U.S. Open 1° giro: Clark vola, nebbia e vento protagonisti
Lo U.S. Open numero 126 è iniziato nel segno delle difficoltà a Shinnecock Hills, dove il primo giro è stato fortemente condizionato dagli elementi. Se alla vigilia l’attenzione era concentrata sui venti sostenuti previsti lungo la costa orientale di Long Island, a sorprendere giocatori e organizzatori è stata soprattutto una fitta nebbia mattutina che ha costretto la USGA a sospendere il gioco per circa due ore poco dopo le prime partenze.
Una volta dissipatasi la nebbia, il vento è rimasto il principale fattore di difesa del celebre percorso disegnato da William Flynn. Raffiche superiori ai 50 km/h hanno accompagnato gran parte della giornata, imponendo una sfida tecnica e mentale ai 156 concorrenti in gara.
Consapevole della severità delle condizioni, la USGA ha optato per una preparazione prudente del campo, limitando la velocità dei green e intervenendo con irrigazioni mirate per garantire uniformità di gioco tra i diversi flight della giornata.
In questo contesto particolarmente impegnativo, il migliore è stato Wyndham Clark. Il campione dell’edizione 2023 ha raggiunto il punteggio di sei colpi sotto il par dopo 15 buche, prima che l’oscurità interrompesse definitivamente il gioco. Il giocatore del Colorado ha costruito il proprio score con una prestazione estremamente solida, impreziosita da un eagle alla buca 5 e da un solo bogey sullo score.
Alle sue spalle si è messo in evidenza anche Dustin Johnson. Il vincitore dello U.S. Open 2016 è partito con quattro birdie consecutivi, confermando il feeling speciale con Shinnecock Hills, dove nel 2018 concluse al terzo posto. Un doppio bogey alla 6 ha però rallentato la sua progressione, lasciandolo comunque in ottima posizione a due colpi sotto il par.
Tra le sorprese della giornata spiccano le prove degli statunitensi Sam Stevens, Max McGreevy e dell’amateur Ryder Cowan, tutti autori di un eccellente 68 (-2). Particolarmente significativo il risultato di Cowan, che ha eguagliato il miglior giro mai realizzato da un dilettante nella storia dello U.S. Open disputato a Shinnecock Hills.
Buone indicazioni sono arrivate anche da alcuni ex campioni del torneo. Jon Rahm, Matt Fitzpatrick e Gary Woodland hanno chiuso la giornata in due colpi sotto il par, pur dovendo ancora completare il proprio giro. Rory McIlroy, invece, ha archiviato un solido 69 (-1), alternando momenti di grande qualità a qualche errore nel finale. Il nordirlandese ha così raggiunto quota 23 giri sotto i 70 colpi nello U.S. Open, eguagliando Phil Mickelson al secondo posto nella graduatoria storica guidata da Jack Nicklaus.
Più complicata la giornata del numero uno del mondo, Scottie Scheffler. Il texano, a caccia dell’ultimo titolo major necessario per completare il Career Grand Slam, ha limitato i danni con un 72 (+2), frutto di una prova caratterizzata da numerosi recuperi e salvataggi.
L’interruzione causata dalla nebbia potrebbe aver favorito i giocatori impegnati nel pomeriggio, poiché il vento è progressivamente diminuito nelle ore serali. Una circostanza riconosciuta dallo stesso Clark, che ha ammesso come il ritardo mattutino abbia contribuito a rendere più gestibile la parte finale del giro.
Filippo Celli chiude in 75
Per il golf italiano, l’attenzione era rivolta a Filippo Celli, unico azzurro presente in campo a Shinnecock Hills. Il romano ha affrontato con determinazione un debutto particolarmente impegnativo, su un percorso reso ancora più severo dalle condizioni meteorologiche. In una giornata in cui molti giocatori di vertice hanno faticato a trovare continuità, il romano ha cercato di gestire con pazienza il vento e la complessità dei green, accumulando un’esperienza preziosa nel contesto di uno dei test più esigenti del golf mondiale. Al di là del risultato, 75, che al momento lo relega in 113esima posizione, la sua presenza conferma il percorso di crescita del giovane talento azzurro, chiamato a misurarsi con il massimo livello internazionale in un torneo che rappresenta da sempre una delle sfide più dure dell’intero panorama golfistico.
In campo dall’alba oggi per completare il 1° giro
Cinquanta concorrenti dovranno tornare in campo dalle 6:35 di questa mattina per completare le buche rimanenti prima dell’inizio del secondo giro. Le previsioni indicano condizioni meno ventose, ma Shinnecock Hills resta uno dei test più severi del golf mondiale. Non a caso, nelle precedenti cinque edizioni dello U.S. Open disputate sul percorso di Long Island, soltanto tre giocatori sono riusciti a chiudere il torneo sotto il par complessivo.
Dopo una giornata inaugurale segnata da nebbia, vento e punteggi contenuti, il messaggio è già chiaro: per conquistare il titolo serviranno pazienza, precisione e una straordinaria capacità di adattamento.
Questa la classifica parziale dello U.S. Open