Il Consiglio Direttivo dell’Official World Golf Ranking (OWGR) ha annunciato la propria decisione in merito alla richiesta presentata da LIV Golf. Preso atto del cambiamento avvenuto nel panorama del golf professionistico maschile e con l’obiettivo di individuare un metodo equo per classificare i migliori giocatori al mondo, verranno assegnati, a partire da questa stagione, punti valiti per il ranking mondiale.

Il 2026 rivoluzionario del LIV

Oggi, sotto le luci del Riyadh Golf Club, si gioca la prima giornata della stagione del LIV. La prima di un rinnovato formato a 72 buche (4 giri) e non più a 56.

Il 2026 della superlega saudita è partito con numerose novità nel formato e nei punteggi assegnati. Nelle ultime ore è arrivato l’ennesimo aggiornamento. Ad annunciarlo, questa volta, non è il board del circuito ma quello dell’OWGR.
A partire da quest’anno verranno attribuiti punti validi per la classifica mondiale ai primi 10 classificati più pari merito nelle gare individuali stroke play del LIV.
La limitazione a dieci giocatori è motivata dal fatto che questi eventi sono classificati secondo la definizione standard OWGR “tornei a campo ridotto”.

Sono diversi gli aspetti per i quali la superlega saudita non rispetta gli standard di eleggibilità stabiliti dall’ente ufficiale che gestisce il ranking mondiale. La dimensione del field di 57 giocatori (inferiore al minimo di 75), assenza del “taglio” nei propri eventi e la presenza di percorsi di accesso molto restrittivi (che non compensa il numero di coloro che escono dalla lega) con conseguente selezione diretta dei giocatori (reclutati piuttosto che qualificati).

La risposta della superlega

Il LIV non è del tutto soddisfatto di questa disposizione, e si augura che questo sia solo un “primo passo” nel trovare un metodo ancora migliore piuttosto che la soluzione.

Secondo loro la prestazione sul campo dovrebbe contare a prescindere dal luogo in cui si disputa la competizione e ritengono ingiusto il trattamento, senza precedenti, riservato al circuito. Affermane che secondo questo sistema infatti un giocatore che termina all’11° posto è considerato allo stesso modo dell’ultimo classificato. Ciò penalizza in maniera sproporzionata sia coloro che performano costantemente ad alto livello ma finisco appena fuori la soglia, sia talenti emergenti che cercano di affermarsi sulla scena mondiale.

“Abbiamo affrontato questo processo in buona fede e continueremo a sostenere un sistema di classifica che riflette le prestazioni più che l’affiliazione. Il gioco merita trasparenza, i tifosi meritano credibilità e i giocatori meritano un sistema che li tratti tutti in modo equo” afferma in conclusione il LIV.