Vi presentiamo le cinque buche del celebre tracciato di Valhalla a Louisville, in Kentucky, che saranno determinanti per stabilire chi quest’anno solleverà il Wanamaker Trophy del PGA Championship.

Appena fuori Louisville, sede del PGA Championship 2024, è un percorso caratterizzato da una ricca varietà topografica e da un’architettura fortemente modernista.

Valhalla Golf Club

Progettato da Jack Nicklaus a metà degli anni ‘80, il campo si sviluppa su due distinti tipi di terreno.

Una pianura alluvionale nell’ansa di un fiume, noto come Floyd’s Fork, e un terreno collinare che attraversa boschi di latifoglie ed ex-pascoli.

Il suo design è creativo e severo, con bersagli ben definiti e ricompense per i driver potenti. 

Gli abbellimenti si presentano sotto forma di tumuli di festuca sulle prime nove e pietra calcarea naturale utilizzata come baluardo per i green, i torrenti e gli ostacoli d’acqua.

Le passate edizioni del PGA Championship a Valhalla

Le passate edizioni del PGA Championship disputate a Valhalla, nel 1996, 2000 e 2014, hanno sempre lasciato gli spettatori con il fiato sospeso fino alla 18.

Il par 5 finale è raggiungibile con il secondo colpo da un fairway biforcato.

Colpi di scena finali ci saranno sicuramente anche quest’anno.

Per arrivarci, i giocatori dovranno prima sopravvivere a queste buche altrettanto memorabili.

BUCA 2 – 457 METRI – PAR 4 – “WINNING COLORS”

Molte delle prime nove sono state disegnate per assomigliare a una prateria del Midwest, con le buche che attraversano ex campi agricoli.

La 2, però, è situata in un ambiente diverso: parte di una collina boscosa sul lato opposto di Floyd’s Fork è stata livellata, e il dogleg a sinistra gira intorno a un terreno acquitrinoso sommerso. 

I soci giocano il doppio dogleg come un par 5.

Diventa un mostruoso par 4 in occasione del PGA Championship, che venne classificato come la buca più difficile nel 2014, con una media di 4,36 colpi. 

Col drive dovranno cercare di arrivare il più lontano possibile su un fairway strettissimo.

Tagliando sopra all’ostacolo per accorciare la distanza con il secondo colpo, verso un green posizionato su un terrapieno che cade ripidamente verso un torrente.

BUCA 6 – 453 METRI – PAR 4 – “LONG SHOT “

A volte sembra che l’unica difesa architettonica possibile in un’epoca in cui si fanno abitualmente oltre 300 metri col driver sia quella di interrompere il fairway.

Ed è proprio questo che accade alla 6.

Floyd’s Fork taglia in due la buca, limitando i drive a 275 metri, e tutti i tee shot che vanno a destra oppure oltre il fairway finiscono in un profondo burrone.

I giocatori dovranno giocare un bastone più corto per mettere la palla in gioco, poi affronteranno un colpo al green di circa 183 metri.

Le aste corte sono accessibili ma i birdie diventeranno scarsi mano a mano che la bandiera verrà spostata indietro.

Questa è risultata la seconda buca più difficile nel 2014, con una media di 4,35 colpi.

 

BUCA 13 – 321 METRI – PAR 4 – “THE LIMESTONE HOLE”

La 13 è una delle buche più insolite tra quelle dei campi in cui si disputa il PGA Championship.

Il green è fatto come un silo che è stato messo in un fossato e a cui è stata tolta la cima.

La sua base è circondata da roccia calcarea, mentre a destra, l’acqua gocciola lungo una facciata di pietra calcarea di nuova costruzione.

Fondamentale prendere il green della 13

Il motivo per cui il green è stato costruito così in alto è quello di mantenere la superficie puttabile sopra la linea di inondazione.

La buca infatti si trova nel punto più basso delle seconde nove.

Mancare il fairway e finire in bunker o nel rough rende più difficile raggiungere il green, che misura appena 557 metri quadrati.

La maggior parte dei giocatori giocherà un ferro o un ibrido per mettersi in una buona posizione.

Alcuni tenteranno di piazzare il drive il più vicino possibile all’ostacolo per poi giocare un pitch da lì.

BUCA 15 – 398 METRI – PAR 4 – “JULEP”

Non ci sono molti stance in piano a Valhalla ma il fairway della 15 è piatto come il rettilineo iniziale di un ippodromo e si snoda lungo un torrente chiamato Brush Run.

Il torrente si mangia tutti i drive che si aprirono a destra ma il suo scopo principale è quello di rendere il secondo colpo uno dei più impegnativi del campo.

L’acqua infatti si avvicina alla parte anteriore del green angolato prima di girare a destra.

Il colpo al green deve atterrare tra un bunker frontale e un altro a sinistra, e una gobba lungo la superficie puttabile significa che la parte posteriore del green è rialzata.

Aspettatevi di vedere l’asta posizionata almeno tre volte lungo il bordo destro del green, dove i bogey superano i birdie con una media di due a uno.

BUCA 18 – 521 METRI – PAR 5 – “PHOTO FINISH”

I drive, che partono da un tee sopraelevato, dovranno trovare il fairway tra un bunker e un ostacolo a cascata di pietra calcarea. 

Le posizioni delle aste, sul green fatto a boomerang con tre livelli profondi, probabilmente influiranno sul modo in cui i protagonisti giocheranno il secondo e il terzo colpo, soprattutto se hanno bisogno di fare birdie o eagle.

Gli aneddoti del passato sulla18 di Valhalla

Nel 1996 il bogey di Kenny Perry a questa buca sentenziò il suo playoff contro Mark Brooks, che finì con un 4 e poi fece di nuovo birdie a questa buca 20 minuti dopo per vincere il suo primo e unico major in carriera.

Tiger Woods e Bob May fecero entrambi birdie nel 2000 per finire in 31 colpi le seconde nove.

Poi firmarono una serie di par durante il loro playoff a tre buche, fino a quando May non ebbe bisogno di fare un altro birdie per non uscire sconfitto.

Phil Mickelson chiuse con un birdie e un giro finale in 66 nel 2014.

Ma Rory McIlroy, che stava giocando quasi al buio, motivo per cui gli permisero di giocare il secondo colpo mentre Mickelson dovette aspettare per giocare il terzo.

Fece par dal bunker di sinistra, per vincere di un solo colpo.