Quando ne parliamo, quasi sempre incontriamo facce sorprese. Perché pochi davvero sanno che il golf agonistico non è nato a 18 buche, ma a 12.

E oggi, con le continue discussioni sui tempi troppo lunghi che si trascorrono in campo, questa rilevante verità storica torna di grande attualità.

L’Open Championship, la gara del golf per antonomasia e di gran lunga la più antica, è nata a Prestwick, nel 1860.

Stiamo naturalmente parlando di Scozia e della sua costa occidentale, opposta a quella di St Andrews. Il campo è quasi confinante con un percorso dell’Open ancora inserito nella Rota, il Royal Troon. Prestwick invece, per problemi di carattere logistico, non ne fa più parte dal 1925.

Sono state 24 le edizioni disputate su quello storico percorso in cui, dal 1851 al 1864, il “padre” del golf moderno, Old Tom Morris, vi svolse attività di “Keeper of the Green, Ball and Club Maker”.

Fu lui a disegnare il campo originale, un 12 buche da 3.799 yard (3.474 metri), 578 dei quali assorbiti dalla lunghissima 1.

Il primo vincitore dell’Open, Willie Park Senior, portò in clubhouse uno score di 174 colpi e, vista la lunghezza del campo, non ebbe problemi a completare i tre giri in poche ore.

Con quella conformazione Prestwick ospitò i primi 11 Open della storia, che si giocavano in un solo giorno su tre giri, per un totale di 36 buche, e altri quattro successivamente. Fu solo nel 1882 che il buon Old Tom, che si era spostato a St Andrews, tornò a disegnare le ulteriori sei.

Se quello fosse rimasto lo standard fino ai giorni nostri, forse oggi il golf avrebbe qualche problema in meno. La “colpa” è da imputare all’Old Course di St Andrews, che fino al 1857 era rimasto l’unico 18 buche sulla ventina di campi esistenti allora nel mondo. E per fortuna, quattro erano state eliminate nel secolo precedente.

Scorrendo i calendari dei circoli italiani di quest’anno, colpisce l’improvviso aumento delle gare a 12 buche, che affiancano un fenomeno già in atto da tempo e legato anche a quelle su nove. Perché la voglia di giocare senz’altro c’è, ma è il tempo che manca.

Al Golf Club Verona hanno realizzato addirittura un vero e proprio circuito, la Twelve Holes Mediolanum Cup.

E voliamo nel sud della Corsica. Sono sette i chilometri di costa e ben 2.500 gli ettari del Domaine de Murtoli, nuova perla delle vacanze per chi cerca un assoluto relax.

Venti splendide ville sperdute nel verde o con vista mare, hotel e tre ristoranti con menù a chilometro zero punteggiano questa straordinaria tenuta, che accoglie il più recente golf francese.

E manco farlo apposta, ha “solo” 12 buche, con dieci green di cui due doppi e un’infinità di partenze differenziate.

La notizia di per sé forse non sarebbe da prima pagina, se non fosse per il fatto che a disegnarlo sia stato il celebre Kyle Phillips.

Grande protagonista di alcuni fra i più bei campi moderni del mondo, anche lui sta abbracciando un vecchio pallino di Jack Nicklaus.

Per l’Orso Bianco un nuovo percorso di golf dovrebbe essere composto da tre circuiti da sei buche.

E dare perciò una maggiore scelta di quante giocarne, in base al tempo a disposizione.