-->

“No dress code” sul campo di Tiger

Di Fulvio Golob

Il primo percorso di Woods negli U.S.A. farà storia
per il suo autore ma anche perché non ha
nessuna regola di etichetta per l’abbigliamento…

 

I problemi alla schiena hanno lasciato molto tempo a Tiger Woods per seguire i lavori dei campi da golf da lui disegnati e in fase di costruzione. Dopo aver aperto il primo in assoluto – El Cardonal – in Messico, mentre continuano i progetti in Cina e Dubai è stata la volta del primo percorso negli Stati Uniti. Stiamo parlando del Bluejack National, realizzato a Montgomery, nel Texas, ed esteso su un’area di oltre 300 ettari, che è stato inaugurato durante il mese di novembre. Accanto al campo di Woods, molte altre strutture sportive, che ne fanno un vero e proprio centro di divertimento e relax per tutta la famiglia.

Fra gli obiettivi di Tiger, c’era quello di realizzare un 18 buche “molto giocabile” in cui “fosse sufficiente una sola pallina per l’intero giro”. E in effetti, come ha in seguito dichiarato Dave Stockton Jr, figlio del capitano americano di Ryder Cup del 1991 nonché vincitore di due major e a sua volta giocatore sul Tour, il campo è bellissimo e alla portata di qualunque giocatore. Partenze molto differenziate garantiscono il divertimento a golfisti di ogni livello e il fatto che si nota subito è la assoluta assenza di rough. Per perdere una pallina bisogna perciò finire in uno degli ostacoli d’acqua del Bluejack, peraltro ben evidenti e anche evitabili con un gioco poco rischioso.

Ma il primo campo americano di Tiger resterà nella storia anche per la totale assenza di “dress code”. Sono benvenuti i jeans di qualunque tipo e non ci sarà nessuno a misurare l’altezza del pantalone corto sopra o sotto il ginocchio. Stesso discorso per t-shirt e cappellini portati come i giocatori di baseball. Per cui se non volete vedere “orrori” di abbigliamento in campo state alla larga dal Bluejack, campo che sembra però avere tutte le carte in regola per essere un’esperienza emozionante. Noi, potendo, non mancheremmo certo l’opportunità di giocarlo.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 30 dicembre 2015
Tags
Ultimi articoli