Si dice che su un percorso links in Scozia o Irlanda si possano vivere tutte le quattro stagioni in un giorno solo. Un detto scozzese afferma che “Se non ti piace il tempo che fa… aspetta 5 minuti!”.

Puoi essere immerso nella nebbia e poco dopo sferzato da un vento gelido che spazza tutte le nuvole lasciando il cielo terso e un sole splendente che inonda di luce il campo.

Ma in tutti i campi da golf del mondo c’è questo susseguirsi di bello e brutto. Sono i repentini cambi di umore dei giocatori!

Alla buca 14 sono al settimo cielo per aver imbucato un putt da 9 metri e alla 15 sono sprofondato nella più nera disperazione per la pallina infossata sottosponda nel bunker. Chiunque si sia cimentato nel gioco del golf ha sperimentato questo continuo alternarsi di alti e bassi.
In un giro di 18 buche si possono attraversare tutti gli stati d’animo possibili per l’essere umano.

Ne stavo parlando in club house con un amico golfista giapponese che mi disse: “Vedi, nella filosofia buddista questi stati d’animo, chiamati stati vitali, vengono definiti come ‘mondi’. Sono chiamati mondi perché quando una persona si trova in uno di questi stati vede e interpreta tutto ciò che gli accade con gli ‘occhi’ propri di quel mondo. Se, ad esempio, si trova nel mondo cosiddetto degli asura (divinità sempre in cerca di potere), vedrà ogni situazione, ogni gesto, ogni sguardo come una sfida che scatena il bisogno irrefrenabile di prevaricare e dominare gli altri.

Dieci mondi

Secondo la tradizione questi mondi sono 10 e vanno da quello di ‘inferno’ (una condizione di disperazione nella quale si è completamente sopraffatti dalla sofferenza e non si vede via d’uscita) al mondo di Budda che è lo stato della perfezione e assoluta libertà. Secondo alcune tradizioni una persona nasce in uno di questi mondi in base al proprio karma e potrà migliorare la propria situazione vita dopo vita mettendo cause positive”.

“Quindi, se ho ben capito,” gli chiesi “se una persona è in un certo mondo vi resta almeno per la sua esistenza presente. Un po’ come quando in campo si sprofonda in uno stato d’animo negativo e non si vede l’ora che finisca il giro al più presto visto che non si riesce più a imbucare?”

“In realtà,” mi rispose “il grande maestro cinese Tientai (538–597 d.C.) chiarì che ogni condizione vitale contiene anche tutti gli altri nove mondi compreso quello di Budda. Ciascuno di noi, in qualsiasi momento della propria vita e con qualsiasi stato d’animo, attraverso la meditazione, la visualizzazione della propria vita illuminata e la recitazione di uno specifico mantra, ha il potenziale di uscire da uno stato vitale negativo e sperimentare e manifestare il mondo del Budda.”

“Credi che una cosa simile sia possibile anche mentre si gioca a golf?”

“Poiché il punto fondamentale per il buddismo è la visualizzazione della propria vita illuminata, come Budda, forse per uscire da uno stato d’animo negativo mentre giochiamo a golf potremmo aiutarci visualizzando l’abile giocatore che è in noi, ad esempio fissando quella pallina che abbiamo imbucato in centro buca, con la giusta velocità, da nove metri alla buca 14.”

“Grazie del consiglio, non appena farò un buon colpo conserverò la pallina! Stasera sushi?”

Se volete approfondire i temi trattati potete scrivermi a: stefano@stefanoscolari.it