Questo del 2019 sarà il mio terzo Masters. Dopo averlo visto da semplice spettatore nel 2015, ho avuto lo scorso anno, grazie a Golf & Turismo, la possibilità di diventare il loro inviato speciale sul campo.

Paragono l’esperienza di Augusta a quella del Grande Fratello, non certo per le dinamiche, bensì per la difficoltà di trasmettere le emozioni provate e tentare invano di descriverne l’unicità.

ll Masters è uno di quei posti dove se non ci sei mai andato, non potrai mai capire perché è considerato il torneo più affascinante del mondo.

Ma non per questo non vi coinvolgerò anche quest’anno con delle dirette dal Media Center o per le strade della Georgia.

Anzi, in accordo con il mio Direttore, premieremo colui che indovinerà il vincitore e il risultato, o che comunque ci si avvicinerà di più.

Per presentarvi in maniera originale il torneo, ho voluto realizzare uno speciale glossario, abbinando ogni lettera al major per antonomasia, nella speranza che possiate incuriosirvi a leggerlo.


A come Augusta – Fondamentalmente un paesino che può essere paragonato a una qualsiasi cittadella nostrana, con la piccola differenza che nella settimana del Masters, tutto costa mediamente dieci volte di più.

A (seconda) – Non posso non menzionare il famosissimo Amen Corner. Coniato da Herbert Warren, nel 1958, stava ad indicare quel trittico di buche che vanno dalla 11 alla 13, dove una bella preghiera speranzosa avrebbe potuto aiutare i giocatori.

B – BEATO chi riesce ad aggiudicarsi uno dei 50.000 biglietti, che vengono messi ad estrazione, dopo che ci si è registrati sul loro sito. Pensate che vengono addirittura messi in mezzo gli avvocati, per volturare i diritti della ex moglie o marito al nuovo compagno/a.

C – Sarebbe stata la consonante più adatta per essere estratti fra i media a giocare sul campo il lunedì, ma poi oltre che tatuato, sarei divenuto pure maleducato e avrei rischiato di non poter più raccontarvi il torneo.

D – Come non pensare al Dustin (Johnson) numero 1 al mondo, forse l’unico per carisma e potenza che si può avvicinare al Tiger invincibile. E pensate che in un’intervista ha appena dichiarato che da poco ha scoperto il lavoro sodo e la voglia di diventare il più forte di tutti… Andiamo bene.

E – Eccentrici, ovvero tutti quei tifosi che girano per cinque giorni all’Augusta National, vestiti come bandiere umane o addirittura come se dovessero giocarlo. Se pensate di vedere solo gente in giacca e cravatta, vi sbagliate, il Masters è molto democratico.

F -Food & Beverage. Chi pensa al Masters come un torneo dove spendere per un panino e birra decine di dollari, si sbaglia alla grande. Pensate che nonostante i prezzi siano bassissimi, il fatturato giornaliero raggiunge cifre mostruose.

G – Green Jacket. La Giacca Verde è il simbolo per antonomasia dell’Augusta National. Ad avere il diritto di indossarla sono i soci o i vincitori del Masters. Tre differenti misure di giacche sono pronte per essere adattate al vincitore.

H – Hotel. Se avete tempo, andate su di un qualsiasi motore di ricerca per hotel. Guardate i prezzi per un qualsiasi periodo dell’anno e confrontateli con quelli della settimana “incriminata”… tranquilli, non avete letto male. Uno squallido 2 stelle, che normalmente costa 50 dollari a notte, passa piacevolmente (si fa per dire) a 600 a notte. Soluzione? Fare come il sottoscritto e andare a Columbia (North Carolina) pagando un 4 stelle 800 dollari per tutta la settimana, e improvvisamente i 100 chilometri che mi separano dall’Augusta National non saranno un problema…

I – Idiosincrasia, probabilmente è il vero stato d’animo di tutti i giocatori, ogni volta che devono affrontare un putt ad Augusta, a prescindere dalla sua lunghezza.

J – Jason, Justin, Jordan, il primo (Day) non l’ha mai vinto, pur piazzandosi secondo nel 2011 e terzo nel 2013. Il secondo (Rose) lo è in tutti i sensi. Infatti l’inglese è arrivato secondo dopo Jordan nel 2015 e dopo Garcia nel 2017. Spieth nel triennio 2014-2016 è arrivato due volte secondo e lo ha vinto nel 2015, senza dimenticare che all’inizio dell’ultimo giro del 2017 era a soli due colpi dalla vetta. Cosa aggiungere?

K – “Kuuuuuuch”, ovvero il verso che fanno tutti gli spettatori all’arrivo del forte Matt Kuchar. Americano, quasi 40 anni, ogni anno viene dato tra i favoriti per la vittoria. Gentile e disponibile con tutti…vai Kuuuuuch!

L – Langer, l’unico tedesco che ha nell’armadio di casa due Giacche Verdi (1985 e 1993). L’inossidabile Bernhard ha giocato 34 Masters in carriera e vanta oltre ai due titoli 9 Top Ten, l’ultimo nel 2014, mica male per un baldo sessantenne…

M – Members. Chi pensa ad Augusta come un club da migliaia di soci, si sbaglia. I soci sono 300 e li riconosci durante il Masters perchè indossano la Green Jacket. Tra di loro figure di spicco come Warren Buffett, Bill Gates e dal 2014 anche Condoleeza Rice, la prima donna a essere accettata come socio. Non è vero che il vincitore del Masters diventa automaticamente socio, cosi come il fee d’ingresso come member, se accettati, non arriva a cifre impossibili, cioè 50.000 dollari. Cifra importante, ma molto distante da club privati sparsi in giro per il mondo.

N – Non si vede neanche uno straccio di sponsor o logo diverso da quello del Masters in  tutto l’Augusta National. Pensate che nonostante Mercedes-Benz, IBM e AT&T paghino in qualità di patron rispettivamente quasi dieci milioni dollari, nessuno spettatore dal campo vedrà mai il loro brand.

O – Segui le regole o ti cacciano via. Se lo ricorderà bene un dirigente della AT&T, il quale fregandosene del divieto di portare il cellulare, al tee della 11, una volta sfoderato il suo smartphone, è stato allontanato immediatamente, con ritiro dei pass settimanale e comunicazione alla sua azienda.

P – Patrons, cosi vengono chiamati i 50.000 spettatori giornalieri, numero che cresce fino a 60.000 durante il weekend.

Q – Quanto sei forte Chicco Molinari… sono rimasto stupito delle tue capacità e cortesia. Certo che arriverà anche per te il momento di indossare la Green Jacket, daje…

R -Roma-Atlanta-Augusta, 12 ore di volo con scalo, 2 ore e 30 di macchina per arrivare nel famoso “Place to be”. Costo del viaggio oltre i milleduecento euro, hotel escluso.

S – Come Shopping… Difficile non entrare almeno una volta al giorno in uno dei megastore che si trovano all’interno dell’Augusta National. Ogni pretesto è buono per riportare a casa un ricordo o spesso una richiesta da parte di un golfista addicted. Pensate che ci sono addirittura persone che acquistano i biglietti d’ingresso per il lunedì e martedì solo per fare il carico di merchandising e rivenderselo poi su Ebay o Amazon a prezzi asssurdi. Ed ecco che un cappello da 30 dollari lo trovi a 80 o addirittura 100. Ho persino visto in vendita le buste di plastica, che sono totalmente gratuite e che vengono usate per metterci dentro ciò che acquisti.

T – È scontato dedicare questa lettera al mio supereroe per antonomasia, Tiger Woods. La speranza è che nel mese che divide la stesura di questo articolo dal Masters la schiena della Tigre non ci rifaccia brutti scherzi, cancellandolo dal suo major preferito.

UUn po’ di numeri dei famosi merchandising stores che si trovano in giro per il campo:

800 dipendenti (oltre 2.000 in tutta la manifestazione).

450 sono i dollari che mediamente ogni spettatore spenderà nella settimana.

45 milioni di fatturato, con un ricarico medio del 65%.

V – Vision, la base di ogni progetto americano. Quella del Masters, coniata da Clifford Roberts nel 1951 dice: “Tutto quanto riguarda l’Augusta National Golf Club e il Masters deve essere il massimo. Se non lo è allora bisogna migliorare ogni anno fino a farlo diventare perfetto”.

W – “What the hell”. Questa è senza dubbio la prima espressione che viene da dire entrando nel Media Center, riservato ai giornalisti. Non soddisfatti per quello precedente, in meno di undici mesi e con una spesa di oltre cinquanta milioni di dollari è stata costruita una sala stampa a 5 stelle, per la fortuna di tutti i giornalisti accreditati.

X – A differenza di tutti voi, che ogni domenica avete la possibilità durante la gara di segnare una bella “X” e passare alla buca successiva, qui si vedono (e pure spesso) scene drammatiche. Come dimenticare i 7 putt di Ernie Els lo scorso anno… piangevo per lui.

Y – Come Yards. Ecco, in cinque giorni di camminate dentro l’Augusta National sono ben 109.300 (100 chilometri) e 5.000 calorie, facilmente recuperabili con uno dei loro snack brandizzati Masters!

Z – Buzzz. Sì, è vero, comincia con la B ma è la tripla Z a dare il senso a questa strategia di marketing non convenzionale, che vuole raggiungere come obbiettivo quello di accrescere le conversazioni di un prodotto o evento per farlo ricordare e quando si parla del Masters… buzzzzzz!