Saper aspettare è una conquista che si raggiunge solo con il tempo, l’esperienza e un paziente lavoro su sé stessi.

Chi ha sviluppato questo talento dà prova di aver raggiunto un importante grado di evoluzione personale.

Presuppone autocontrollo, tolleranza alla frustrazione, temperanza e capacità di vedere la realtà nella giusta prospettiva. E Rory McIlroy sembra aver tatuato nel suo DNA questo pensiero.

Il campione nordirlandese torna laddove era stato fino al settembre del 2015.

Diventato sempre più consapevole delle proprie capacità, con pazienza e tenacia, si è ripreso il posto che gli spetta di diritto diventando nuovamente il numero uno del golf mondiale, spodestando il non troppo amico e rivale Brooks Koepka.

La storia dell’Official World Golf Ranking è lunga 34 anni e risale al 6 aprile del 1986, anno della sua fondazione.

La spinta per la creazione venne dal comitato del Royal and Ancient Golf Club of St Andrews, che negli anni Ottanta si accorse che il sistema che adottava, ovvero mandare gli inviti per l’Open Championship analizzando ogni Tour singolarmente, stava portando all’esclusione di sempre più giocatori di alto livello.

Una spinta è arrivata anche dal manager sportivo Mark McCormack, che diventò il primo presidente del comitato internazionale a sovrintendere la creazione della classifica.

Dal 1986 il metodo di calcolo della classifica è molto mutato. Inizialmente veniva calcolata su un periodo di tre anni, con il punteggio dell’anno in corso moltiplicato per quattro, quello dell’anno precedente per due e quello di due anni prima lasciato inalterato.

Tutti i tornei facenti parte dei Tour professionistici ed alcuni a inviti erano classificati in categorie, che andavano da “tornei major” (il cui il vincitore riceveva 50 punti) ad “altri tornei” (il cui il vincitore riceveva un minimo di 8 punti).

All’inizio dell’aprile 1989 la classifica venne cambiata e basata sulla media punti per torneo giocato invece che sulla somma complessiva.

Questo per riflettere meglio il valore di alcuni giocatori (specialmente quelli di età più avanzata) che giocavano meno tornei di altri, ma dimostravano nei tornei major che la loro classifica era sottostimata.

Ad esempio, Tom Watson tra il 1987 e il 1989 si era piazzato tra i primi 15 in otto tornei major, ma con il sistema dei punti complessivi figurava solo in quarantesima posizione.

Con il sistema della media punti risalì alla ventesima. Fu escogitato anche un nuovo sistema per determinare il “peso” di ogni torneo, basato sul valore complessivo dei partecipanti valutato con la classifica precedente all’avvio del torneo.

Ai tornei major fu comunque garantito il massimo di 50 punti per il vincitore, mentre tutti gli altri potevano arrivare ad un massimo di 40 se tutti i migliori 100 del mondo fossero stati presenti.

In pratica, il risultato è che la maggior parte dei tornei del PGA Tour si assesta attorno ai 25 punti per il vincitore, quelli dell’European Tour attorno ai 18 e quelli del Japan PGA Tour attorno ai 12. Nel 2007 poi il sistema è stato nuovamente cambiato.

Inizialmente solo il comitato di torneo del Royal and Ancient Golf Club usò la classifica per scopi ufficiali; il PGA Tour la riconobbe nel 1990 e nel 1997 lo fecero anche tutti gli altri principali Tour.

TURNBERRY – JULY 20 : Greg Norman of Australia walks onto the 18th green with Bernhard Langer of Germany in readiness to receive the claret jug for winning the British Open played at Turnberry Golf Club on 20th July 1986 in Ayrshire, Scotland. (Photo by Brian Morgan/Getty Images)

Il ranking, che in precedenza era titolato da Sony, in quell’anno prese il nome di Official World Golf Ranking, la cui sede si trova a Virginia Water nel Surrey, in Inghilterra.

Nel corso di questi 34 anni sono 23 i top player che si sono succeduti sul gradino più alto del podio.

A fare da apripista fu Bernhard Langer, seguito da Severiano Ballesteros che sostituì il campione tedesco poco dopo l’introduzione della classifica e quindi duellò per la leadership con Greg Norman per tre anni, fino a quando Nick Faldo prese il suo posto come principale rivale di Norman.

Ian Woosnam e Fred Couples si alternarono al primo posto varie volte tra il 1991 e il 1992, prima del ritorno al comando di Faldo durato fino al 1994, quando il leader divenne Nick Price.

Greg Norman tornò al comando nel 1995 e 1996, quindi, dopo una sola settimana in cui il primato andò a Tom Lehman.

Nel 1997 iniziò il dominio di Tiger Woods, che durò fino al 2005, con brevi interruzioni a vantaggio di Ernie Els e David Duval.

Nel settembre 2004 Vijay Singh diventò il dodicesimo numero 1 alternandosi con il Fenomeno diverse volte nel corso del 2005 quando Woods, alla fine, riprese il largo fino al 2010.

Nemmeno a dirlo, è Tiger l’uomo dei record.

È stato il più giovane giocatore a raggiungere la vetta all’età di 21 anni e 167 giorni, era il 15 giugno 1997.

Nel 2008 ha raggiunto la straordinaria impresa di mantenere il primato per tutto l’anno dopo la sua vittoria al playoff dello U.S. Open contro Rocco Mediate, nonostante non abbia gareggiato per più di sei mesi a causa dell’intervento al ginocchio.

Ma non è tutto. Il campione californiano ha segnato il record per la media punti più alta il 3 giugno 2001, quando ha chiuso la settimana con una media di 32,44 (1.459,64 punti ottenuti in 45 tornei).

Detiene inoltre il primato del maggior numero di settimane consecutive al primo posto (281, dal 12 giugno 2005 al 30 ottobre 2010), e di settimane totali (683), seguito da Greg Norman (331).

Infine, Woods è tornato numero 1 del mondo per 11 volte insieme a Greg Norman.

Dopo di loro, Rory McIlroy è stato re del mondo per sette volte, Seve Ballesteros, Justin Rose e Dustin Johnson cinque, Nick Faldo, Luke Donald, Jordan Spieth e Brooks Koepka quattro, Ernie Els, Vijay Singh e Jason Day tre volte ciascuno.

Ora è il momento di Rory McIlroy. Nell’anno dell’Olimpiade e della Ryder Cup in casa degli avversari americani, Rory non vuole lasciarsi trovare impreparato bramando con ancora maggiore intensità quello che è e resta il principale obiettivo ormai da diverse stagioni: indossare la Giacca Verde e fare il suo primo Grande Slam.


I 23 numeri uno del mondo e le rispettive settimane di dominio dal 1986 a oggi