La storia di Gary Woodland, tornato a vincere sul PGA Tour dopo sette anni domenica scorsa allo Houston Open, è uno straordinario esempio di forza, determinazione e resilienza.

È la vicenda di un ragazzo che, colpito da un terribile male, un tumore al cervello, è riuscito a superare una delicata operazione e a tornare a fare ciò che ama maggiormente, giocare a golf e, soprattutto a vincere, sconfiggendo prima dei suoi avversari la paura e lo stress di anni terribili che lo hannno segnato profondamente.

È la storia della rinascita di un campione amatissimo dalla gente sin dai tempi del college, capace nel 2019 di vincere lo U.S. Open nientemeno che nel tempio di Pebble Beach, mettendo in fila tutto il meglio del golf mondiale.

La vittoria allo U.S. Open

Proprio dopo quella storica vittoria, il 16 giugno 2019, raggiunse la punta più alta della sua carriera, il 12° posto del World Ranking. Domenica, prima di alzare il trofeo dello Houston Open, Woodland occupava la 139esima piazza, conseguenza di anni difficili trascorsi a riprendersi dall’operazione. Il successo apre un nuovo capitolo della sua vita, non solo sportiva, la rinascita di un uomo che ha lottato con tutte le sue forze per tornare alla normalità della sua vita quotidiana, ovvero il golf giocato.

A 41 anni, al Memorial Park Municipal Golf Course di Houston, Woodland si è preso la sua rivincita sul destino, portandosi a casa il quinto titolo in carriera sul PGA Tour, il primo dopo quello indimenticabile di Pebble Beach, è balzato al 51° posto nel World Ranking e ha automaticamente conquistato un posto per il 90° Masters, in programma settimana prossima.

I movimenti tra i Top 10

È suo l’incremento più importante di questa settimana nella classifica mondiale, mentre tra i Top 10 si registra il passaggio dal 6° al 5° posto di Matt Fitzpatrick ai danni di Xander Schauffele, così come quello di Chris Gotterup, che scavalca Russell Henley prendendosi la nona piazza.

Tutto identico nel podio mondiale, con Scottie Scheffler primo, Rory McIlroy secondo e Cameron Young terzo, seguito al quarto posto da Tommy Fleetwood.

Continua l’ascesa del mancino Akshay Bhatia che passa dalla 22esima alla 20esima posizione (a fine 2025 era numero 45 del mondo), in rialzo le quotazioni anche dell’australiano Min Woo Lee, 25°, con sei posizioni conquistate rispetto alla settimana precedente.

Salgono Francesco Molinari e Manassero

Lato DP World Tour, bel salto in avanti di Alex Fitzpatrick, fratello di Matt, vincitore dell’Indian Open a Nuova Delhi davanti allo spagnolo Eugenio Chacarra, che passa dal 196° al 136° posto.

Buone notizie anche in Casa Italia, con i due ottimi piazzamenti di Francesco Molinari e Matteo Manassero, rispettivamente sesto e nono all’Indian Open. Per Chicco continua l’ascesa nel World Ranking: chiuso al 435° posto il 2025, in soli tre mesi il campione Open Championship 2019 ha recuperato ben 182 posizioni e occupa ora il 253° posto. Bene anche Manassero, che scala di 19 posizioni rispetto alla scorsa settimana e sale al 243° posto. Primo azzurro al mondo resta Francesco Laporta, numero 179, l’unico dei nostri tra i primi duecento.