Rory McIlroy scettico su una possibile “riunificazione” del golf professionistico
Impegnato questa settimana all’Emirates Golf Club per giocare l’Hero Dubai Desert Classic, Rory McIlroy ha parlato con i giornalisti dopo aver concluso il giro in pro-am.
Tra i diversi temi si è parlato di come il suo atteggiamento possa migliorare nel nuovo anno a seguito del 2025 (che potremmo definire il migliore della sua carriera). L’argomento principale però è stato quello su una possibile riunificazione tra DP World Tour, PGA Tour e LIV Golf, oltre che se Jon Rahm e Tyrrell Hatton debbano pagare le multe legate alla Ryder Cup.
McIlroy vuole competere con i migliori al mondo
Sono ormai passati quasi 3 anni dalla data dell’annuncio dell’accordo tra il PGA Tour e il Public Investment Fund (finanziatori di LIV Golf), tuttavia, nel frattempo, LIV Golf ha continuato ad ingaggiare giocatori dal Tour americano, tra gli ultimi Thomas Detry e Ben An. Brooks Koepka ha invece fatto il contrario sfruttando la creazione del Returning Member Program da parte del CEO del PGA Tour Brian Rolapp.
Interrogato sull’importanza si una possibile riunificazione del golf, il fresco campione del Grande Slam non si è mostrato troppo ottimista: «Penso che conti; direi che quella sarebbe la Soluzione A. Ma semplicemente non vedo un mondo in cui possa accadere a questo punto», ha detto. Poi ha continuato: «Non vedo un mondo in cui le due o tre parti, o chiunque sia coinvolto, rinuncino abbastanza. Perché la riunificazione avvenga, ogni parte sentirebbe come se avesse perso qualcosa, mentre idealmente vorresti che tutti sentissero di aver vinto. Penso che siano semplicemente troppo distanti perché ciò accada. Credo comunque che i tour aggiuntivi, se così vogliamo chiamarli, abbiano superato il peggio della tempesta».
Esprime poi il suo desiderio di vedere i migliori giocatori al mondo competere in uno stesso torneo un numero maggiore di volte durante l’anno. Se così fosse, i tifosi della disciplina ne sarebbero contenti e il golf, in generale, ne sarebbe giovato: «Secondo me il golf trarrebbe beneficio se i migliori giocatori del mondo giocassero insieme un po’ più spesso. Al momento lo vediamo davvero solo nei Major», ha detto McIlroy. «Ma stiamo parlando di una manciata di giocatori che mancano, ad esempio, a un Players Championship o ad altri grandi tornei nel mondo. Mi piacerebbe vedere i migliori giocare insieme magari 10 volte all’anno invece di quattro».
Dichiarazioni anche su Tyrrell Hatton e Jon Rahm
Sicuramente una delle occasioni in cui i migliori si ritrovano insieme è Ryder Cup. 24 dei migliori golfisti europei e americani si sfidano nella competizione tra le due selezioni. Tuttavia, al momento ci sono incertezze su due membri chiave della squadra europea: Hatton e Rahm. Il loro passaggio a LIV Golf nel 2024 e la partecipazione a tornei in conflitto con il DP World Tour, di cui entrambi sono membri, ha comportato l’accumularsi di multe per un ammontare di diversi milioni di dollari.
I due giocatori hanno presentato ricorso nel 2024, il che consente loro di continuare a giocare nel DP World Tour (che gestisce la squadra europea della Ryder Cup) fino a quando non si terrà l’udienza per l’appello.
Con riguardo a questa faccenda, a McIlroy è stato chiesto se una soluzione più semplice non fosse quella di pagare le sanzioni. «Sì, assolutamente. Questa è la mia opinione. Siamo stati molto duri con la squadra americana sul tema dell’essere pagati per giocare la Ryder Cup, e abbiamo anche detto che noi saremmo stati disposti a pagare per giocarla. Ci sono due ragazzi che possono dimostrarlo», ha detto il trentaseienne, ritenendo ragionevoli le sanzioni del DP World Tour.
«Penso che qualsiasi organizzazione basata sui membri abbia il diritto di far rispettare le proprie regole e i propri regolamenti», ha spiegato. «E ciò che sta facendo il DP World Tour è proprio questo. Noi, come membri, firmiamo un documento all’inizio di ogni anno in cui accettiamo queste regole. Le persone che hanno scelto di andare in LIV sapevano quali fossero. Quindi non vedo cosa ci sia di sbagliato, onestamente. Questa è la mia opinione».

Riguardo ai propri obiettivi
L’attuale numero 2 del mondo ha poi parlato della stagione che si è appena avviata. Dopo l’anno d’oro del 2025, in cui è riuscito, tra le altre cose, a completare il Career Grand Slam, McIlroy sta cercando modi per mantenere alta la motivazione.
«Penso di dover presentarmi ai tornei con entusiasmo ogni singola volta; questo significa giocare nei posti in cui voglio giocare e non sentirmi a un torneo perché sono obbligato o perché devo esserci, ma perché voglio esserci», ha detto. «Vengo a Dubai da 20 anni. Se pensi alla quantità di palline che ho colpito e al tempo che ho passato sul campo pratica da solo, dopo 20 anni di carriera diventa tedioso. Quindi si tratta di cercare la gioia in tutto questo. Quello che ho davvero ritrovato di recente a casa è il piacere di giocare a golf. Ora passo più tempo sul campo che sul driving range».
Condivide, in ultimo, anche i diversi obiettivi di carriera che gli restano da conquistare: «Sì… una medaglia olimpica, vincere l’Open a St. Andrews, uno U.S. Open su uno di quei campi tradizionali, che sia Shinnecock quest’anno o Winged Foot, Pebble Beach, Merion».

(Fonte: GolfDigest)
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