A poche settimane dalla separazione con il LIV Golf, Brooks Koepka ha ufficialmente presentato domanda di reintegro nel PGA Tour, secondo quanto riportato per primo da ESPN. Un colpo carico di tensione, potente, simbolico e potenzialmente decisivo.
Il cinque volte campione major aveva imboccato la strada del LIV nell’estate del 2022, diventando uno dei volti più luccicanti del circuito saudita. E, paradossalmente, è stato proprio lui a firmare il colpo più pesante nella storia della lega rivale: la vittoria del PGA Championship 2023, prova vivente che si poteva cambiare campo e restare competitivi ai massimi livelli.
Eppure, nonostante un contratto a nove cifre, Koepka non ha mai davvero indossato i colori del LIV fino in fondo
Mai una divisa di squadra, mai un’adesione totale. Al Masters del 2023 arrivò persino ad ammettere che, se il suo fisico e il suo gioco fossero stati in condizioni migliori l’anno prima, forse non avrebbe mai lasciato il Tour.
La frustrazione di Koepka è spesso uscita dal rough: critiche aperte alla difficoltà del LIV nel conquistare pubblico e rilevanza, un distacco emotivo sempre più evidente. Così, pur avendo ancora un anno di contratto, l’addio è arrivato pochi giorni prima di Natale.
Ora resta da capire come verrà giocata questa buca di ritorno.
Il PGA Tour ha storicamente inflitto squalifiche di un anno ai non membri che hanno partecipato agli eventi LIV, ma alcuni ex giocatori hanno parlato di penalità più lunghe. Il caso Koepka, però, è diverso. A differenza di Bryson DeChambeau e Phil Mickelson, Brooks non ha mai fatto causa al PGA Tour, evitando uno strappo che ancora oggi pesa nei rapporti interni. Inoltre, è considerato in ottimi rapporti con molti big del Tour, Rory McIlroy su tutti, che recentemente si è espresso a favore di un suo rientro.
Ma questa non è solo la storia di un giocatore che chiede di tornare in campo: è un possibile turning point nella guerra civile del golf professionistico.
LIV resta economicamente potente e spinge per il riconoscimento nel World Ranking ma dopo lo stallo nei colloqui con il Public Investment Fund saudita nella primavera del 2025, ai piani alti del PGA Tour cresce la sensazione di avere il controllo del match. L’idea è chiara: al di fuori di Rahm (per l’integrità competitiva), DeChambeau (per l’appeal commerciale) e Koepka (per il pedigree nei major), non c’è grande voglia di riaccogliere altri “liviani”. Portarne via uno da questo triumvirato potrebbe essere un colpo da KO per la lega saudita.
La decisione finale, secondo più fonti citate da Golf Digest, spetterà al nuovo CEO del PGA Tour, Brian Rolapp, che si confronterà con il Future Competition Committee guidato da Tiger Woods e con il policy board del Tour.
Koepka arriva a questo bivio dopo un 2025 frustrante: tre tagli mancati su quattro major e una classifica mondiale che lo vede fuori dalla top 200.
Ma i major, si sa, riconoscono la memoria dei campioni: grazie all’esenzione quinquennale per la vittoria del PGA Championship 2023, Brooks sarà ancora al via di tutti i grandi tornei quest’anno.
Il talento non si discute, il carattere nemmeno. Resta da capire se il PGA Tour deciderà di riaprire i suoi cancelli. Se accadrà, il ritorno di Brooks Koepka non sarà solo una storia di redenzione sportiva, ma uno swing capace di cambiare l’equilibrio dell’intero campo da gioco.
PGA Tour: il possibile ritorno di Koepka