Analizziamo insieme le principali differenze dei green del percorso georgiano rispetto a quelli che i giocatori affrontano abitualmente. Performare al meglio nel gioco corto è fondamentale per imporsi nel primo major stagionale
Quando parliamo di Masters e quando parliamo dell’Augusta National, probabilmente il primo colore che appare chiaro nella nostra mente è il verde. Oltre a contraddistinguere la famosa giacca indossata dai soci del club e dal vincitore del torneo, questo colore riporta la nostra attenzione agli splendidi ma insidiosi green del percorso. Probabilmente la parte più affascinante, più difficile e più importante del tracciato.
Storicamente, per trionfare in quello che per molti giocatori al mondo è il major più prestigioso, i green di Augusta richiedono un approccio differente dal comune
Le difficoltà nascono sin dal primo colpo, dal tee di partenza, per poter gestire nel migliore dei modi questi green. Posizionare il primo colpo nella parte più strategica del fairway, in base anche alla posizione della bandiera, consente poi al giocatore di crearsi l’angolo e la condizione migliore per trovare il giusto punto di atterraggio della palla. Ciò diventa fondamentale per poter sfruttare le temibili pendenze con l’obiettivo di lasciarsi l’approccio o il putt successivo dalla posizione migliore. Una condizione questa indispensabile per cercare di uscire dal percorso indenni.
Una volta fatte tutte queste valutazioni, occorre poi una grande attenzione da parte del giocatore nel gestire velocità e pendenza anche dalle cortissime distanze. È proprio qui la grande differenza che passa tra i green di Augusta e quelli del resto del mondo. Capita spesso che un colpo da poco più di un metro con una pendenza attorno al 2% possa significare un allineamento di oltre trenta centimetri fuori dalla buca. Occorre inoltre aggiungere che questi green sono stati i primi al mondo ad adottare il sistema di aerazione sotterraneo. Questo sistema garantisce fermezza e velocità elevata in qualsiasi condizione climatica.
E quindi come ci si prepara e come ci si deve allenare per poter performare al meglio?
Appare evidente che durante i giri di prova e nell’allenamento in putting green i giocatori dovranno spendere molto tempo nella visualizzazione del colpo e nella velocità della palla. È proprio su questi due aspetti cruciali che ci si gioca una delle settimane più importanti dell’anno. Per alcuni grandi campioni, vedi Rory McIlroy che da anni insegue lo slam, anche della vita. Quando si parla di visualizzazione del colpo sul green occorre mettere a fuoco differenti aspetti che la compongono. Distanza del colpo, inclinazione laterale del piano, verso dell’erba, salita e discesa durante tutta la linea di gioco, incluso lo spazio di almeno un paio di metri dietro la buca. Tutte queste valutazioni sono fondamentali per spingere il giocatore a fare una lettura della pendenza accurata e di conseguenza a mirare nella direzione corretta. Non va dimenticato che in cima a tutto questo ragionamento occorre inserire la velocità d’ingresso della palla nella buca.
Da qui escono alcuni consigli che potranno essere di grande aiuto per tutti i golfisti che si trovano in una condizione di green estremamente veloci e pendenti.
Durante la pratica in putting green come prima cosa occorre settare il controllo della velocità della palla. Propedeutico per questo obiettivo, l’esercizio dei tre tee spiegato nel numero di marzo del 2024, andate a rileggerlo! Fatto questo, la pratica con una buca finta, che può essere anche un sottobicchiere per capirci, è quella ideale per allenare l’occhio a visualizzare la velocità finale della palla.
Come ormai sappiamo da tempo, gli studi hanno testimoniato che trenta centimetri oltre la buca rappresenta la velocità migliore in assoluto. In queste occasioni il mio consiglio è quello di praticare maggiormente per far arrivare la palla con l’ultimo giro morta nel bordo alto della buca. In conclusione, il mix tra durezza, velocità e pendenza rendono i green di Augusta tra i più insidiosi e affascinanti, per noi spettatori, dei tornei major. Così intriganti da rendere imperdibile l’appuntamento in televisione con questo magnifico torneo. Personalmente non vedo l’ora di potervelo raccontare con i colleghi della squadra golf sul canale 206 di Sky Sport Golf.
Buon Masters a tutti!
Come affrontare Augusta