Cosa succede quando un golfista abituato a tecnologia, fitting e quattordici bastoni si ritrova a giocare con pochi club, shaft in legno e quasi un secolo di storia?

Succede che cambia il modo di giocare.

L’Hickory Golf non significa semplicemente utilizzare vecchi bastoni. Significa riscoprire un golf più essenziale, nel quale contano ritmo, sensibilità, immaginazione e capacità di adattamento.

Gli shaft in hickory, elastici e sensibili, richiedono infatti uno swing meno aggressivo e più armonico. Il giocatore deve imparare ad aspettare il bastone, sentirne la flessione e affidarsi maggiormente al proprio timing.

E quando in sacca ci sono sei bastoni anziché quattordici, cambia anche la strategia. Non sempre esiste il ferro perfetto per una determinata distanza. Bisogna inventare il colpo, modificare la traiettoria, utilizzare il terreno e accettare che il golf torni a essere anche creatività.

Mashie, Niblick, Brassie, Spoon: un tempo i bastoni avevano nomi, non soltanto numeri. Le teste venivano forgiate e lavorate artigianalmente, gli shaft modellati in legno e i grip realizzati in cuoio.

Ogni bastone aveva un proprio carattere.

Ed è proprio questa sensazione che l’Associazione Italia Hickory Golf ha voluto far conoscere durante una recente giornata, sabato 26 settembre, organizzata al Golf Club Le Rovedine, sul percorso Executive a nove buche.

Un evento particolare: una gara Hickory aperta a tutti. Obbligo era quello di giocare tutti con bastono Hickory. La formula era semplice: squadre di quattro giocatori e una sola sacca Hickory da condividere. I giocatori sceglievano insieme il bastone, se lo passavano, osservavano il colpo del compagno e cercavano la soluzione più adatta.

Il risultato? Meno attenzione alla tecnologia e più attenzione al gioco.

Alla manifestazione hanno partecipato 39 golfisti e la curiosità è stata uno degli elementi dominanti: domande sull’attrezzatura, sulla storia, sul modo di giocare e sulla costruzione dei bastoni. Alcuni partecipanti hanno persino scelto un abbigliamento ispirato all’epoca. Premi per i primi tre e poi premi a sorteggio per altri 4 team. Giornata indimenticabile con clima ottimo e buffet finale

Ma la frase più interessante, ripetuta da diversi giocatori al termine della giornata, è stata: “Gioco meglio con questi bastoni che con i miei”.

Forse perché con meno possibilità a disposizione si smette di cercare il colpo perfetto. Si torna a sentire il colpo. Ed è questa, probabilmente, la vera forza dell’Hickory Golf.

Non è nostalgia e non è una semplice ricostruzione storica. È un modo diverso di vivere il golf.
Più lento, più sensoriale, più creativo.

Un modo per ricordare che, prima dei dati, dei radar e dei materiali compositi, il golf era soprattutto una relazione tra giocatore, bastone, palla e percorso. La prossima volta che incontrate una sacca Hickory, quindi, non limitatevi a guardarla.
Prendete un bastone. Fate qualche swing. Sentite il legno lavorare.

Potreste scoprire che giocare con la storia significa, in realtà, ritrovare qualcosa del golf che avevamo dimenticato.