosa e dal gusto moderno, affacciata direttamente sul green della buca 18. Alle pareti, i tabelloni in legno con i nomi dei vincitori delle competizioni più prestigiose del circolo raccontano la storia sportiva del club e ne custodiscono la memoria.

Nella bella stagione, il piacere della tavola si sposta sulla terrazza adiacente al monastero, uno spazio privilegiato per pranzi all’aperto e cene estive, immersi nella quiete del paesaggio. Dal 2023 la cucina è affidata a Salem Kalifa, di origini egiziane, arrivato a Milano nel 1981 per studiare Lettere e Filosofia. È qui che, accanto al percorso accademico, prende forma la passione per la cucina, destinata a diventare il filo conduttore della sua carriera. Dopo le prime esperienze in un rinomato ristorante milanese in zona Fiera, negli anni Novanta approda nel mondo dei circoli di golf, un ambiente in cui consolida la propria esperienza professionale. Dal 1992 al 2019 guida la cucina del Golf Club Le Rovedine, per poi proseguire il suo percorso al Castello Tolcinasco e approdare infine a Varese, dove dal 2023 porta la propria esperienza e sensibilità gastronomica.
Piatto forma del circolo: paccheri di Gragnano ai tre pomodorini con guanciale croccante, stacciatella di burrata ed olio al basilico

Ricetta
Dose per 4 persone:
360 gr. di paccheri di Gragnano rigati
250 gr di guanciale di Amatrice
500 gr tra Pomodoro San Marzano, cigliegini e datterini gialli
1 scalogno
50 gr di pecorino romano grattugiato
Stracciatella di burrata pugliese
Basilico, sale, pepe, olio evo
Procedimento:
Frullare in un mixer a bicchire ben freddo foglie di basilico con l’olio evo con qualche cubetto di ghiaccio fino ad ottenere un emulsione lucida e dal colore vivo.
Tagliare il guanciale a cubetti e metterlo in una padella antiaderente a soffriggere a fuoco basso fino a renderlo croccante, togliere il guanciale e nel condimento rimasto in padella mettere lo scalogno tritato finemente fino a renderlo dorato, aggiungere i 3 pomodori tagliati e cuocere a fuoco lento aggiustando di sale, pepe, qualche foglia di basilico e cuocere per 5 minuti, terminata la cottura frullate con un mixer per rendere liscio il sugo.
Nel frattempo buttare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla a cottura ultimata e saltarla in padella con il sugo aggiungendo metà del guanciale precedentemente soffritto. Mantecare con il pecorino grattugiato ed impiattare decorando con ciuffetti di stracciatella burrata, il guanciale rimasto e gocce di olio al basilico.