Tre buche in uno, tutte in gara e con il ferro 6: un’impresa da una possibilità su oltre un miliardo. Cristiano Brambilla racconta la sua incredibile storia e presenta il suo prossimo colpo imprenditoriale, Club Deal Milano
Fare buca in uno è la chimera di ogni golfista, il sogno proibito. E i numeri spiegano perché. Per un professionista la probabilità è attorno a 1 su 2.500, per un dilettante 1 su 12.500. Se poi si considera l’eventualità che due giocatori dello stesso flight la realizzino lo stesso giorno, la probabilità è addirittura 1 su 17 milioni. Il golf, del resto, sembra divertirsi a ricordarci quanto sia sottile il confine tra l’ordinario e l’impossibile. C’è chi ha fatto centro a cinque anni e chi ci è riuscito a 101. Edoardo Molinari calcolò le probabilità di una hole in one colpendo la palla di un altro giocatore ferma in green come inferiori a quelle di essere colpiti da un meteorite. Eppure, naturalmente, è successo. Fare buca in uno è già un’impresa destinata a pochissimi, farne due sembra una follia. Tre, per un amateur e in gara, appartiene quasi alla fantascienza. Eppure, è esattamente quello che è successo a Cristiano Brambilla. Tre “Ace” in gara, e tutti con il ferro 6. Tre colpi che portano la probabilità complessiva a circa 0,00000008839%, ovvero una possibilità su 1,13 miliardi…
Cosa si prova a fare un exploit simile?
“Noi dilettanti tiriamo tanti colpi ma la sensazione che mi hanno dato quei tre è indescrivibile e indimenticabile. In tutte e tre le occasioni sapevo già, appena ho colpito la palla, di aver fatto un gran colpo, diverso da tutti gli altri. Poi, guardando la palla in volo, dritta verso l’asta, ricordo di aver iniziato a fremere, sapendo già che sarebbe caduta molto vicina alla buca. E infine la magia: per due volte l’ho vista atterrare e dirigersi senza indugi in buca. Da quel momento si scatena un vortice di emozioni, alimentate dall’adrenalina e contraddistinte dalla gioia più pura, mescolata all’incredulità”.
Hai detto due volte. Ma le hole in one sono tre…
“Sì, esatto. Ma la seconda non l’ho vista. Era fine settembre, prima partenza di una gara. Nebbiolina e cielo grigio. La palla parte verso il green e tutti la perdiamo di vista nella luce lattiginosa del primo mattino. Quando arrivo sul green trovo il pitch mark. Vedo la scia che la pallina ha lasciato sul terreno ancora umido e, seguendo con gli occhi quella traiettoria tra il punto di atterraggio e la bandiera, capisco subito che era finita in buca”.
Conosciamo la tua passione per il golf e la tua vicinanza ad associazioni come AIBG, l’Associazione Italiana Bancari Golfisti, di cui sei stato anche sponsor. Ma sappiamo che hai ottenuto risultati notevoli anche fuori dal campo.
“La vera storia da raccontare è legata alla creazione di Ventis, da cui ho fatto la mia exit cinque anni fa. Partire nel 2010 con un’idea, puntare su un settore come l’e-commerce che, ai tempi, era sì in crescita ma ancora snobbato dalle aziende italiane, scommettere tutto e ritrovarsi a guidare il primo fintech marketplace realizzato in Italia, nonché diventare socio del quarto Gruppo Bancario italiano e partner di aziende come Visa e Mastercard, per cui emettevamo carte di credito brandizzate Ventis Card (tuttora in circolazione), abbia più il sapore di una favola che di una storia imprenditoriale di successo”.
Puoi anticiparci qualcosa del tuo prossimo “colpo vincente”, Club Deal Milano?
“Dopo aver preso un periodo sabbatico in seguito alla mia exit, in questi ultimi tre anni ho investito in operazioni immobiliari speculative e, sulla base dell’esperienza accumulata e dei risultati ottenuti, ho creato un format innovativo che lancerò proprio in questo periodo. Club Deal Milano è una boutique, un ecosistema selezionato dove il networking e le relazioni danno vita ad opportunità di business «su misura». È stata creata per realizzare operazioni immobiliari con pochi e selezionati investitori privati, a cui offrire opportunità ad alta redditività con un indice di rischio sul capitale pressoché nullo, oltre che un valido strumento di differenziazione dei propri asset. Si possono trovare maggiori info su www.reflip.it, ma vi anticipo qualche highlight, utili a evidenziare i suoi punti di forza. La promozione avviene principalmente tramite il passaparola e il network di relazioni “member get member”, così da garantire riservatezza e una costruzione del deal tra persone di elevato standing e reciproca fiducia. Ogni partecipante acquisisce pro quota la proprietà del bene. Trattandosi di immobili a Milano, questi non subiscono un deprezzamento, anzi, si rivalutano nel tempo. La redditività è elevata e si realizza in breve tempo. Il ROI su base annua si attesta mediamente tra il 20% e il 30% e, in funzione di quanta equity e quanta leva si decide di utilizzare, i valori del ROE possono aumentare sensibilmente. Tali percentuali sono difficilmente ottenibili investendo in altri asset, soprattutto considerando che con Club Deal Milano non vi è pressoché alcun rischio sul capitale”.
Nel golf, quando hai davanti un par 3, puoi conoscere la distanza al metro e avere in mano il ferro giusto. Puoi averlo già giocato cento volte ma ogni volta, prima di colpire, c’è sempre quel momento in cui devi decidere se attaccare la bandiera e provare a mettere la palla in asta, davvero vicino. Cristiano Brambilla, a quanto pare, non è uno che ama giocare corto. Il ferro 6, quello delle sue tre hole in one, è ancora in sacca. E il suo prossimo par 3 si chiama Club Deal Milano.
Per info: info@reflip.it – www.reflip.it
Club Deal Milano: Mr. Hole in One