Ho passato quarant’anni a seguire il golf professionistico tra cui ovviamente ogni edizione del Masters. Ma quali sono stati davvero per il pubblico i trionfi più entusiasmanti ottenuti ad Augusta in queste ultime quattro decadi?

L’epica e drammatica vittoria di Rory McIlroy lo scorso anno al Masters ha rappresentato molte cose: la sua prima sospiratissima Giacca Verde in carriera, il primo major dopo quasi undici anni dall’ultimo successo e, soprattutto, il completamento del ‘Career Grand Slam’, sesto uomo nella storia del golf a riuscirci e primo europeo in assoluto. In sintesi, una delle vittorie più popolari nella storia del major georgiano.

Ma possiamo davvero considerare quella di Rory la più popolare di tutte quelle viste negli ultimi quarant’anni? Ricordatevi che qui si parla di popolarità della vittoria a livello di pubblico, non della grandezza dell’impresa in sé. Proviamo a identificare quali sono stati in cinque trionfi più amati dai fan nelle ultime quattro decadi. 

5o: Jack Nicklaus 1986

Era il mio primo anno nel giornalismo golfistico e non seguii il Masters dal vivo, ma quella fu senza ogni dubbio una vittoria amatissima dai fan di tutto il mondo. Un ultra quarantenne che gira in 30 colpi le ultime nove buche dell’Augusta National per conquistare una storica sesta Giacca Verde non può che essere materia da leggenda. Eppure Jack Nicklaus non è mai stato il giocatore più caloroso o espansivo del pianeta, anzi. Un po’ come i New York Yankees, la sua grandezza costante finiva quasi per ridurre il fattore simpatia.

4o: Tiger Woods 1997

Come, solo quarto? Sì, lo so, molti di voi non saranno d’accordo. Ma ascoltatemi. Il Tiger Woods del 1997 era un giovane fenomeno che ci incuriosiva, ci stupiva e affascinava, ma con cui i tifosi di golf non avevano ancora creato un legame personale e viscerale come accadde poi negli anni successivi. Neanche lontanamente. Quel Masters fu una dimostrazione magistrale di dominio assoluto, con Woods che demolì campo e avversari inaugurando una nuova era del golf moderno. Tuttavia le emozioni più forti si videro tra Tiger e suo padre Earl, non tra Tiger e il pubblico.

3o: Tiger Woods 2019

Ok, ora mi preparo alle critiche, perché qui la classifica si fa davvero serrata. Ero presente a quel Masters e l’energia che si respirava dalla buca 12 in poi era semplicemente incredibile. Il ritorno più straordinario, una storia di rinascita, una redenzione enorme: tutto c’era. Però mancava una cosa: se Tiger avesse perso, credo che i fan del golf non sarebbero stati devastati, solo molto delusi. Aveva già quattro Masters all’attivo e 14 major. E diciamolo: alcune persone semplicemente non amavano Tiger. Non molte, ma qualcuno sì.

2o: Rory McIlroy 2025

Sono stato molto, molto, MOLTO tentato di metterla al primo posto, ma poteva essere considerato solo come l’effetto di un ricordo ancora vivo. Non c’è dubbio però che sia stata una vittoria celebrata dagli appassionati in ogni angolo del pianeta, anche se caotica e assurda oltre ogni immaginazione per come è arrivata. I motivi sono tanti: l’angoscia che ogni golfista conosce bene, il completamento dell’ultimo tassello mancante nel suo palmarès, i vantaggi clamorosamente sprecati e poi incredibilmente recuperati. Gli appassionati di golf vivono il Masters di McIlroy in modo molto personale. E il fatto che sembrasse aver perso il torneo più volte nel finale, per poi vincere allo spareggio, con quella reazione emozionante, ha reso tutto ancora più memorabile.

1o: Phil Mickelson 2004

Proprio come McIlroy, il Phil Mickelson pre LIV era uno dei grandi beniamini del pubblico. A differenza di Rory però, nel 2004 non aveva ancora vinto un major ma vantava una serie infinita di dolorose sconfitte – quelle che fanno male ma che rendono quel giocatore ancora più amato dal pubblico. In più il suo stile di gioco era spettacolare e conquistava tutti. Essere sul campo nell’ultimo giro fu qualcosa di unico. Non si trattò solo del gioco espresso da Mickelson nelle seconde nove buche, del birdie decisivo alla 18 e del suo salto. Fu la gioia pura che seguì quel trionfo. Molto tempo dopo la premiazione, la gente vagava ancora sul campo, senza voler andare via, come per continuare a gustarsi quel momento leggendario.

(Fonte GolfDigest. Articolo di E. Michael Johnson)