Monticello

Di fronte a una quotidianità che ci assorbe sempre più con i suoi ritmi frenetici, riappropriarsi ogni tanto del sano piacere di dedicarsi del tempo libero di qualità diventa un aspetto necessario quanto imprescindibile. Staccare la spina da lavoro, dallo stress e dal caos cittadino ci consente di ricaricare anima e spirito e poi ripartire osservando tutto con occhi diversi. Parafrasando, è esattamente quello che ci è capitato partendo a bordo della nuova Volvo XC40 Recharge alla volta di due pietre miliari del nostro golf, Monticello e Torino.

Da Milano a Cassina Rizzardi il tratto di strada da percorrere è breve ma quanto basta per regalarci già le prime impressioni alla guida della nuova full electric. Intelligente, versatile, innovativa, XC40 è un SUV compatto nato per esaudire ogni desiderio in tema di mobilità, Ad accoglierci a Monticello c’è il neo direttore Marco Antonangeli, approdato al club lo scorso marzo dopo 15 anni a Garlenda e 14 a Bologna, e lo storico segretario sportivo, Walter Gabaglio, che proprio il giorno della nostra visita festeggiava 45 anni di onorata carriera al circolo.

Nato nel 1974, Monticello è l’esempio perfetto di come un valido progetto golfistico possa diventare una storia di grande successo. Due superbi tracciati da campionato da 18 buche, 630 abitazioni dislocate armoniosamente in un affascinante contesto naturale. Una club house che non ha eguali al mondo, nata dal genio architettonico di Luigi Caccia Dominioni, una delle più prestigiose scuole del Paese, la Eagle Golf Academy gestita da Alberto Binaghi. Quattro piscine, sei campi da tennis, due aree benessere, una palestra, due campi da calcio e il celebre Clubino, che intrattiene oltre 300 bambini di ogni età.

Questi sono solo una parte degli impressionanti numeri di questo circolo che si estende su un’area di 140 ettari e che oggi, con oltre 1.500 soci, esalta in pieno il concetto di golf residenziale per le famiglie voluto dai suoi padri fondatori. Il suo valore internazionale gli fu immediatamente riconosciuto con l’assegnazione dell’Open d’Italia nel 1975, vinto da Billy Casper, poi seguito da altre sei edizioni, l’ultima nel 1992 vinta da Sandy Lyle. 

Il colpo d’occhio all’arrivo è quello tipico dei grandi circoli, impreziosito da un campo dal verde scintillante a cui fanno da contorno meravigliosi bunker dalla sabbia candida, frutto dell’ultimo importante intervento voluto dal presidente e dal suo consiglio.

“Sono molto contento del risultato – ci racconta Stefano Banfo, alla guida del club dal marzo del 2017 – abbiamo terminato da poco tutti i bunker dei green del percorso rosso e tra poco attaccheremo con quelli dei fairway, lo stesso sarà poi fatto sul blu il prossimo anno”. L’intervento si inserisce in una strategia più generale, avere Monticello sempre al meglio per tutto quanto riguarda la qualità delle strutture e dei servizi. “Il campo è chiaramente molto importante – prosegue Banfo – negli ultimi anni è stato rifatto l’impianto d’irrigazione, abbiamo rivoluzionato la squadra, dal greenkeeper ai consulenti e riseminato tutti i green. I bunker erano una mancanza importante, abbiamo scelto di rifare il fondo con uno strato separatore e tecnologie moderne che permettono un ottimo drenaggio. Ottenuto questo abbiamo poi scelto una sabbia bianca di alto livello e ci siamo rivolti allo stesso fornitore che il Comitato della Ryder Cup ha utilizzato per quelli del Marco Simone.

Abbiamo la fortuna di avere un circolo oggi molto solido finanziariamente che ha fatto due milioni di investimenti in cinque anni e chiuso nel 2021 per la prima volta dopo tanto tempo con un avanzo di cassa. L’obiettivo ora è quello di portarlo su standard e livelli internazionali. Il nostro è un country club prevalentemente di milanesi che qui hanno la seconda casa e vengono il week end. In settimana diamo spazio agli esterni e a eventi, Pro-Am e Invitational. Ogni circolo di golf ha il suo posizionamento, Monticello non può competere con la tradizione ma può farlo attraverso i servizi e su un concetto di country club molto adatto alle famiglie. È qui che dobbiamo eccellere sempre più”. 

Walter Gabaglio è la colonna portante di Monticello da ormai 45 anni. “Tranne quello del 1975 ho fatto tutti gli altri sei Open d’Italia, ho seguito tutte le più importanti manifestazioni qui giocate e il restyling del campo con Jim Fazio, Graham Cooke e Baldovino Dassù”. 

Nel 2018 aveva raggiunto l’età pensionabile ma il presidente Banfo gli propose di rimanere con un contratto di consulenza. “Potrei venire una volta alla settimana ma sono qui tutti i giorni, questa è la mia casa. Ho dato tanto a questo club ma ho anche ricevuto moltissimo sotto ogni aspetto. Qui c’è qualsiasi cosa uno desideri per godersi una vita sana immerso nella natura. Come si fa a non amare un posto così?”. 

Powerstop: l’elettrico a portata d’Italia

Con l’inaugurazione della colonnina di ricarica ultrafast a Rivoli (TO), prosegue a ritmo spedito il progetto nazionale di Volvo Car Italia per favorire la mobilità ecosostenibile.

Con una conferenza stampa e il tradizionale taglio del nastro è stata inaugurata il 19 maggio scorso la stazione di ricarica ultrafast by Volvo Cars Powerstop / Gino di Rivoli, alle porte di Torino. Occasione perfetta per una sosta con la nostra Volvo XC40 Recharge protagonista del servizio dopo il trasferimento dal Golf Club Monticello, prima di fare rotta verso la seconda tappa del nostro itinerario ecosostenibile, il Circolo Golf Torino La Mandria di Fiano Torinese. 

La stazione di ricarica veloce di Rivoli (Torino) è la prima attivata in Piemonte nell’ambito di un ampio progetto promosso dalla filiale italiana di Volvo Cars in collaborazione con la rete delle concessionarie ufficiali Volvo in Italia per favorire la diffusione della mobilità elettrica sul territorio nazionale, in linea con la scelta strategica di Volvo Cars a favore dell’elettrificazione. Volvo punta a diventare un produttore di auto completamente elettriche entro il 2030 e prevede di lanciare un’intera nuova gamma di vetture elettriche al 100% nei prossimi anni, nell’ambito di uno dei programmi di elettrificazione più ambiziosi del settore.

La stazione di ricarica ultrafast by Volvo Cars Powerstop / Gino a Rivoli è dotata di due prese di ricarica DC e può ricaricare un veicolo elettrico con una potenza massima pari a 175 kW. L’energia erogata è prodotta integralmente da fonti rinnovabili e quindi sostenibili. Il proprietario dell’infrastruttura di ricarica è Gino S.P.A., mentre il gestore dell’infrastruttura e del sistema operativo (Charging Point Operator – CPO) è Duferco Energia. Plugsurfing (partner di Volvo in Europa) è invece il fornitore di servizi di ricarica (E-Mobility Service Provider – EMP).

In linea con lo spirito di condivisione che da sempre è tipico di Volvo, i punti di ricarica Powerstop attivati da Volvo Cars saranno aperti agli utenti di veicoli elettrici di tutti i marchi e non solo agli utenti Volvo; un messaggio forte per tutti coloro che auspicano un passaggio effettivo senza patemi alla mobilità elettrica. L’utilizzo di un account Plugsurfing permette la ricarica al prezzo assai vantaggioso di 0,35 €/kWh sia per i clienti Volvo sia per gli utenti di altri marchi.

“Il progetto delle stazioni Powerstop di ricarica ultrafast by Volvo Cars è un’iniziativa senza precedenti,” ha affermato Michele Crisci, Presidente Volvo Car Italia. “Mai un costruttore di auto si era impegnato anche attraverso investimenti concreti nella realizzazione di una rete di stazioni per la ricarica veloce per tutti gli automobilisti. Non vogliamo certo sostituirci a chi è preposto a realizzare infrastrutture; vogliamo solo sensibilizzare il pubblico sulla opportunità di passare alla mobilità elettrica dando il nostro contributo per renderla davvero possibile sul territorio nazionale. Ci piace pensare che la disponibilità delle stazioni Powerstop si traduca in un servizio di mobilità grazie al quale un proprietario di un’auto elettrica di qualsiasi marca possa viaggiare da Nord a Sud e da Est a Ovest della nostra penisola sapendo di poter contare su punti di ricarica ad alta efficienza dislocati in maniera conveniente per ridurre al minimo i tempi di sosta. E il fatto che tale possibilità sia per tutti gli automobilisti e non solo per chi guida una Volvo dimostra una volta di più come il nostro approccio sia di condivisione, come già più volte accaduto sul fronte della Sicurezza. Oggi pensiamo a coloro che scelgono di guidare veicoli elettrificati o elettrici, perché per noi la Sostenibilità è importante tanto quanto la Sicurezza. Non c’è più tempo da perdere: le scelte del pubblico ci stanno dicendo che la strada giusta è quella intrapresa da Volvo.”

“Siamo orgogliosi di essere i primi nella nostra Regione a inaugurare questo percorso, che è anche un grande progetto nazionale”, hanno sottolineato congiuntamente Alessandro e Massimiliano Gino, titolari della concessionaria Volvo Gino. “La scelta fatta da Volvo è non solo condivisibile sotto ogni aspetto ma è soprattutto un aiuto concreto a noi e soprattutto agli utenti finali in termini di infrastruttura. Nei tanti anni di attività del nostro gruppo abbiamo sempre agito a favore della diffusione di una mobilità moderna e consapevole e quindi ora, con la nuovissima concessionaria Volvo, non potevamo non accogliere con entusiasmo l’iniziativa legata all’elettrificazione, che per noi significa modernità e futuro della mobilità. Si parla molto di infrastrutture ma pochi fanno qualcosa di concreto. Volvo Car Italia, grazie anche alla forte partnership che ha con la propria rete di concessionari della quale siamo da poco entrati a far parte, sta realizzando qualcosa che fino a ieri era impensabile. Se tutti gli attori della mobilità agissero allo stesso modo, la realizzazione delle infrastrutture correrebbe più veloce e la transizione verso l’elettrico sarebbe più rapida e decisa anche nel nostro Paese.”

Come detto in precedenza, l’inaugurazione della stazione di ricarica ultrafast by Volvo Cars a Rivoli (Torino) si inserisce nell’ambito del progetto su scala nazionale promosso da Volvo Car Italia per favorire la mobilità elettrica nel nostro Paese e fornire un rassicurante servizio a quegli automobilisti che intendono scegliere di guidare elettrico ma temono le carenze infrastrutturali del nostro Paese in tema di possibilità di ricarica. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con i concessionari italiani di Volvo, prevede l’installazione di stazioni di ricarica ultrafast da 100-150 kW presso le concessionarie Volvo, in prossimità di uscite delle principali autostrade italiane e in altri punti strategici del territorio italiano. In tal senso, sono già state attivate le colonnine Powerstop a Perugia (10 febbraio), a Bologna (14 febbraio), a Ferrara (10 marzo), a Roma (12 aprile), a Trento (5 maggio) e ad Ancona (12 maggio), mentre il calendario delle prossime inaugurazioni prevede Frosinone, Civitanova Marche e Ravenna, con tappe successive in via di definizione e che verranno ufficializzate a breve. L’obiettivo di Volvo Car Italia è avere un significativo numero di stazioni operative entro la metà del 2022.

Come prologo al progetto su scala nazionale, Volvo Car Italia ha inoltre inaugurato, lo scorso mese di novembre, la stazione Powerstop Portanuova – la prima stazione di ricarica veloce nel cuore della Milano più moderna – un’iniziativa che ribadisce l’impegno di Volvo nel dare reale impulso alla diffusione della mobilità elettrica e alla riduzione delle emissioni di CO2.

L’azione di Volvo Car Italia si inserisce nel contesto più ampio della strategia di Sostenibilità di Volvo Cars, che si basa sull’elettrificazione e sull’abbattimento delle emissioni di CO2 lungo l’intera filiera di vita dell’auto e nella catena dei fornitori. 

Un elemento chiave è costituito dall’azzeramento delle emissioni allo scarico delle auto in virtù dell’elettrificazione. Le vetture full electric lanciate da Volvo – XC40 Recharge e C40 Recharge – confermano la direzione intrapresa da Volvo.

Volvo Cars intende ridurre l’impronta di carbonio del ciclo di vita di un’auto del 40% tra il 2018 e il 2025, anche realizzando una riduzione del 25% delle emissioni nella sua catena di fornitori entro il 2025. Per questo intende favorire e incentivare l’utilizzo di energia pulita proveniente da fonti rinnovabili e aspira a diventare un’azienda a impatto neutro sul clima entro il 2040.

Torino

Ci sono golf club che, una volta attraversato il loro cancello d’ingresso, ti fanno respirare subito un’aria diversa, speciale, carica di fascino, storia ed eleganza. Per chi come noi ha avuto la fortuna di visitare per lavoro alcuni dei più antichi e prestigiosi club britannici, la sensazione entrando al Circolo Golf Torino è la stessa, ovvero il piacere di immergersi improvvisamente in una realtà che rappresenta appieno, in ogni suo aspetto, la vera essenza e significato del nostro sport.

Basta mettere piede in club house per restare affascinati dalla sua bellezza, dallo stile sobrio e raffinato, e per farsi rapire dai mille volti e trofei esposti con orgoglio nelle sue sale, a partire dalla storica World Cup conquistata nel 2009 da Edoardo e Francesco Molinari, nati e cresciuti golfisticamente proprio su questi fairway. Fra le grandi gare ospitate, il Torino ha nel suo albo d’oro tre edizioni dell’Open d’Italia, 1999, 2013 e 2014. In bacheca ci sono i trofei delle maggiori gare nazionali e internazionali conquistate dal circolo che certificano il suo grande spirito sportivo, tra i più vincenti del nostro Paese. Fondato nel 1920, è il più antico golf club del Piemonte, seguito a ruota da Clavière e l’Alpino di Stresa. Il campo fu inaugurato ufficialmente nel 1924 e la sua prima sede fu a San Maurizio Canavese, poco distante da quella attuale. Solo quattro anni più tardi il club ebbe bisogno di ampliarsi e per questo la sua sede fu spostata nel trotter di Mirafiori, con 9 buche in condivisione con le corse ippiche. In seguito, nel 1951, fu la volta del campo al Colle della Maddalena, sostituito cinque anni dopo da La Mandria, all’interno dello spettacolare parco che per secoli è stato la riserva di caccia di caccia della famiglia Savoia.

I due percorsi da campionato, il blu e il giallo, sono stati progettati in tempi successivi dall’inglese John Morrison. Tutto al Circolo Golf Torino è funzionale al golf. Non vi sono strade né alcuna costruzione. Le caratteristiche dei due percorsi garantiscono due differenti esperienze di gioco, e ciò che li accomuna è l’attenta manutenzione nel pieno rispetto dell’ecosistema locale. 

Alla guida del circolo dal 2020 c’è Giorgio Tadolini, da 24 anni socio al Torino e imprenditore con le idee molto chiare. Il suo obiettivo una maggiore apertura, nuovi servizi e massima attenzione alla qualità, con un occhio di riguardo ai giovani e alle loro proposte, per tramandare sì la tradizione ma restando sempre al passo con i tempi che cambiano.

“Il mio mandato  – ci racconta – è sempre stato improntato su una grossa attenzione verso i ragazzi, le giovani famiglie e i loro bambini . Il golf è l’elemento centrale del nostro circolo ma intorno ad esso è basilare offrire una serie di strutture aggregative e allo stesso tempo più interessanti in termini competitivi per i ragazzi. I giovani a differenza del passato vivono oggi molto più attivamente i propri figli. I momenti liberi devono essere partecipativi, quindi il fatto di permettere alle nuove generazioni di venire al circolo con il proprio nucleo familiare e viverlo insieme significa conquistarli per sempre. Per questo abbiamo realizzato il campo da calcetto e stiamo attivando un’area tecnica equipaggiata con tutte le più moderne tecnologie, oltre ad aver ammodernato parte della nostra struttura rendendola più accessibile a tutti. Stiamo inoltre ripristinando tutta una serie di impianti, abbiamo intenzione di realizzare una nuova palestra con strutture avanzate, con ambienti moderni e proiettati nel verde, e stiamo riadeguando tutti i nostri impianti tecnici e di riscaldamento. Piccoli e grandi interventi che hanno portato al gradimento di tutta la compagine sociale”. 

I due percorsi da campionato, centrali nella vita sociale del Torino, non sono stati da meno. “Abbiamo lanciato la seconda fase di ammodernamento dell’impianto di irrigazione – prosegue Tadolini -, stiamo cambiando il parco macchine con modelli efficienti e moderni e, non ultimo, siamo 100% ecologici, un grosso traguardo per noi. Posso dire con orgoglio che i campi sono davvero perfetti, un nostro fiore all’occhiello”.

Anche per il Torino il 2022 si è aperto con ottime prospettive in termini di associati, a conferma che il lavoro svolto dal presidente e dal suo team, con in prima linea i direttori Valter Castagnero e Tiziana Panizzolo, sta portando i suoi frutti. “Le premesse erano abbastanza conservative ma il numero degli associati è in continua crescita già dallo scorso anno. C’è grande entusiasmo, anche per i risultati sportivi dei nostri atleti, come quello di Filippo Ponzano che ha vinto qui gli Internazionali d’Italia. Il segreto di questo successo? La grande capacità del nostro staff tecnico che fa capo a Sergio Bertaina, Marco Soffietti, Francesco Vacchetto e Alberto Biglia, che con grande passione seguono il club da anni. Abbiamo circa 115 ragazzini, con 57 bambini sino ai 9 anni, un vivaio enorme che fa gruppo ed è un vero piacere vederlo crescere”. 

Storia e tradizione sì ma con un occhio puntato verso il domani. “Ci teniamo all’eleganza, alla ricercatezza dei nostri ambienti che trasmettono un storia ricca di contenuti. Le nuove generazioni viaggiano a velocità supersoniche, sono aperte a modificarsi e adeguarsi ai tempi, noi dobbiamo essere all’altezza, essere bravi a far crescere il nostro circolo in parallelo a queste esigenze. Abbiamo così creato la Commissione Giovani per il futuro, lo chiamiamo ‘Il consiglio ombra’, ragazzi dai 25 ai 40 anni che ci trasmettono il loro pensiero. A noi il compito di ascoltare i loro suggerimenti e provare a trasformarli in progetti reali per il bene del club”.