Cerchiamo di fare chiarezza sullo stato attuale nel quale verte l’intero mondo del golf. Parto con il dire che, nel bene e nel male, il LIV Golf ha cambiato il panorama del professionismo per il prossimo futuro. Gli ingenti investimenti sauditi hanno portato a un Tour separatista che avvantaggia solo pochi. Nel frattempo, la partnership tra il LIV Golf Investments e l’Asian Tour fornisce un programma solido con premi in denaro che permettono a tutti i suoi membri di guadagnarsi da vivere per gli anni a venire.

Nel Ladies European Tour, i tornei supportati dall’Arabia Saudita cubano il 40% dell’intero montepremi di quest’anno (a esclusione dei major), una solida base di reddito per le proette.

Ma come sarebbe il mondo del golf in rosa se il LIV Golf decidesse di entrarvi di prepotenza accaparrandosi le più forti giocatrici del pianeta?

A breve, spero sinceramente che non si arrivi a quel punto. LPGA e LET hanno attualmente un buon rapporto di lavoro con il Saudi Golf e mi piacerebbe che questo equilibrio si potesse mantenere nel tempo. L’LPGA non è una società da miliardi di dollari come la sua controparte maschile e non avrebbe le finanze per poter competere con un fondo saudita. C’è però un altro fattore che entra in gioco ed è molto più forte di quello dei professionisti uomini: le diverse nazionalità presenti al vertice del World Ranking. Mentre nell’ordine di merito maschile i primi 50 sono per la maggior parte americani, la nostra classifica è ricca di bandiere provenienti da tutto il mondo rendendo sia il massimo circuito americano che quello europeo molto più globale rispetto a un PGA Tour.

Un altro aspetto che mi ha colpito dei miei colleghi è la motivazione di ingresso al LIV Golf, che darebbe loro la possibilità di conciliare con più facilità lavoro e famiglia. Qui spezzo nuovamente una lancia a favore delle donne. Sappiamo come la nostra realtà sia notevolmente diversa e immaginate come cambierebbero le competizioni se le donne sapessero che con poche stagioni fosse garantito loro un reddito sufficiente per prendere in considerazione la possibilità di andare in pensione in anticipo e mettere su famiglia, e nel frattempo, continuare a giocare con un carico di eventi minore. Nella realtà dei fatti invece molte proette faticano a sbancare il lunario mentre si è in viaggio con un bambino e sono costrette a limitare i tornei perdendo punti preziosi per la classifica mondiale.

Allo stato attuale la Superlega araba è controversa per due ragioni principali: la moralità della fonte di reddito che mira a fratturare il golf professionistico e il format di gioco. Detto questo, capisco il punto di vista del LIV Golf e quanto cerchi di farsi strada. Non possiamo poi dimenticare che parte della campagna mediatica contro la parte saudita è stata creata ad hoc perché minaccia lo status quo del PGA Tour. Perché prima che uscisse questo caso di stato nessuno si è opposto al coinvolgimento saudita nel golf?

Per ora, la mia esperienza con il Saudi Golf è stata positiva. Eventi con un buon montepremi, efficienza e ottimi servizi offerti alle giocatrici e percorsi di alto livello, che elevano la qualità dell’esperienza sia per noi giocatrici che per il pubblico. 

La mia speranza è che si possa continuare a mantenere questo equilibrio dando visibilità sia al LET che all’LPGA Tour mostrando noi giocatrici come un buon modello da seguire. Forte, indipendente e che non si piega al vile denaro ma mantiene ben saldo il desiderio di primeggiare e competere in tutti i livelli con grandi sacrifici.