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U.S. Open: Koepka in trionfo

Di Ufficio Stampa FIG

Come sempre, decisive le ultime nove buche. La 117a
edizione del secondo major annuale va con merito
al 27enne americano cresciuto nel Challenge europeo

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QUARTO GIRO – E così siamo alla settima vittoria consecutiva in un major per un giocatore al suo primo successo nei quattro tornei del Grande Slam. Iniziò Jason Day al PGA Championship 2015, poi seguito da Danny Willett, Dustin Johnson, Henrik Stenson, Jimmy Walker, Sergio Garcia e ora da Brooks Koepka.

Nato in Florida, a West Palm Beach il 3 maggio 1990, Brooks ha iniziato a giocare da professionista nel 2012 sul Challenge Tour europeo. Primo successo il Challenge de Catalunya, nel settembre di quell’anno, seguito poi nel 2013 dal Montecchia Golf Open, dal Fred Olsen Challenge de España, e dallo Scottish Hydro Challenge. Con questi tre successi conquistò la carta per l’European Tour ed esordì allo Scottish Open, con un brillante 12° posto. Primo successo sul circuito il Turkish Open 2014.

Quella nello U.S. Open 2017 a Erin Hills è la sua seconda vittoria sul PGA Tour dopo il Waste Management Open 2017, ma molti sono stati i piazzamenti importanti, che lo hanno portato al 22° posto nella classifica mondiale prima di oggi. Koepka (67 70 68 67) con lo score finale di -16 ha eguagliato il punteggio più basso nella storia dello U.S. Open, finora detenuto da Rory McIlroy (Colonial, 2011).

Nell’ultima giornata, grande testa a testa con Brian Harman fino alla 11a buca, poi due bogey dell’avversario e tre birdie consecutivi di Koepka (14, 15 e 16) hanno chiuso la partita. Miglior risultato di giornata il 66 di Hideki Matsuyama, che ha così raggiunto Harman al secondo posto: -12, a quattro colpi dal vincitore. Quarto Tommy Fleetwood (-11), quinti Haas, Schauffele e Fowler (-10).

Il montepremi era di ben 12 milioni di dollari, di cui 2.160.000 sono andati a Koepka.

TERZO GIRO – Brian Harman (204 – 67 70 67, -12) è rimasto da solo al comando a un giro dal termine dell’U.S. Open, il secondo major stagionale che si sta disputando sul tracciato dell’Erin Hills (par 72), a Erin nel Wisconsin. Protagonista della giornata Justin Thomas, che con un gran 63 (-9), score record per il major, è volato dal 24° al secondo posto con 205 (-11), praticamente l’unico tra i big in grado di vincere e che non abbia deluso dopo la falcidia di campioni al taglio. Lo affiancano Brooks Koepka e l’inglese Tommy Fleetwood, in vetta con Harman a metà torneo insieme all’inglese Paul Casey, scivolato al 17° posto con 212 (-4) e uscito di scena con un 75 (+3).

Sono in corsa per il titolo Rickie Fowler, quinto con 206 (-10), il coreano Si Woo Kim, sesto con 207 (-9), Patrick Reed, Russell Henley e Charley Hoffman, settimi con 208 (-8), messi in gioco dalla matematica, ma probabilmente mancanti dello spunto necessario in queste occasioni. Si è defilato il giapponese Hideki Matsuyama, 14° con 210 (-6), e non ha praticamente quasi mai abbandonato la posizione lo spagnolo Sergio Garcia, stesso score di Casey, realizzato anche al sudafricano Louis Oosthuizen. Hanno perso terreno il tedesco Martin Kaymer, 43° con 216 (par), e Jordan Spieth, 59° con 220 (+4), che se n’è andato verso il fondo della graduatoria con un 76 (+4).

È uscito dopo 36 buche Francesco Molinari, 79° con 147 (74 73, +3), e ha fatto molto rumore il flop contemporaneo dei primi tre della classifica mondiale: Dustin Johnson, 92° con 148 (+4), il nordirlandese Rory McIlroy, 102° con 149 (+5) e l’australiano Jason Day, 144° con 154 (+10). Hanno fissato un primato, sia pure negativo, perché da quando è stato istituito il world ranking nel 1986 è la prima volta che i primi tre non passano il taglio tutti insieme in un major.

Brian Harman, 30enne di Savannha (Georgia), due successi nel circuito, l’ultimo a maggio, non ha molta dimestichezza con i major, poiché ne ha disputati pochi e ha quale miglior risultato il 40° posto nel PGA Championship del 2014. Ha tenuto una buona andatura nella prima parte del tracciato con tre birdie e un bogey, poi ha realizzato gli altri tre birdie nel rientro (67, -5) ha gli hanno permesso di superare Justin Thomas, leader da tempo in club house.

Il 24enne d Louisville (Kentucky), quattro titoli nel tour di cui tre quest’anno, ha realizzato lo score più basso in assoluto dell’US Open in relazione al par (-9), ma hanno ottenuto lo stesso punteggio anche Johnny Miller (63, -8) a Oakmont (1973) e Jack Nicklaus e Tom Weiskopf (63, -7) al Baltusrol GC. Dopo nove birdie e due bogey Thomas ha piazzato la palla a due metri dalla bandiera con un legno 3 da 310 yards e ha imbucato per l’eagle. Da ricordare che Thomas quest’anno ha realizzato in 59 (-11) nel Sony Open e in carriera ha segnato anche due 61, un 62 e altri due 63. Il torneo ha un montepremi di 12.000.000 di dollari, il più alto in assoluto.

Diretta su Sky – La giornata finale dell’U.S. Open sarà teletrasmessa in diretta da Sky con collegamento domenica 18 giugno dalle ore 19 alle 2,30 (Sky Sport 3 HD).

SECONDO GIRO – Francesco Molinari, 79° con 147 (74 73, +3) non ha superato il taglio nell’US Open, il secondo major stagionale che si sta svolgendo sul percorso dell’Erin Hills (par 72), nel Wisconsin. In un secondo turno in cui ci sono stati crolli clamorosi, si è formato al comando un quartetto con 137 (-7) composto da Brian Harman (67 70), Brooks Koepka (67 70) e dagli inglesi Paul Casey (66 71) e Tommy Fleetwood (67 70), che precede di un colpo Rickie Fowler, J. B. Holmes e Jamie Lovemark (138, -6). Nessuno di questi ha mai vinto un major.

È stata una giornata nera per i big, molti dei quali andati fuori gioco, a iniziare dai primi tre al mondo, nell’ordine Dustin Johnson, 92° con 148 (+4), il nordirlandese Rory McIlroy, 102° con 149 (+5) e l’australiano Jason Day, 144° con 154 (+10). Da quando è stato istituito il world ranking nel 1986 è la prima volta che i primi tre della classifica non passano il taglio tutti insieme in un major. Hanno subito la stessa sorte l’inglese Justin Rose, campione olimpico, 69° con 146 (+2), l’australiano Adan Scott, lo svedese Henrik Stenson e il sudafricano Charl Schwartzel, medesimo score di Molinari, quindi Bubba Watson, 102° come Johnson, e lo svedese Alex Noren, 115° con 150 (+6).

Ha avuto invece una decisa impennata il giapponese Hideki Matsuyama, numero 4 del ranking, che dall’82° posto è risalito fino all’ottavo con 139 (-5), rimettendosi in corsa per il titolo grazie a un 65 (-7), miglior punteggio del giro realizzato anche da Chez Reavie, 13° con 140 (-4). Al 19° posto con 141 (-3) lo spagnolo Sergio Garcia e il tedesco Martin Kaymer, al 24° con 142 (-2) Justin Thomas e al 33° con 143 (-1) Patrick Reed.

Quasi miracolosa la leadership di Paul Casey, perché ottenuta malgrado un triplo bogey alla buca 14 e a due bogey, compensati comunque con sei birdie (71, -1). Per gli altri tre compagni di viaggio 70 (-2) colpi con tre birdie e un bogey per Brian Harman e con quattro birdie e due bogey per Brooks Koepka e per Tommy Fleetwood.

Francesco Molinari ha viste compromesse le sue possibilità di proseguire il torneo con due bogey sulle prime cinque buche. Ha reagito con un birdie, poi un altro bogey alla buca 10 lo ha riportato due colpi sopra par e il secondo birdie alla buca 14 ha solo reso il punteggio (73, +1) meno pesante. Hanno provato a reagire Dustin Johnson (73 con tre birdie e quattro bogey) e Rory McIlroy (71 con cinque birdie e quattro bogey), ma entrambi hanno palesato ancora difetto di condizione dopo i recenti infortuni, così come Jason Day (75, +3 con quattro birdie, cinque bogey e un doppio bogey) che era stato a lungo fermo per dolori alla schiena. Il torneo ha un montepremi record di 12.000.000 di dollari.

Diretta su Sky – L’US Open viene teletrasmesso in diretta da Sky. Terza giornata: sabato 17, dalle ore 19 alle 2 (Sky Sport 3 HD).

PRIMO GIRO – Francesco Molinari, 82° con 74 (+2) colpi, è poco oltre metà classifica dopo il giro iniziale dell’US Open, il secondo major stagionale che si sta svolgendo sul percorso dell’Erin Hills (par 72), a Erin nel Wisconsin, dove con un ottimo 65 (-7) è in vetta Rickie Fowler. E’ stata una giornata caratterizzata soprattutto dal tonfo clamoroso di quasi tutti i giocatori più attesi e, in particolare, di Dustin Johnson, numero uno mondiale e campione uscente, 102° con 75 (+3), del nordirlandese Rory McIlroy (nella foto finito in rough alla 11), numero due, 143° con 78 (+6), e dell’australiano Jason Day, numero tre, 151° con 79 (+7). Dovranno fare un secondo giro di alta qualità anche gli altri tre che li seguono nel world ranking: Jordan Spieth (n. 5), 61° con 73 (+1), il giapponese Hideki Matsuyama (n. 4) e lo svedese Henrik Stenson (n. 6) che hanno lo stesso score di Molinari.

L’incidente – Un incidente ha turbato la giornata di Erin. Infatti nelle vicinanze del circolo è precipitato un dirigibile pubblicitario, provocando paura e panico tra gli spettatori, soprattutto per le notizie e le immagini subito circolate. Rimasti scossi anche alcuni giocatori che hanno seguito dal campo il velivolo in avaria. A bordo solo il pilota che è stato ricoverato con alcune ustioni.

La gara – Fowler, 28enne di Murieta con quattro titoli nel circuito, ha stabilito con “meno 7” lo score più basso in relazione al par del torneo e ha eguagliato le prodezze di Jack Nicklaus e di Tom Weiskopf che avevano ottenuto il “-7” con 63 colpi sul par 70 del Baltusrol G.C. nel 1980. Non ha avuto, però, gran vantaggio poiché lo seguono a un colpo Xander Schauffele (nella foto con il suo caddie) e l’inglese Paul Casey (66, -6), e a due Brian Harman, Brooks Koepka e l’inglese Tommy Fleetwood (67, -5). Tra i big in alta classifica Patrick Reed, settimo con 68 (-4), Sergio Garcia, 18° con 70 (-2), e il sudafricano Charl Schwartzel, 29° con 71 (-1). Con il medesimo punteggio Davis Love IV, appena passato pro e qualificatosi per il major, che ha avuto quale caddie d’eccezione il padre Davis Love III, 21 titoli con un major nel tour.

Alla vigilia Phil Mickelson ha poi annunciato il forfait ponendo fine alla lunga attesa della prima riserva, il messicano Roberto Diaz, 45° con 72 (par) insieme all’australiano Adam Scott, al tedesco Martin Kaymer e all’inglese Justin Rose.

Giro sofferto anche per Justin Thomas e per lo svedese Alex Noren, 61.i come Spieth, per Bubba Watson, che affianca Dustin Johnson, e per lo spagnolo Jon Rahm, 114° con 76 (+4).

Gli score – Rickie Fowler, ultimo successo a febbraio nell’Honda Classic, ha realizzato con sette birdie senza bogey il suo punteggio più basso in un major.

Francesco Molinari, partito dalla dieci, si è gravato di un doppio bogey recuperando parzialmente con un birdie prima del giro di boa. Le cose si sono ulteriormente complicate con tre bogey in quattro buche, ma ha avuto la forza di non mollare e ha reso il punteggio meno severo con due birdie a chiudere.

Dustin Johnson ha fissato lo score in quattro buche con la sequenza doppio bogey-bogey-birdie-bogey e poi ha proseguito per il resto in par pensando più che altro a salvare il salvabile. Evidente che la caduta per le scale ad Augusta e il conseguente stop ha ancora i suoi riflessi sul fisico. Difficile ora che possa infrangere le tradizione negativa riguardante i vincitori dal 1989 a oggi: nessuno l’anno dopo è terminato entro i primi cinque.

Rory McIlroy e Jason Day hanno giocato insieme. Il primo aveva iniziato con un eagle (buca 2, par 4), poi però sono stati quattro bogey e due doppi bogey. Il secondo ha siglato un birdie prima del diluvio di colpi persi con cinque bogey e due tripli bogey a fronte di altri tre birdie. Laconico con chi gli ha chiesto un commento: “Ho appena finito di giocare male a golf”.

Il torneo ha un montepremi record di 12.000.000 di dollari.

Diretta su Sky – L’US Open viene teletrasmesso in diretta da Sky. Seconda giornata: venerdì 16, dalle ore 19 alle ore 3 (Sky Sport 3 HD).

PROLOGO – Ai nastri di partenza l’U.S. Open (15-18 giugno), il secondo major stagionale che avrà per teatro di gara il tracciato dell’Erin Hills, a Erin nel Wisconsin, ed elargirà un montepremi record di 12 milioni di dollari. Lo disputerà per l’ottava volta Francesco Molinari, che lo aveva saltato lo scorso anno dopo sette presenze di fila. È in ottime condizioni di forma, come testimoniano gli ultimi suoi risultati e il salto da 31° a 17° nel world ranking. È a un passo da superare il record della posizione più alta raggiunta nella classifica mondiale da un italiano, che lui stesso detiene, con il 14° posto, a pari merito con suo fratello Edoardo, seguiti da Rocca che si fermò al 18° L’U.S. Open è l’occasione giusta anche per andare oltre la 23ª piazza, suo piazzamento migliore nel major (2014).

I due temi della vigilia – Alla vigilia due temi sembrano prevalere sugli altri. Il primo riguarda i giudizi sul campo, ritenuto molto difficile per un rough esageratamente alto, che si unisce alle difficoltà create da bunker molto profondi, ma in realtà non esiste U.S. Open che non sia stato anticipato da tali considerazioni, poiché di tende sempre a preparare un percorso al limite e forse anche oltre.

L’altro argomento riguarda la scelta di Phil Mickelson. Oggi, giovedì, alle ore 10 sarà in California, alla Pacific Ridge School di Carlsbad, dove la figlia Amanda prenderà il diploma. Non si è però cancellato dal torneo. Nel Wisconsin il tee time per lui è alle ore 14,20 insieme a Steve Stricker e a Stewart Cink. Tempi della cerimonia e duemila miglia da percorrere in aereo presuppongono che il 47enne di San Diego arrivi con circa tre ore di ritardo sull’orario fissato per la sua partenza. E Mickelson ha puntato tutto su qualcosa di meteorologico che faccia saltare i tempi previsti di gioco. Però, per una tale dilazione, non basterà certo un po’ di pioggia, bensì ci vorrà un diluvio.

Prima riserva in attesa – Chi invece fa tifo contrario e monitorizza il cielo continuamente sperando di non vedere nuvole è il messicano Roberto Diaz, 30 anni, giocatore del Web.com Tour. È la prima riserva e prenderebbe il posto di Mickelson se non dovesse arrivare in tempo. Naturalmente giocare il major rappresenterebbe l’occasione della sua vita. Comunque. Mickelson o no, dovrà essere sul campo alle ore 6,45 e rimanere in attesa. Infatti potrebbe subentrare a chiunque altro dovesse dare forfait all’ultimo momento.

Il campo – Sul percorso di Erin Hills, e in particolare sul rough, ha espresso il suo parere Francesco Molinari su Twitter: “È un campo dove il vento sarà decisivo per gli score. I fairway sono abbastanza generosi, ma molti colpi sono ciechi. Il rough però è fuori controllo!”

Più accomodante il nordirlandese Rory McIlroy, perseguitato da tempo da un infortunio, che gioca per la nona volta il torneo e asserisce di star bene: “Ho avuto parecchie settimane per provare, ho fatto molta pratica e non ho avuto difficoltà. Si tratta di gestire il carico adeguato che mi faccia sopperire al problema. Ho provato il tracciato e mi piace, perché consente di essere aggressivi, e io mi sento tale, ma è necessario evitare il rough. Comunque offre una sfida diversa da quelle a cui siamo abituati”.

Jordan Spieth, vincitore nel 2015, invece, va contro le speranze di Mickelson: “Mi auguro che il tempo sia buono, anche se fa un po’ freddo. Il percorso è davvero ben progettato, ma non ti concede distrazioni. L’ho provato a lungo e credo di poter esprimere un gioco abbastanza solido e adeguato all’impegno”.

I protagonisti – Difende il titolo Dustin Johnson, il numero uno mondiale, che aveva iniziato la stagione con tre successi di fila, prima di essere messo al tappeto da una caduta dalle scale alla vigilia del Masters. Due mesi di stop gli hanno fatto perdere brillantezza e quindi non potrà assumere il ruolo di favorito assoluto. In realtà, però, non c’è nessuno tra i big che sembri in condizioni migliori di altri, poiché tutti, anche coloro che hanno vinto, sono andati in altalena. Parliamo di Jordan Spieth, Justin Thomas, degli spagnoli Sergio Garcia e Jon Rahm e del giapponese Hideki Matsuyama. Lo stesso McIlroy è un’incognita così come l’australiano Jason Day, che ha sofferto parecchio di dolori alla schiena. In tale contesto sono un po’ salite le quotazioni del sudafricano Charl Schwartzel, degli svedesi Alex Noren ed Henrik Stenson, delll’inglese Justin Rose e l’australiano Adam Scott e si guarda anche alle possibilità di outsider quali Jason Dufner, Daniel Berger, Billy Horschel e Kevin Kisner o anche a improvvisi ritorni di Patrick Reed, Bubba Watson e del tedesco Martin Kaymer.

Nel primo giro Francesco Molinari sarà in terna con Matt Kuchar e Patrick Reed. Partirà dalla buca 10 alle ore 8,24 locali.

Diretta su Sky – L’U.S. Open va in onda in diretta su Sky. Prima giornata: giovedì 15 giugno, dalle ore 19 alle 3 (Sky Sport 2HD)

HARTFORD, WI – JUNE 14: A general view of the course during a practice round prior to the 2017 U.S. Open at Erin Hills on June 14, 2017 in Hartford, Wisconsin. (Photo by Streeter Lecka/Getty Images)

© RIPRODUZIONE RISERVATA 18 giugno 2017
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