La stagione del DP World Tour arriva al suo momento decisivo. Da giovedì 22 a domenica 25 ottobre, il Genesis Championship porta il grande golf internazionale in Corea del Sud, sul percorso del Woo Jeong Hills Country Club di Cheonan, per l’ultimo appuntamento della fase Back 9 e l’ultima occasione per definire gli equilibri in vista dei playoff della Race to Dubai.
Il torneo, nato nel 2017 e diventato dal 2024 una competizione in co-sanction tra DP World Tour e KPGA Tour, mette in palio un montepremi complessivo di quattro milioni di dollari. Il campo riunisce 126 giocatori, con 90 rappresentanti del circuito internazionale e 36 provenienti dal tour sudcoreano. Una combinazione che conferma la vocazione globale della manifestazione e il suo ruolo nella crescita del golf asiatico.
Chacarra guida la corsa alla Race to Dubai
L’uomo più atteso è lo spagnolo Eugenio Chacarra, arrivato in Corea del Sud sulla scia della vittoria conquistata la scorsa settimana al DP World India Championship. Il successo in India ha rappresentato il terzo trionfo stagionale per il ventiseienne, protagonista di un finale di stagione in crescendo dopo i successi ottenuti anche al KLM Open e al DS Automobiles 83° Open d’Italia.
Il suo momento di forma lo proietta al centro della corsa all’Harry Vardon Trophy, il riconoscimento assegnato al numero uno della stagione del DP World Tour. Con Patrick Reed e Rory McIlroy assenti questa settimana, Chacarra ha l’opportunità di rafforzare ulteriormente la propria posizione prima degli ultimi due appuntamenti dell’anno.
Tra i principali avversari figura il sudafricano Casey Jarvis, già vincitore di due tornei nel 2026 e quarto nella classifica stagionale. Un successo che gli permetterebbe di avvicinarsi sensibilmente alla vetta e di presentarsi ai playoff con ambizioni ancora più importanti. Attenzione anche al neozelandese Ryan Fox, campione Open Championship e attualmente sesto nella Race to Dubai, oltre che al connazionale Daniel Hillier e al danese Jacob Skov Olesen.
Lee difende il titolo, la Corea sogna in grande
Il pubblico di casa avrà diversi motivi per seguire da vicino il torneo. Il campione in carica Junghwan Lee torna sul luogo del suo successo del 2025 con l’obiettivo di diventare il primo giocatore capace di vincere due edizioni consecutive del Genesis Championship.
Dodici mesi fa, Lee si impose con un ultimo giro da 64 colpi, sette sotto il par, recuperando quattro lunghezze ai leader e chiudendo con tre colpi di vantaggio. Quella vittoria gli garantì la tessera del DP World Tour e l’accesso all’Abu Dhabi Championship.
Il compito non sarà semplice, anche perché il gruppo dei giocatori sudcoreani comprende due protagonisti di primo piano come Si Woo Kim e Sungjae Im, entrambi reduci dall’esperienza alla Presidents Cup. Kim, in particolare, arriva con un curriculum internazionale di rilievo e la possibilità di inseguire il primo titolo professionistico sul suolo di casa sul DP World Tour.
Saranno 39 i giocatori sudcoreani al via, in un campo che comprende rappresentanti di 25 nazioni. La presenza di tanti protagonisti locali rafforza il legame tra il torneo e il movimento golfistico nazionale, offrendo ai giocatori del KPGA Tour l’occasione di confrontarsi direttamente con alcuni dei migliori interpreti del circuito internazionale.
La battaglia per la carta del 2027
Oltre al titolo, il Genesis Championship rappresenta uno snodo fondamentale per il futuro professionale di numerosi giocatori. Al termine della gara, i primi 100 classificati della Race to Dubai avranno la certezza di conservare i diritti di gioco sul DP World Tour per la stagione 2027.
La soglia è stata abbassata rispetto ai primi 110 previsti nella passata stagione, rendendo la lotta ancora più serrata.
Tra i giocatori sotto pressione c’è anche Matteo Manassero, attualmente al 98° posto della graduatoria. Il veronese, cinque volte vincitore sul DP World Tour, dovrà difendere la propria posizione per evitare di complicare il percorso verso la conferma della carta. Nella stessa zona della classifica si trova lo scozzese David Law, mentre lo svedese Sebastian Söderberg è appena fuori dalla top 100 e ha bisogno di una prestazione importante.
Per chi chiuderà tra il 101° e il 110° posto sarà disponibile uno status condizionato, mentre gli altri giocatori dovranno valutare anche il percorso della Qualifying School per riconquistare l’accesso al circuito.
Gli Italiani
Oltre a Manassero, presenti in Corea del Sud anche Filippo Celli, Francesco Laporta, Gregorio De Leo, Stefano Mazzoli e Renato Paratore. De Leo è attualmente il migliore nel ranking europeo, la sua 45° posizione gli garantirebbe l’accesso all’ultimo appuntamento dell’anno, il DP World Tour Championship, riservato ai primi 50 della Race To Dubai. Al 55° e 56° posto troviamo Francesco Laporta e Stefano Mazzoli, 86° Filippo Celli e 145° Renato Paratore.
Ultima chiamata per i playoff
Il torneo coreano assegnerà inoltre gli ultimi posti disponibili per la fase finale della Race to Dubai. I migliori 70 giocatori eleggibili al termine della settimana accederanno all’Abu Dhabi Championship, in programma il mese prossimo. Dopo la tappa emiratina, soltanto i primi 50 della classifica potranno partecipare al DP World Tour Championship di Dubai, l’evento conclusivo della stagione e secondo appuntamento consecutivo delle Rolex Series.
Con 835 punti assegnati al vincitore secondo il sistema di punteggio della Race to Dubai, il Genesis Championship può modificare in maniera significativa la graduatoria e cambiare le prospettive di diversi protagonisti.
Il Woo Jeong Hills Country Club, percorso inaugurato nel 1993 e progettato da Perry O. Dye, figlio del celebre architetto Pete Dye, ospita per il secondo anno consecutivo il torneo. Il campo, già teatro di importanti appuntamenti del golf asiatico, è pronto a fare da cornice a quattro giorni in cui ogni colpo potrà pesare sul titolo, sulla corsa al numero uno stagionale e sul futuro dei giocatori.
Tee time
Genesis Championship: ultima chiamata