Bergamaschi e Migliozzi
sull’European Tour

Di Andrea Vercelli

Grande impresa dei due azzurri
che chiudono la Qualifying School
tra i primi 25 e giocheranno nel 2019
il circuito europeo maggiore

Grande impresa di due dei tre azzurri impegnati nelle finali della Qualifying School dell’European Tour al Lumine Golf Club di Tarragona, in Spagna.
Mentre Matteo Manassero è uscito di scena già al taglio, Guido Migliozzi e Filippo Bergamaschi sono riusciti a conquistare la carta per l’European Tour 2019, chiudendo la maratona di 108 buche tra i primi 25 della classifica generale.
Al via dellle ultime 18 buche sembrava quasi disperata l’impresa per Filippo Bergamaschi, che invece grazie a un 66 di giornata costruito praticamente nelle ultime 9 decisive buche, è risalito di 17 posizioni sino al 20esima con – 16, punteggio che gli ha consentito di ottenere la sospirata carta per il circuito maggiore europeo. Ottima prova anche per Guido Migliozzi, che con un giro in 69 ha controllato la situazione nelle 18 buche finali, chiudendo il torneo al 13° posto con un totale di -18.
Bergamaschi e Migliozzi si vanno così a unire agli altri azzurri già in possesso della carta per l’European Tour 2019: Francesco Molinari, Andrea Pavan, Renato Paratore, Nino Bertasio, Edoardo Molinari e Lorenzo Gagli, portando quindi a otto il numero totale di italiani che il prossimo anno saranno impegnati sul principale circuito continentale.
La finale al Golf Club Lumine è stata vinta dallo spagnolo Alejandro Cañizares (2 titoli sull’European Tour all’attivo in carriera) con il punteggio totale di -24, lo stesso del sudafricano Zander Lombard ma proclamato vincitore per il miglior ultimo giro (64 contro 68). Al termine hanno conquistato la Carta per l’European Tour 27 giocatori così suddivisi: 3 spagnoli (Cañizares, Cantero e Borda), 3 inglesi (Gregory, Gavins e Evans), 3 svedesi (Lemke, Karlsson e Langfors), 2 italiani (Bergamaschi e Migliozzi), 2 sudafricani (Lombard e De Jager), 2 australiani (Cullen e Lawson), 2 francesi (Langasque e Sordet), 2 norvegesi (Johannessen e Reitan), 2 tedeschi (Ritthammer e Schmitt), un cileno (Leon), un irlandese (Moynihan), un giapponese (Kawamura), uno scozzese (Warren), un danese (Winther) e uno statunitense (Kitayama).

© RIPRODUZIONE RISERVATA 15 novembre 2018
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