Il golf è in un trend positivo, e non solo oltreoceano ma in tutto il mondo. Alla base di questa crescita c’è un elemento chiave: il turismo con la sacca al seguito.

Da oltre vent’anni Golf & Turismo prende parte a gennaio alla fiera golfistica numero uno del mondo, il PGA Show di Orlando, in Florida.

Il PGA Show 2024

Un appuntamento imperdibile per chi opera nel settore che quest’anno ha visto presenti oltre mille espositori e un numero record di partecipazione che non si vedeva dal 2017.

Circa 30mila professionisti, imprenditori, rivenditori, media e opinion leader provenienti da 84 paesi si sono dati appuntamento all’Orange County Convention Center per la 71esima edizione della fiera che segna l’inizio della stagione per l’industria del golf. 

Sull’onda del recente successo della Ryder Cup non poteva mancare ovviamente anche il nostro di Paese.

L’Italia al PGA Show

Sotto il coordinamento dell’ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, presente con il progetto Italy Golf & More, a Orlando c’erano anche alcuni consorzi creati per promuovere specifiche aree golfistiche.

Tra questi Torino Golf Destination e Como Lake Golf Destination, il Convention Bureau Roma e Lazio e altri prestigiosi resort, il Garda Hotel San Vigilio Golf e il Rocco Forte Verdura Resort.

Già dal primo dei tre giorni di fiera sono stati tantissimi gli addetti ai lavori che si sono avvicinati con enorme interesse allo stand italiano, in cerca di informazioni sui nostri golf club e sulle opportunità di vacanza nella nostra Penisola. 

Alcuni dati emersi a Orlando

Giusto per chiarire la portata dei soli contatti americani raccolti al PGA Show, negli Stati Uniti, secondo l’ultimo report della National Golf Foundation, gli appassionati al nostro sport sono 45 milioni.

Una cifra che comprende sia i giocatori effettivi (26,6 milioni) sia coloro che si sono avvicinati al nostro sport attraverso forme più ludiche, quali Topgolf, Drive Shack e Popstroke (18,4 milioni), per un impatto economico diretto di 101,7 miliardi di dollari. 

Il golf sta volando, e non solo oltreoceano ma in tutto il mondo. Alla base di questa nuova ventata positiva, c’è un elemento chiave, il turismo con la sacca al seguito.

Il turismo golfistico: la chiave

Secondo un recente studio effettuato da ResearchAndMarkets.com, una delle principali fonti mondiali di ricerche di mercato internazionali, si prevede che il business legato al turismo golfistico raggiungerà entro il 2030 i 41,87 miliardi di dollari.

Nel 2021 erano 21.74 miliardi, registrando un CAGR (il tasso di crescita annuale composto, ovvero il tasso medio di crescita dei ricavi, delle vendite o degli investimenti nel tempo) del 7,6% nel periodo di previsione. 

I numeri del golf nel mondo

L’ultimo report della Royal & Ancient calcola che al mondo (escluso Stati Uniti e Messico) i golfisti attivi siano 61,2 milioni.

Se la matematica non ci inganna quindi, stiamo parlando di ben oltre 80 milioni di appassionati che, dopo la pandemia, hanno letteralmente dato sfogo alla loro passione.

l turismo golfistico è diventato uno dei settori a più alta crescita dell’industria del turismo in tutto il mondo, apportando entrate sempre più elevate all’intero movimento e alle economie dei rispettivi paesi.

Il golf quindi come mezzo per promuovere il turismo, ovvero quello che anche noi, in prima persona, abbiamo visto in grande stile ospitando la Ryder Cup, che in Italia ha chiuso un’annata record per giri giocati.

Con oltre 400 strutture e 150 campi con almeno 18 buche non abbiamo nulla da invidiare a nessuno in tema di offerta golfistica.

Se poi aggiungiamo la nostra storia, cultura, bellezza paesaggistica e architettonica e che siamo imbattibili per la qualità dell’offerta enogastronomica, possiamo solo fare una cosa: giochiamoci l’Italia, è la nostra carta vincente.