Esattamente cinquant’anni fa si assisteva a un gesto semplice ma iconico che ha fatto del golf il più alto esempio di sportività che possa esistere.

Siamo alla Ryder Cup del 1969, al Royal Birkdale e quella che compare davanti agli occhi di oltre 10.000 spettatori accorsi attorno alle dune che circondano l’ultima buca è una sceneggiatura degna di un film premio Oscar.
Il sole stava tramontando e la luce fioca di un’umida sera di settembre faceva da cornice alla scena finale. Il palcoscenico è il green della 18 sul quale restano a contendersi l’ultimo e decisivo punto per la vittoria Jack Nicklaus per gli Stati Uniti e Tony Jacklin per l’Europa.

Non ci sono campioni che possano interpretare nel modo migliore questo ruolo da protagonista. Jacklin, che all’inizio dell’estate era diventato il primo britannico in 18 anni a vincere l’Open Championship e Nicklaus, il più grande golfista di tutti i tempi, all’epoca già vincitore di tre Masters, due U.S. Open, un PGA Championship e un British Open ma che in quel momento stava disputando la sua prima Ryder Cup.

Il match è in assoluta parità, 15 punti e mezzo per ciascuna squadra. Decisivo quindi l’incontro che vede scontrarsi Nicklaus e Jacklin. Siamo sul fairway dell’ultima buca e mentre Nicklaus prende il green, Jacklin finisce in bunker ma con una fantastica uscita mette la pallina a 70 cm dalla buca.

È ora il momento dell’americano che puttando supera la buca di un metro abbondante.
Tocca ancora a lui che, nonostante l’esordio in Ryder Cup, con freddezza imbuca con un putt in centro buca.

Ora, tutti si aspetterebbero che sia Jacklin a dover decidere le sorti della squadra europea e invece l’Orso d’Oro si china, prende il marchino dell’avversario e glielo porge con una bella stretta di mano e questa frase…

“Ero certo che avresti imbucato ma non ero disposto
a vederti perdere”

Con queste parole finisce l’edizione di Ryder Cup di 50 anni fa passata alla storia, con questa “concessione” si è scritta una pagina del golf che tutti prima di prendere l’handicap dovrebbero conoscere e imprimere nelle proprie menti.

Il gesto, del tutto simbolico, perché anche in caso di pareggio il trofeo è comunque rimasto da regolamento agli Stati Uniti in quanto detentori, fu aspramente criticato dalla stampa americana e dallo stesso capitano a stelle e strisce Sam Snead.

“La Ryder Cup non può decidersi con un solo putt, gravando esclusivamente sulle spalle di un giocatore” fu la spiegazione che Nicklaus diede della sua azione che passò alla storia come “The Concession”.

Quel gesto di rispetto che Nicklaus ebbe verso Jacklin fu alla base dell’intensa amicizia che da allora lega i due protagonisti e che li ha portati nel 2009 ad inaugurare un campo vicino Sarasota, in Florida, progettato e finanziato da entrambi, e intitolato The Concession Golf Course.